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L’AMICO RITROVATO di Fred Uhlman (una recensione)

L’AMICO RITROVATO di Fred Uhlman (Feltrinelli – traduz. Maria Giulia Castagnone)

Ritrovarsi eternamente
 
di Katya Maugeri

“Entrò nella mia vita nel febbraio del 1932 per non uscirne più. Da allora è passato più di un quarto di secolo, più di novemila giorni tediosi e senza scopo, che l’assenza della speranza ha reso tutti ugualmente vuoti – giorni ad anni, molti dei quali morti come le foglie secche su un albero inaridito.”

Germania anni Trenta. L’ideologia nazista s’insinua e soffoca i rapporti umani, prende piede all’interno della società. Un’amicizia messa a dura prova da un clima di terrore. “L’amico ritrovato” di Uhlman è un concentrato di emozioni, di storia, di scelte e di coraggio. È la storia di Hans Schwarz, ragazzo che frequenta il Karl Alexander Gymnasium di Stoccarda. Riservato, taciturno, ama trascorrere il proprio tempo tra le pagine dei libri, ma nella sua classe arriva un nuovo compagno: Konradin conte di Hohenfels. Diventano amici. Inseparabili.
La famiglia di Konradin è tra le più importanti e influenti, contrariamente agli Schwarz. Il padre di Hans è medico, tedesco ma di origini ebree. Nonostante ciò i due ragazzi sono uniti da interessi comuni condivisi nelle intere giornate trascorse insieme. Con il degenerare della situazione politica in Germania le cose si complicano. Le idee nazionalsocialiste disgregano la vita degli ebrei, anche di quelli tedeschi: a scuola e nella vita pubblica i segnali di questo cambiamento cominciano a palesarsi. Quando vengono promulgate le leggi razziali, i genitori di Hans decidono di mandare il ragazzo da uno zio in America. In seguito decidono di togliersi la vita.
Konradin e Hans si allontanano definitivamente a causa di scelte diverse, prospettive totalmente in contrasto dalle quali guardare. Trascorrono trent’anni. Hans è un cittadino americano, ha studiato legge all’Harvard University e realizzato la sua posizione. Non gli manca nulla, ma porta quel vuoto dentro di sé, avverte ancora il peso del tradimento di Konradin, fatto in nome di ideali inaccettabili, atroci soprattutto per lui, appartenente a un popolo sterminato, costretto alla discriminazione e alla derisione.
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