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Posts Tagged ‘Fratelli Frilli’

IL CANTO DELL’UPUPA di Roberto Mistretta (prefazione e nota dell’autore)

Pubblichiamo la nota dell’autore e la prefazione del romanzo IL CANTO DELL’UPUPA di Roberto Mistretta (Fratelli Frilli editori) firmata da Don Fortunato Di Noto

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PREFAZIONE

Le parole hanno la forza prorompente, racchiusa nel suono e nel silenzio, di cambiare la sorte, il destino, il progetto di un uomo, di una donna, di un infante. Perché le parole, in qualunque lingua si possano esprimere, sospingono la generazione di un amore, di un inizio di vita sono più che certo che anche nell’incontro tra uno spermatozoo e un ovulo vi sia la parola – e ci comunicano il mistero svelato della vita.
Ogni gesto è parola, ogni respiro, come il battito di un’ala di uccello, come il sommesso farfugliare di un bambino che, più del latte, si nutre delle parole della madre e del padre. Le parole hanno la capacità generatrice di vita, ma anche la devastante forza dell’oblio della morte, del terrore e della violenza.
Il canto dell’upupa, in questi anni, ha avuto tale ruolo cercando, attraverso chi ha il coraggio di guardare dentro le vicende dolorose dei piccoli, di decifrare l’inascoltato dall’indifferenza di una società troppo sommersa di fake per non dire la verità. Per non raccontare le atroci violenze che inumani del disumano perpetrano sui piccoli, innocenti per il fatto di essere innocenza.
Non è facile entrare in queste storie ormai inesorabilmente digitalizzate, nei corpi esposti al ludibrio e piacere di tanti; milioni di persone che cercano il proprio oggetto di godimento sessuale dove la loro perversione viene quasi giustificata come tendenza personale e quindi da rispettare
come “un diritto umano”. Poco importa che il diritto dei piccoli venga tutelato, quello che è importante è che tutto si racchiuda in un consenso. Già, proprio così! Spieghiamolo a chi ancora non lo ha capito: la pedofilia si nutre di bambini da zero anni fino all’età prepuberale (12/13 anni massimo). Ecco il consenso. Leggi tutto…

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IL DENTISTA – di Roberto Carboni (recensione)

IL DENTISTA (delitti alle sette chiese) – di Roberto Carboni (Fratelli Frilli editore)

di Ivo Tiberio Ginevra

Io sono siciliano, amo la mia terra e mi piace molto leggere romanzi ambientati nei luoghi dove sono nato, cresciuto, e tuttora spendo la mia vita, ma da un po’ di tempo a questa parte ho un’altra terra nel cuore, che oramai conosco bene, e poi, soprattutto ho imparato ad amare una città come se fosse mia: Bologna. Per scherzo ho detto più volte che mi spetterebbe la cittadinanza onoraria Bolognese, per quanti romanzi ho letto ambientati nel capoluogo Emiliano, segno evidente e consolidato del fermento culturale che brulica nella regione. Fra questi scrittori radicati nel territorio ce n’è uno che mi fa vivere la città appiccicandomela addosso, donandomi la sensazione di essere a casa. Parlo di Roberto Carboni, classe ’68, bolognese doc. Innamorato della sua città, unica protagonista indiscussa di ogni suo romanzo. Quello che mi piace di più della sua scrittura è che sa trattare magistralmente le sensazioni del luogo, senza invadere le pagine con toponomastica eccessiva, con nutrite descrizioni di usanze, luoghi, ecc. ecc.. C’è aria, tanta o poca aria, che respiri fino in fondo e riesci pure a vederla. Leggi tutto…

LA VARIABILE COSTANTE, di Vincenzo Maimone (recensione)

LA VARIABILE COSTANTE, di Vincenzo Maimone (Fratelli Frilli editori)

di Alessandro Russo

Casa Russo, ieri sera.
«Chi sarebbe mai questa Carla –sbuffa come una caffettiera la mia signora a cena- con cui hai deciso di partire?»
«Lauretta gioia, -recupero sdolcinato il mio- Carla è la fidanzata di Giacomo, il protagonista del romanzo che sto per recensire. Mi piaceva l’idea di prendere il via non già dal personaggio principale, un distinto commissario di polizia di Acireale, bensì dalla sua compagna. Ad ogni modo, curiosare tra le scartoffie della scrivania dello sposo non è cosa buona e giusta. Una come Carla non l’avrebbe mai fatto…»
Dopo quindici minuti passati a ruminare, torno allo stuzzicante La Variabile Costante di Vincenzo Maimone (Fratelli Frilli Ed.2014, pg.220, € 9). E parto con Carla, una donna estroversa e piacente che dissolve il velo di quieta rassegnazione che aveva avvolto Giacomo, una volta rimasto vedovo. Il primo attore de La Variabile Costante è un uomo d’ordine riflessivo e in pace con sé stesso. Perennemente alla ricerca di elementi di continuità, i suoi occhi scrutano un paesaggio frastagliato, cangiante e irregolare. In più l’amore ritrovato gli regala energia e vigore spingendolo a pensare di nuovo al plurale. Tra le pieghe delle indagini d’un delitto che par dettato dalla passione fa capolino Tancredi, il Principe delle digressioni filosofiche che scortano l’intera narrazione. Così l’autore mette in moto il suo intrigante giallo e contesta con forza il modello educativo di un “multiuniverso” sempre più sfregiato dalla frenesia e dall’avidità. Vincenzo Maimone ha quarantaquattro anni ed è originario di Messina. Laureato in Filosofia, insegna a Scienze Politiche di Catania. Appassionato di cucina, va in giro in sella a una Harley Davidson color rosso fuoco. Da bravo osservatore, con uno sguardo ora lineare ora obliquo, indaga la natura umana e coglie i particolari che gli consentono di far centro per catturare l’attenzione del lettore. Leggi tutto…