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Posts Tagged ‘francesco musolino’

LE INCREDIBILI CURIOSITÀ DELLA SICILIA di Francesco Musolino: incontro con l’autore

LE INCREDIBILI CURIOSITÀ DELLA SICILIA di Francesco Musolino (Newton Compton): incontro con l’autore

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Francesco Musolino (Messina, 1981), giornalista culturale, collabora con diverse testate nazionali, cartacee e online. Ha creato il progetto di lettura no profit @Stoleggendo su Twitter e insegna scrittura creativa. Nel 2019 ha esordito con il romanzo “L’attimo prima”, edito da Rizzoli (segnaliamo l’ampia intervista pubblicata su Letteratitudine).

Per Newton Compton Francesco Musolino ha appena pubblicato il volume intitolato “Le incredibili curiosità della Sicilia. Un viaggio di città in città per comprendere la vera anima dell’isola“. Un libro affascinante che indaga su luoghi e aneddoti legati alla terra di Sicilia come solo un siciliano doc come Francesco Musolino poteva fare: da “Tifeo. Il gigante sotto l’Etna” alle “Teste di moro. O dell’importanza d’essere fedeli a Palermo”, dai catanesi “’U Liotru ed Eliodoro” a “La Madonna Nera”, da “La Madonna amazzone” al “Cristo in gonnella a Scicli”, da “Erice e la processione dei misteri del Venerdì Santo” al “Teatro di Andromeda”, dall’ “Argimusco, la Stonehenge made in Sicily” a “Casa Cuseni. Casa d’artisti”, dal “Simenon a Messina e Siracusa” al “Caravaggio fuggiasco in Sicilia”, dalla “Rivolta di Filicudi contro i mafiosi” a “Peppa, la cannoniera”, fino a “Maria Costa. La poetessa divenuta patrimonio dell’UNESCO” e a un’ampia pennellata sulle “Donne che raccontano la Sicilia”.

Abbiamo incontrato Francesco Musolino e gli abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa de “Le incredibili curiosità della Sicilia. Un viaggio di città in città per comprendere la vera anima dell’isola” (Newton Compton). Leggi tutto…

L’ATTIMO PRIMA di Francesco Musolino

L’ATTIMO PRIMA di Francesco Musolino (Rizzoli): intervista all’autore

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di Massimo Maugeri

Conosco Francesco Musolino da tanti anni. Ho seguito il suo percorso di crescita nell’ambito del giornalismo culturale, ho condiviso il suo dolore per la perdita prematura del padre, l’ho incoraggiato per le sue battaglie contro il mal di testa cronico, mi sono complimentato con lui per la genesi del progetto @StoLeggendo su Twitter e ho sostenuto il suo desiderio di “farcela” senza perdere il contatto territoriale con i luoghi di origine.
Sapevo anche che stava lavorando a un romanzo e sapevo che dentro questo romanzo avrebbe messo molto di sè. E adesso che il libro ha visto la luce sono davvero felice di potermi ulteriormente congratulare con lui, condividendo la sua gioia. Si intitola “L’attimo prima“, lo pubblica Rizzoli e parte da una domanda: cosa succede quando la vita che hai sempre sognato svanisce l’attimo prima di diventare realtà?
A pag. 87 leggiamo: “L’attimo prima che tutto andasse come previsto si è inceppato un meccanismo perfetto. Un urlo, un tonfo. E siamo scivolati, rimasugli di cibo dentro il lavandino. Tutto cambia in un momento. Tutto era già cambiato in un lampo senza lasciarci il tempo di capire dove avevamo sbagliato“.
L’attimo prima solca la vita di Lorenzo, protagonista e voce narrante del romanzo. È un giovane messinese di venticinque anni, figlio di ristoratori; lavora in un’agenzia di viaggio ed è molto legato alla sorella Elena che avrà un ruolo chiave nel processo di crescita del giovane. Leggi tutto…

CETTI CURFINO va a Messina, Acireale e Siracusa

Cetti Curfino (Cover)CETTI CURFINO va a Messina, Acireale e Siracusa

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Tour siciliano per CETTI CURFINO di Massimo Maugeri (La nave di Teseo).

– Giovedì 7 giugno il romanzo sarà presentato, alle h. 18:30, alla libreria La Gilda dei Narratori – Ubik di Messina, Via Garibaldi 56, con Francesco Musolino e Cristina Marra – interverrà Roberta D’Amico. Sarà presente l’autore.

Venerdì 8 giugno il romanzo sarà presentato, alle h. 18, alla libreria Ubik di Acireale (Ct), Corso Umberto I, 214. Converserà con l’autore, lo scrittore e docente di letteratura prof. Orazio Caruso

Sabato 9 giugno il romanzo sarà presentato, alle h. 19,30 al teatro dei pupi (Ortigia, Siracusa, Via della Giudecca, n. 22), da Simona Lo Iacono con l’aiuto dei fratelli pupari Vaccaro Mauceri. Sarà presente l’autore. La rappresentazione è inserita nella rassegna “Libri da bere, Vini da leggere” curata da Simona Lo Iacono con Elena Flavia Castagnino e con la Fildis Siracusa e con la presenza di Marilia Di Giovanni e della storica Casa del Libro. La sceneggiatura è di Simona Lo Iacono, sui testi di Massimo Maugeri. Voci narranti: Alfredo Mauceri e Arianna Vinci. Coreografie e movimenti di scena di Daniele Carrubba e Daniel Mauceri.

In fondo al post: le locandine con gli eventi.

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CETTI CURFINO di Massimo Maugeri (La nave di Teseo)

Un giornalista, una donna detenuta in carcere, una confessione che non può più aspettare.

Cetti Curfino è un romanzo potente sull’origine delle azioni umane e sul mistero di ogni delitto, costruito come un valzer tra due personaggi che cercano nella scrittura la propria verità.

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Dalla rassegna stampa del romanzo

Tuttolibri – La Stampa (Amedeo La Mattina)
Cetti, dotata di «una bellezza ferale», di quelle che toglie il fiato, sceglie la strada che la porta in una cella. Massimo Maugeri ci conduce dentro questa prigione, ci fa entrare nella testa di una donna che concentra l’umiliazione e la disperazione di milioni di donne alla ricerca della propria dignità. (…) Il j’accuse di un uomo scagliato contro gli uomini stessi. Azzardando, con un eccesso storico più che letterario, un esergo tratto dall’incipit di una canzone di John Lennon del 1972, motivo di polemiche così accese che venne esclusa dalle radio. Faceva così: la donna è il negro del mondo. Sì, lo è, pensaci, fai qualcosa.

L’Espresso (Sabina Minardi)
Da un apprezzato testo teatrale di Maugeri, prende ora corpo nella forma piena del romanzo la figura appassionante della quarantenne Cetti, vittima e carnefice, emblema di soprusi e di resistenza, di abusi e di forza. Intorno, temi altrettanto forti: la vita in carcere, le morti bianche, la disoccupazione, la dipendenza dalle slot machine, la politica senza scrupoli, la difficile esistenza nelle periferie abbandonate di molte città. Con un linguaggio che sa affrontare con credibilità registri diversi, incluso quello imperfetto e sincero della detenuta siciliana.

La Repubblica – Palermo (Gianni Bonina)
Cetti Curfino non si fa vendetta, non avanza attenuanti, non si sottrae alla pena, ma chiede solo di essere ascoltata: perciò prima scrive un diario al commissario e poi un libro perché il mondo senta il suo grido di angoscia e di rabbia. È il suo urlo così contemporaneo che, chiudendo alla fine il libro di Maugeri, sentiamo riecheggiare. Un urlo di donna che sostituisce il viandante di Munch e si infrange contro le nostre coscienze sorde.

Vivere – La Sicilia (Domenico Trischitta)
Cetti Curfino (La nave di Teseo) di Massimo Maugeri è un romanzo travolgente, avvincente, e la sua protagonista è uno di quei personaggi che difficilmente dimenticheremo. Innanzitutto per la sua bellezza ferina, la sua fierezza e allo stesso tempo la sua fragilità; poi ci sono i quartieri popolari catanesi, la voracità e la decadenza di una città avvitata su se stessa, con tutte le sue contraddizioni e attrazioni.

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UN ANNO DI @STOLEGGENDO

https://francescomusolino.files.wordpress.com/2014/02/stoleggendo-logo-def.jpgUN ANNO DI @STOLEGGENDO

Conversazione con Francesco Musolino

di Massimo Maugeri

Seguo il percorso di Francesco Musolino già da diversi anni e non mi stupisce più di tanto il successo che sta riscuotendo l’iniziativa di cui discuteremo nell’ambito di questa conversazione (e che avevo già evidenziato in altre circostanze).
Francesco è un giovane giornalista siciliano (classe 1981), scrive attualmente sul quotidiano “La Gazzetta del Sud”, collabora con diverse testate (cartacee e online), organizza reading ed eventi letterari con l’associazione culturale “La Gilda dei Narratori” e, soprattutto, è l’ideatore del progetto noprofit nato su twitter con l’obiettivo di contribuire a incentivare la lettura: @Stoleggendo, che ha appena compiuto un anno di vita (e ha superato quota 10.000 followers).

– Francesco, partiamo dall’inizio con la solita (banale, ma utile) domanda: come nasce il “progetto @Stoleggendo”?
Francesco MusolinoNasce dal desiderio di condividere la passione della lettura con altri lettori. Sfortunatamente Messina, la città in cui sono nato e vivo, non è proprio il centro culturale della nazione e le occasioni di confronto non sono molte. Invece tutti hanno uno o più profili social. Ma chi l’ha detto che ci si rifugia nel mondo virtuale lo fa per abbrutirsi? Mi piaceva pensare che leggendo un libro, potessi condividere una citazione in un account twitter; tuttavia di pagine così ne esistono centinaia. La svolta è stata l’aver creato la figura del #readerguest, ovvero giornalisti, scrittori, editor e librai di fama nazionale che ogni 1-3 giorni guidano in prima persona l’account del progetto lettura noprofit @Stoleggendo, donando il proprio entusiasmo e i propri consigli di lettura doc.

-Ti aspettavi che potesse raggiungere un successo di queste dimensioni? Leggi tutto…

Su Twitter @Stoleggendo

Segnaliamo l’iniziativa @Stoleggendo ideata su Twitter dal giornalista Francesco Musolino e finalizzata a incentivare la lettura. Di seguito, il comunicato riportato sul sito dello stesso Musolino (che sarà puntualmente aggiornato con l’indicazione dei vari #readerguest che si avvicenderanno)

Nasce @Stoleggendo. Un progetto no-profit per incentivare la lettura

Leggere e twittare sono due gesti solitari. Lo sappiamo. Al punto tale che facendolo si può essere etichettati come persone solitari. Nei casi peggiori persino incapaci di avere una vita sociale.

Ma twittare citazioni è un modo semplice per invitare alla lettura, per seminare l’amore per i buoni libri, per riscoprire grandi classici dimenticati e conoscere nuovi trend narrativi. Con questo semplice e chiaro intento nasce @Stoleggendo.

Francesco MusolinoMa cos’è @Stoleggendo? Un profilo su Twitter, un progetto no-profit nato per incentivare la lettura, creato dal giornalista Francesco Musolino per raccogliere citazioni tratte dai libri preferiti. Ma non solo.

Oggi esistono decine di pagine il cui unico fine ultimo è raccogliere citazioni – talvolta limitandosi a ritwittarle – rimbalzando di account in account.

Quindi sarebbe lecito domandarsi: perché è nato @Stoleggendo?

Ciò che differenzia @Stoleggendo da tutto il resto è che qui saranno scrittori e giornalisti a citare e twittare, in prima persona, dai libri che amano.

Per tre giorni a testa ciascun #readerguest gestirà l’account @Stoleggendo e sarà libero di spaziare con i propri tweet su ogni tipo di autore e genere letterario senza limiti di tempo e di notorietà (qualcuno ha già promesso che twitterà brani in lingua originale). Dal fantasy alle fiabe, dalla narrativa al teatro, dai libri illustrati ai romanzi contemporanei sino all’ultimo caso editoriale…su @Stoleggendo ogni #readerguest prenderà possesso dell’account dettando una propria linea personale. Ciascun #readerguest deciderà anche se twittare citazioni liberamente nel corso della giornata oppure in una fascia oraria precisa, creando così un evento nell’evento.

L’idea di base? E’ semplice. Leggi tutto…

A Messina AmoLeggere – 15 febbraio 2014

Segnaliamo che, in occasione della Notte della Cultura, il 15 febbraio 2014, l’associazione culturale La Gilda dei Narratori e il giornalista Francesco Musolino, hanno organizzato l’evento AmoLeggere, un reading aperto a tutti i lettori: h. 21,30 presso la Libreria Mondadori di Messina (Via G. Garibaldi, 56).

Gli scrittori messinesi Alessia Gazzola, Kai Zen G, Luigi La Rosa, Graziano Delorda leggeranno un brano dedicato all’amore per i libri e la lettura (e sono già annunciate delle preziose anticipazioni di futuri libri in uscita…).
Celebrando la figura di Antonello da Messina, cui la Notte della Cultura è dedicata, il reading sarà aperto da una doppia lettura di Francesco Musolino e Filippo Nicosia – l’ideatore di Pianissimo – che leggeranno brani (su supporto digitale e cartaceo) de “Il sorriso dell’ignoto marinaio” di Vincenzo Consolo.
A seguire, microfoni aperti per i lettori. Senza alcuna scaletta e con grande entusiasmo, spazio aperto per condividere una lettura, un autore amato, il libro del cuore…e dire ancora una volta e sempre più forte: AmoLeggere.
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SE POTESSI TORNARE INDIETRO (intervista a Marc Levy)

Se potessi tornare indietroSE POTESSI TORNARE INDIETRO (intervista a Marc Levy sul nuovo romanzo pubblicato in Italia da Rizzoli)

di Francesco Musolino

Con oltre 28 milioni di copie vendute nel mondo, Marc Levy è lo scrittore francese contemporaneo più letto al mondo. Ha dedicato tutta la sua vita alla scrittura eppure per diversi anni ha diretto uno studio di architettura fra Parigi e New York, oltre ad aver lavorato per la Croce Rossa e Amnesty International. Il suo romanzo d’esordio, “Se solo fosse vero” (pubblicato in Francia nel 2000), è stato tradotto in 42 lingue, un sorprendente risultato peraltro costante nel tempo, grazie alla cura con cui costruisce le trame e i personaggi, partendo da un severo lavoro di documentazione. Nel suo ultimo romanzo “Se potessi tornare indietro” (Rizzoli, pp. 324 €18), porta in pagina Andrew Stilman, reporter del New York Times, con una grande passione per il proprio lavoro; ma sarà proprio la sua dedizione nella ricerca della verità a condurlo in una spinosa indagine sul traffico degli orfani cinesi negli States prima, e sul dramma dei desaparecidos argentini poi. Dei suoi tredici romanzi (ricordiamo il successo de “I figli della libertà” e “Quello che non ci siamo detti” sempre editi da Rizzoli) quest’ultimo ha la più forte costruzione thrilleristica, firmando una trama che sembra offrire al protagonista una seconda chance per tornare indietro e salvarsi la vita. Una chance di cui tutti, ad un certo punto nella nostra vita, avremmo voluto usufruire.

Monsieur Levy, com’è nato “Se potessi tornare indietro”?

«L’idea per questo libro è sbocciata mentre stavo guardando un documentario su un giornalista del New York Times. Pur non avendolo mai incontrato, sentivo già una sorta di complicità con lui. Mi ha commosso l’umanità e la completezza che quest’uomo comunicava: era diventato un alcolizzato ma era stato salvato dalla sua passione, dalla sua dedizione per il lavoro. L’etica giornalistica gli ha dato la forza di combattere la sua dipendenza e di sconfiggerla. Proprio questo è il punto di partenza per creare il personaggio di Andrew Stilman. Per quanto riguarda la storia in sé, avevo letto un articolo sul traffico di bambini in Cina e ho deciso che volevo scrivere un intrigo in cui i personaggi avrebbero avuto la possibilità di evolversi rapidamente, in una trama che sotto certi aspetti può apparire sconcertante. E, ultimo ma non meno importante, si tratta di un romanzo su una seconda possibilità…».

In tutti i suoi romanzi, lei spazia fra diversi registri stilistici. In particolare qui ci troviamo fra un libro d’avventura, un thriller e una commedia romantica. È stato arduo trovare l’equilibrio in pagina?

«Amo tutti i tipi di generi letterari, del resto la lista delle mie letture è davvero eclettica. E lo stesso vale per la scrittura, un territorio senza limiti. Ho spesso cambiato genere, passando da commedie romantiche a romanzi d’avventura, ma a volte mi piace mescolare i generi all’interno di un unico libro. Non ho nessuna intenzione di annoiarmi o, peggio, di stancare i miei lettori scrivendo e riscrivendo la stessa storia più e più volte, diciamo che continuo ad esplorare nuovi orizzonti narrativi. Rispetto agli altri, questo libro ha una componente thrilleristica più forte che mi ha davvero coinvolto durante il processo di scrittura. Ma in tutti i miei tredici romanzi sono i personaggi – le loro vite, i loro amori e la ricerca di un’identità – ad essere al centro di tutto e per ciascun titolo ho cercato la “voce” più adatta per narrarli».

Saranno proprio le indagini condotte, le verità rivelate, a segnare il destino di Andrew. A suo avviso un giornalista deve perseverare nella ricerca della verità ad ogni costo, senza aver remore di nessun tipo?

«Per essere onesto, penso che sia difficile rispondere categoricamente a questa domanda. Da un punto di vista giornalistico, sì, la ricerca della verità è il cuore della professione. Ma non bisogna dimenticare che la realtà può comportare conseguenze e danni collaterali. Ad esempio, prenda il caso del traffico di bambini in Cina. I bambini cinesi venivano rapiti in modo che le famiglie americane potessero adottarli. Ovviamente è uno scandalo orribile che doveva essere rivelato al mondo in modo che i responsabili fossero arrestati e le famiglie cinesi potessero riavere i propri figli. Ma che dire di quelle famiglie americane che pensavano di adottare un orfano legalmente? Li hanno amati e cresciuti come fossero figli propri, sinché un giorno gliel’hanno portati via. Come si saranno sentiti? Per non parlare del trauma subito dagli stessi bambini…».

In un dialogo molto interessante, un suo personaggio afferma: “La democrazia è fragile”. Lo pensa anche lei?
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I RAGAZZI BURGESS, di Elizabeth Strout (intervista all’autrice)

I RAGAZZI BURGESS, di Elizabeth Strout (intervista all’autrice vincitrice del Premio Pulitzer nel 2009)

di Francesco Musolino

Con la raccolta di racconti “Olive Kitteridge” vinse meritatamente il Premio Pulitzer – segno che negli USA diversamente che in Italia, le short stories sono davvero importanti – e dopo ben cinque anni di ricerca, la scrittrice Elizabeth Strout, ritorna in libreria con “I ragazzi Burgess”, edito da Fazi (pp. 448, Euro 18,50 trad. Silvia Castoldi). Qui la Strout sfoggia una prosa pungente e cristallina per raccontare le vicende dei tre ragazzi Burgess, ovvero il celebre avvocato, Jim, il malinconico  Bob e Susan, la sorella divorziata e madre di Zach che ha lanciato una testa di maiale in una moschea durante il Ramadan. Proprio le inspiegabili azioni di Zach spingeranno i tre fratelli a riunirsi e lentamente, ritrovandosi nel mondo rurale tanto caro alla Strout lontano dalla rarefazione degli affetti cittadina, emergeranno devastanti verità circa l’incidente che costò la vita del padre, segnando per sempre le loro esistenze. Ma la Strout non si limita a tratteggiare un grande affresco sulla solitudine che possiamo incontrare in ambito familiare; pagina dopo pagina, dona voce alla comunità somala che sta cercando di ricostruirsi una vita a Shirley Falls, nel Maine, fra l’indifferenza e il razzismo generale. Il risultato è un romanzo in cui il lavoro artigianale dell’autrice è visibile in ogni pagina, in ogni riga, in ogni singola parola. Non a caso Elizabeth Strout è considerata una delle voci della letteratura americana più sincere. La Gazzetta del Sud l’ha intervistata in occasione del suo nuovo tour italiano.

Questo libro è il frutto di diversi anni di ricerca e scrittura. Com’è nato l’intero progetto?

«La storia mi è arrivata lentamente, ma ho subito capito che avrebbe riguardato principalmente l’amore tra questi fratelli, una forma d’amore turbata e sconvolta dal passato comune. Ma mi è servito molto tempo perché ho dovuto intraprendere una vasta ricerca prima di cominciare a scrivere. Inoltre, dovevo capire come raccontare la storia. C’erano numerosi fattori che mi interessavano: come funziona la memoria, come affrontare il passato, come interagiamo con il trauma (e questo include come i somali, a loro volta, considerano i traumi) e il fatto che in  America c’è sempre la speranza che si possa reinventare la nostra vita, fuggendo dal passato».

Con “I Ragazzi Burgess” ritorna a Shirley Falls…

«Sì, ho fatto tappa alla città immaginaria di Shirley Falls, già apparsa sia nel primo che nel secondo romanzo. Mi piace l’idea di tornare allo stesso paesaggio, utilizzare lo stesso tessuto che ho intessuto per molti dei miei personaggi. In fondo è come una storia nella storia, al di là dei personaggi racconto anche questo luogo ha molto da raccontare sulla strada che stiamo percorrendo».

Ad esempio?
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TRINACRIA PARK a MESSINA – sabato, 19 ottobre 2013 – h. 18:30

trinacria-park-cover1Sabato, 19 ottobre 2013, alle ore 18,30

presso la libreria Mondadori di Messina (Via Garibaldi, 56),

Massimo Maugeri presenterà il suo nuovo romanzo, Trinacria Park (Edizioni E/O).

Dialogherà con l’autore il giornalista Francesco Musolino.

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Le recensioni – Il booktrailer – Il dibattito

All’interno di una piccola isola siciliana è appena stato costruito il Trinacria Park: un enorme parco tematico destinato a diventare il più importante d’Europa. La sua notorietà deriva anche dal ritrovamento di un antichissimo carteggio contenente brani di un poema epico in greco antico che narra le vicende delle tre Gorgoni. Nel corso della settimana di inaugurazione – caratterizzata da festeggiamenti a cui partecipano centinaia di celebrità – si sviluppa una terribile forma epidemica che causa la morte di decine di persone, tra cui il Presidente della Regione Siciliana e diversi vip. Si scatena il panico. Per via del sospetto di un attentato terroristico di tipo batteriologico, l’isola viene messa in quarantena. In questo tragico scenario collettivo, si intrecciano le appassionanti vicende di tre donne, le cui vite sembrano assecondare la natura delle Gorgoni; un attore balbuziente che deve fare i conti con una tragedia personale e le frustrazioni di una carriera che non ha mai preso il volo; un giovane e inquietante aiuto-regista dalle agghiaccianti manie; un anziano attore di teatro chiamato a svolgere il ruolo di direttore artistico del parco nascondendo ben altri intenti. Perché nulla è come sembra a Trinacria Park…

Dalla rassegna stampa…
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36,9° di Francesco Musolino

Pubblichiamo questo breve e divertente racconto dialogico (un vero e proprio “divertissement”) del giornalista Francesco Musolino

36,9°

di Francesco Musolino

– Ah c’è una cosa che ti volevo raccontare.
L’altro si fece subito serio. Passò dalla modalità “relax” a quella “sono un medico h24” e il suo corpo, a questo switch, reagì drizzandogli la schiena, come se gli avessero infilato su per il culo un anima di ferro e questa gli si fosse incanalata lungo la spina dorsale.
– Ieri sera dovevo uscire con Flavia – dissi
– La tua collega dell’università?
– Già
– Mi piace Flavia penso che ti farebbe bene uscire con lei perché ha quel certo non so che ti riempie subito la stanza, ti fa venire il buonumore e la smetteresti anche di fare pensieri brutti, se e solo se uscissi finalmente con Flavia.
Lo disse d’un fiato e senza guardarmi negli occhi. Poi appena terminato afferrò la bottiglia di birra, soddisfatto di trovarla fredda e con il vetro appannato e l’avvicinò alle labbra. Ma si fermò di colpo. Scommetterei che stava pensando “se faccio una diagnosi sono in servizio e se sono in servizio non posso bere”. Bel dilemma etico. Anzi, etilico.
– Cristo. Hai finito? – tirai il fiato – E allora ti dicevo che ieri stavo per uscire con Flavia ma non mi sentivo granché, non so di preciso cosa fosse…
– oh, finalmente l’hai detto.
– cosa? Mi continui ad interrompere! Cos’ho detto?
– non sapevi cos’avevi.
– e allora?
– non devi fare autodiagnosi. No. E’ sbagliato. Mi chiami, mi spieghi, ti dico cos’hai. Ecco come funziona.
Per inciso dicendolo sembrava che stesse sgridando un cagnolino che continuava ostinatamente a fare la pipì sulla tenda del salone.
– O-k. Cmq non sapevo bene cosa avessi, mi sentivo agitato..
– troppi caffè
– no, solo due.
– coca?
– cola? No.
– coca..?
– no, cazzo.
– ma bevi abbastanza? Voglio dire mi bevi i tuoi 2/3 litri al giorno? Lo fai davvero? Eh?
Disse e fece tintinnare il dito contro la bottiglia, richiamando l’attenzione.
– non ti rispondo nemmeno.
– ah! Lo sapevo.
Segnò la vittoria con un lungo sorso e poi si pulì persino la bocca con la manica. Riguardandola, a cose fatte subito dopo, quello sbafo sulla sua camicia non è che ci stesse granché bene e restò assorto tanto che
– Oh mi senti!?
– Certo. Un medico ascolta sempre.
– anche quando si guarda la manica con quella macchia strana lì… Leggi tutto…

IL SIGNORE DEGLI ORFANI, di Adam Johnson

Il Signore degli Orfani IL SIGNORE DEGLI ORFANI, di Adam Johnson
Marsilio, pp. 560 euro 21, traduzione di Fabio Zucchella

Vincitore del Premio Pulitzer 2013 per il miglior romanzo

di Francesco Musolino

La prima volta che Adam Johnson è riuscito a varcare la frontiera della Corea del Nord, l’ha fatto spacciandosi per l’aiutante di un uomo che doveva occuparsi di alcune piantagioni di mele in quel misterioso paese. Comincia così, con un escamotage degno di un romanzo spionistico, il viaggio dello scrittore statunitense Adam Johnson in uno delle nazioni più oscure dei nostri giorni, dominata da una dittatura totalitaria e dall’odio verso gli Stati Uniti, emblema del marcio imperialismo occidentale. Ha impiegato sette anni di severe ricerche per capire una realtà impenetrabile, sempre al centro delle speculazioni e dei complotti politici e mentre il suo libro prendeva forma, accanto al protagonista, il giovane Pak Jun Do, l’autore ha voluto mettere nel libro anche il defunto dittatore Kim Jong-il, il “caro leader” (scomparso nel dicembre del 2011) e le sue notevoli stranezze. Il bel libro di cui stiamo parlando è “Il Signore degli Orfani” (Marsilio, pp. 560 euro 21, traduzione di Fabio Zucchella) con cui Johnson ha recentemente vinto il prestigioso premio Pulitzer, permettendo, a noi lettori di qualsiasi latitudine, di cominciare squarciare il sipario su un paese in cui rapimenti, sevizie e torture sono all’ordine del giorno. Un libro che ha un effetto straniante, capace di trasportare il lettore in una realtà distorta e capovolta, al fine di farci comprendere cosa significhi vivere in un paese da oltre 24 milioni di abitanti, in cui non esiste nemmeno una libreria. Recentemente Adam Johnson era a Capri per il festival letterario Conversazioni e ha accettato di rispondere alle nostre domande.

Mr. Johnson, cosa significa aver vinto il Premio Pulitzer? Leggi tutto…

MARCO MALVALDI a Catania con Francesco Musolino – 23 maggio 2013

Marco Malvaldi giovedì 23 maggio (alle 18,30) incontrerà i lettori catanesi presso la Libreria Mondadori Diana (Via Umberto, 13).

L’incontro sarà condotto dal giornalista Francesco Musolino

Nell’ambito dell’incontro sarà presentato il volume “Milioni di milioni” (edito da Sellerio)

Milioni di milioni è un’investigazione all’inglese basata su labili indizi messi in fila con paziente intelligenza; ma l’ambientazione è toscana, spaccona e popolaresca, come gli altri gialli del creatore dei vecchietti del BarLume.

Milioni di milioniNei gialli alla maniera di Malvaldi, in cui si ride della cinica ironia dei personaggi, i luoghi sono fondamentali per l’equilibrio tra umorismo e suspense. Montesodi Marittimo è un paesino toscano di una certa altitudine, nonostante il nome, per di più molto scosceso. Una persona su due porta un doppio patronimico, il secondo dei quali è sempre Palla. Eredità di un marchese Filopanti Palla, gran gaudente, pentitosi in punto di morte di lasciare tanti bambini senza un nome legittimo. Inoltre su Montesodi aleggia un mistero: è considerato «il paese più forte d’Europa». Per scoprirne la causa, vengono mandati dall’Università un genetista, Piergiorgio Pazzi, e una esperta di archivi, Margherita Castelli. Trascorsi i primi giorni, nel panorama umano che gli si offre, i due non trovano nulla di cui meravigliarsi, tranne la forza. È un mondo abitudinario, dominato da due gruppi familiari: il sindaco, l’onesto e schietto Armando Benvenuti, con la moglie Viola, e la maestra Annamaria Zerbi Palla, anziana vedova, con un figlio poco amato. La sorpresa arriva con una tremenda tempesta di neve che isola il paese per giorni. Piergiorgio, che alloggia nella casa della Zerbi, una mattina trova l’energica signora abbandonata in poltrona senza vita. Sembra, a prima vista, un attacco di cuore, ma Piergiorgio capisce che non si tratta di morte naturale e poiché il paese è isolato l’assassino non può essere andato via. Le cose sembrano volgere al peggio per lo scienziato quando il maresciallo gli rivela che in paese tutti hanno un alibi, tranne lui. Per scagionarsi, l’unica via che resta è scoprire il vero assassino, tra ambizioni frustrate e figliolanze incerte e mescolate. La neve aiuterà.
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Marco Malvaldi (Pisa, 1974), di professione chimico, ha pubblicato con questa casa editrice i romanzi della serie dei vecchietti del BarLume (La briscola in cinque, 2007; Il gioco delle tre carte, 2008; Il re dei giochi, 2010; La carta più alta, 2012), salutati da un grande successo di lettori. Ha pubblicato anche Odore di chiuso (2011, premio Castiglioncello e Isola d’Elba-Raffaello Brignetti), giallo a sfondo storico, con il personaggio di Pellegrino Artusi.
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VENDETTA DI SANGUE: intervista a Wilbur Smith

VENDETTA DI SANGUE: intervista a Wilbur Smith

di Francesco Musolino

Dopo ben 33 romanzi d’avventura e 122 milioni di libri venduti nel mondo, Wilbur Smith non ha affatto messo da parte la penna, la fantasia e l’ingegno. Difatti è pronto a rilanciare la sfida con una scelta nel segno del celebre Alexandre Dumas e non dimentica mai che nella vita avrebbe potuto fare tutt’altro che lo scrittore. Giunto in Italia per presentare in anteprima mondiale il suo nuovo romanzo – “Vendetta di Sangue” (Longanesi; pp. 510 euro 19,90) – lo scrittore d’origini zambiane e cresciuto in sudafrica che recentemente ha festeggiato l’ottantesimo compleanno accanto alla quarta moglie, ha risposto alle nostre domande. Per Wilbur Smith, indiscusso re dei romanzi d’avventura dal 1964 ad oggi, la scelta dell’Italia non è certo casuale visto che proprio nel nostro paese ha venduto oltre 33 milioni di copie. In “Vendetta di sangue”, vedremo il ritorno di Hector Cross – già protagonista ne “La legge del deserto” – in un fitto intreccio a base di vendetta, potere e denaro, ambientato fra la City londinese e l’Africa nordorientale. La firma di Smith? Il ritmo serratissimo e la morale salda.

Hector Cross, aveva trovato l’amore e la felicità ma in Vendetta di Sangue torna in pagina animato solo dal desiderio di rivalsa. Mr. Smith è arduo portare in pagina le emozioni più dilanianti dell’animo umano in modo realistico?
«Per prima cosa mi documento moltissimo e soprattutto scrivo solo di ambienti che conosco molto bene, ecco perché c’è sempre tanta Africa nei miei libri. Una documentazione più che esaustiva è fondamentale per la credibilità della storia. I lettori devono fidarsi di ciò che scrivo, come se si trattasse di personaggi reali. Per questa ragione le informazioni che sono sullo sfondo devono essere correttissime, altrimenti il tutto perde di veridicità e si finisce per avere la stessa sensazione che può avere un guidatore, quando supera un dosso artificiale lungo la strada: sobbalza, sente che c’è qualcosa che non va.
Per lo più scrivo di getto, per poi tornare indietro e rifinire in modo tale che ogni frase esprima al massimo emozione e forza». Leggi tutto…