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PREPARARE LA VENUTA DEGLI DEI, di Friedrich Kittler

http://alessandria.bookrepublic.it/api/books/9788898038381/coverPREPARARE LA VENUTA DEGLI DEI, di Friedrich Kittler (L’Orma, 2013)

In collegamento con il forum di Letteratitudine dedicato al rapporto tra “Letteratura e musica

di Claudio Morandini

“Spero che l’abbiate sentito: è la stessa musica, da Wagner a Hendrix, da Hendrix ai Pink Floyd; ed è anche lo stesso palcoscenico, Musikdrama o light show che sia: The Piper at the Gates of Dawn di Syd Barrett fa cominciare come aurora tutto ciò che Wagner conclude come crepuscolo.”

Preparare la venuta degli dei” (L’Orma, 2013) raccoglie tre interventi di Friedrich Kittler (una prolusione, un articolo, una conferenza) attorno alla musica. La lettura, assai gratificante, è resa facile dalla nitida, competente traduzione di Elisabetta Mengaldo. Kittler si muove nella materia con l’allegra autorevolezza di un filosofo d’altri tempi, insegue percorsi suoi, asseconda personali inclinazioni come un fan – ovviamente, rispetto al fan, che conosce benissimo solo l’oggetto della sua passione, Kittler ha dalla sua una conoscenza enciclopedica: se nella linea tracciata tra Wagner e i Pink Floyd non vede nient’altro, a parte Jimi Hendrix, è perché non vuole vedere, non certo perché non sa.
Una delle tematiche ricorrenti in questo denso volumetto è la novità dirompente rappresentata dai nuovi mezzi di amplificazione del suono: che non hanno portato solo a sentire la musica (o a sentire le voci) in modo diverso (non fuori, ma dentro di noi: e in punti precisi e cangianti di questo dentro), hanno finito per scavare dentro di noi cambiando il nostro modo di ascoltare il mondo e di percepire la realtà.
L’altra tematica, ancora più importante, è la forza dionisiaca dell’arte (della musica in particolare, ma anche della poesia, compresi i versi per musica), la sconvolgente potenza dell’arte sull’animo umano. Una potenza che i Greci avevano colto e provato sulla propria pelle, tentando di domarla, di forzarla nella struttura di versi danzanti, e per la quale avevano coltivato un sacro timore; in nome della stessa potenza Wagner ha forgiato il Musikdrama, passando idealmente il testimone (seguo sempre Kittler) alla visionarietà allucinata di Syd Barrett e all’ambizione compositiva di Roger Waters, i quali hanno sfruttato l’apporto di una tecnologia che permetteva di amplificare e manipolare le sorgenti sonore come mai prima. Con momenti come il Preludio all’Oro del Reno Wagner ha presagito, secondo Kittler, la potenza tellurica del sound e la sostituzione di questo al vecchio modo strutturato di comporre – ed ecco che i Pink Floyd riprendono l’intuizione wagneriana sul sound e la sviluppano (inconsapevolmente) in una serie di album. Leggi tutto…