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Posts Tagged ‘Gabriella Grasso articoli’

CACCIATELI di Concetto Vecchio (recensione)

“CACCIATELI! Quando i migranti eravamo noi” di Concetto Vecchio (Feltrinelli)

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“Sia suggellato il ricordo”

di Gabriella Grasso

E’ già alla sua quarta edizione in due mesi il lavoro di Concetto Vecchio, giornalista della Repubblica autore di vari libri-inchiesta su scottanti temi di attualità. “Cacciateli!”, la sua ultima fatica, è da lui stesso definito “un memoriale sui nostri padri, gli ultimi di ieri, pensando agli ultimi di oggi” e si presenta come un coinvolgente (e doloroso) viaggio a ritroso nel tempo, seguendo i percorsi e il vissuto di tanti emigrati italiani nella ricca Svizzera degli anni Sessanta. Tra loro ci sono anche i genitori dell’autore, originari di Linguaglossa, delizioso centro alle falde dell’Etna. Il dettagliato lavoro di ricostruzione storica, condotto con scrupolo quasi filologico, si intreccia così con le vicende e i sentimenti familiari, generando un documento in cui la microstoria ci fornisce spunti e riflessioni per una comprensione più profonda di certe dinamiche e certe reazioni purtroppo frequenti nella “grande storia” e drammaticamente urgenti in questi nostri ultimi tempi. Quegli spettri e quelle paure che oggi si aggirano tra le nostre comunità (anche digitali) sono gli stessi che turbavano la società svizzera negli anni del boom economico, quando la manodopera straniera era più che mai necessaria, ma la cui presenza nelle strade, negli spazi comuni, nel vivere quotidiano destava inquietudine e diffidenza tra gli svizzeri. Leggi tutto…

FIORI SENZA DESTINO di Francesca Maccani

FIORI SENZA DESTINO di Francesca Maccani (SEM)

Romanzo finalista al Premio Berto 2019

di Gabriella Grasso

Nelle periferie del mondo e in ogni angolo dimenticato della Terra possono sbocciare fiori, esistenze difficili, di stenti e solitudine, che non hanno voce e di cui sembra essersi dimenticato anche il Fato. L’arte però sa vederli, annusarne il profumo, raccontarli. E fa anche di più: osa sperare di cambiarne la condizione, denunciando.
È quello che succede al romanzo di Francesca Maccani, “Fiori senza destino” (Sem), che racconta l’esperienza di una giovane professoressa trentina, Sara, alle prese con il difficile ambiente e il sofferto vissuto degli alunni di una scuola del CEP di Palermo, un quartiere periferico del capoluogo siciliano. “Il CEP veniva vissuto dai ragazzi, dieci anni fa, quando mi trovai ad insegnare là, come un corpo estraneo al resto della città” mi racconta l’autrice.  “Loro dicevano: scendiamo a Palermo, come se quello non lo fosse, non ne facesse parte. Era una percezione di isolamento soggettiva, che però aveva anche un suo fondamento oggettivo, nelle limitate e disastrate vie di collegamento con il centro, nella realtà di un enorme quartiere ghetto dimenticato dalle istituzioni, regno della malavita e delle scelte azzardate e disperate, dalla prostituzione allo spaccio alle corse dei cavalli”. Leggi tutto…