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Posts Tagged ‘Francesco Carofiglio’

Premio Strega 2022. Proposti i libri di Farulla, Alberico, Berruti, Bonadonna e Pucci Poppi, Buchignani, Carofiglio, D’Angeli, Darida, Dezio, Farina, Galletta, Gezzi, Longo, Magliani, Manfridi, Mazza, Moraci, Napolitano, Orecchio, Pieralice e Radini Tedeschi, San Guedoro, Scafi, Selo, Spadaro, Staropoli Calafati, Ventavoli

Proposti dagli “Amici della Domenica”, per l’edizione 2022 del Premio Strega, i libri di: Angelo Airò Farulla, Giulia Alberico, Fabrizio Berruti, Federico Bonadonna e Pierluca Pucci Poppi, Paolo Buchignani, Francesco Carofiglio, Concetta D’Angeli, Elisabetta Darida, Francesco Dezio, Francesca Farina, Veronica Galletta, Massimo Gezzi, Nicola Longo, Marino Magliani, Giuseppe Manfridi, Francesco Mazza, Simona Moraci, Sabatina Napolitano, Davide Orecchio, Stefania Pieralice e Daniele Radini Tedeschi, Lodovica San Guedoro, Alessandro Scafi, Maria Rosaria Selo, Francesca Spadaro, Giusy Staropoli Calafati, Bruno Ventavoli

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I dettagli sui libri presentati Leggi tutto…

FRANCESCO CAROFIGLIO racconta VOGLIO VIVERE UNA VOLTA SOLA

FRANCESCO CAROFIGLIO ci racconta il suo romanzo VOGLIO VIVERE UNA VOLTA SOLA (edito da Piemme). Le prime pagine del libro sono disponibili qui…

di Francesco Carofiglio

Il mio ultimo romanzo si intitola “Voglio vivere una volta sola”. Parla di una bambina che non c’è. Si chiama Violette.

Ho visto Violette un pomeriggio d’estate, alcuni anni fa, a Place des Vosges, a Parigi. Era seduta su una panchina, in attesa dei genitori forse. Aveva un abito celeste e delle scarpe buffe, fuori misura. Guardava altrove, come se da qualche parte ci fosse un mondo che io non riuscivo a vedere. Quel giorno, di nascosto, le ho scattato una fotografia, violando un’intimità nella quale non mi era consentito entrare.
Ma da quel pomeriggio Violette è entrata nella mia testa e si è seduta in una stanza, aspettando di uscire, prima o poi.
Ora bisognerebbe dire qualcosa su come nascono le storie. Per quale motivo quella bambina è venuta a trovarmi, in un giorno qualsiasi, e si è infilata nella mia vita. Ora bisognerebbe dire perché nascono le storie.
Io non lo so. E forse non lo voglio neanche sapere. Anzi, posso dire con certezza che, almeno in questo caso, non lo voglio sapere.
C’è quella bella pagina di Rodari, ne “La grammatica della fantasia”, in cui si descrive il volo di un sasso in uno stagno. Lanciamo un sasso nell’acqua. Quando il sasso la tocca provoca delle reazioni visibili, di superficie, gli spruzzi, i cerchi concentrici, il naufragio di una barchetta di carta. Ma il sasso continua a viaggiare, dentro l’acqua. E incrocia i pesci, le alghe e infine affonda nella sabbia. E tutto un mondo misterioso e microscopico si mette in movimento. Per un tempo breve, per il tempo che serve.
Ecco, magari nasce così, un’idea. E una storia. Se ci stai dentro, in quel tempo breve.
La storia di Violette l’ho acchiappata al volo, quando probabilmente pensavo ad altro.
O forse stavo pensando proprio a una bambina che non c’era e di cui avevo bisogno. Leggi tutto…