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Posts Tagged ‘garzanti’

LA PROMESSA DEL TRAMONTO di Nicoletta Sipos

LA PROMESSA DEL TRAMONTO di Nicoletta Sipos (Garzanti) – presentato da Loredana Limone

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di Loredana Limone

LA PROMESSA DEL TRAMONTO (Garzanti) è un libro di rara bellezza ed è un libro del mio genere preferito. Infatti è una storia che contiene la Storia, quella con la esse maiuscola che, purtroppo, non sempre si studia a scuola.
Ed è, inoltre, il racconto di una storia vera, la storia d’amore fra Tibor Schwarz e Sara Divinci, lui un giovane medico ebreo-ungherese e lei una giovane infermiera italiana.

Il romanzo comincia il 15 novembre 1951. Siamo a bordo della nave Veszprém e Tibor sta fuggendo dall’Ungheria e dalle imposizioni del partito, nascosto in un gabbiotto chiuso e fetido, alto 1,60 m, mentre lui è 1,80, in compagnia di due donne e un neonato. Non possono muoversi e devono fare i bisogni in un secchio comune.
La traversata è violenta, il Danubio è arrabbiato e per giunta a bordo c’è un ispettore della polizia stalinista con il suo agguerrito cane che è alla forsennata ricerca di clandestini.

Nell’angusto nascondiglio Tibor non può muoversi, non può alzarsi, non può fare che una sola cosa in piena libertà: ricordare.
Ricordare il suo grande amore per e con Sara, nonostante tutti gli impedimenti. Leggi tutto…

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OMAGGIO A PREDRAG MATVEJEVIC´ (con un estratto di “Pane nostro”)

RICORDIAMO PREDRAG MATVEJEVIC´, scrittore e accademico croato scomparso il 2 febbraio 2017 con la pubblicazione di un estratto di una delle sue opere di più recente pubblicazione: “Pane nostro” (Garzanti – Traduzione dal croato di Silvio Ferrari)

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Pane nostro” è il frutto di vent’anni di lavoro. Quella del pane è una grande storia, ricca di sapienza e di poesia, d’arte e di fede. Abbraccia l’intera storia dell’umanità: dal giorno lontano in cui i nostri antenati si stupirono per la simmetria dei chicchi sulla spiga, fino a oggi, quando miliardi di esseri umani ancora soffrono la fame e sognano il pane, mentre altri lo consumano e lo sprecano nell’abbondanza. Sulle rive del Mediterraneo, dalla Mesopotamia alle tavole del mondo intero, il pane è stato il sigillo della cultura. Ha accompagnato, anche nella forma della galletta, della focaccia, del biscotto, viaggiatori, pellegrini, marinai. Si è ritrovato al centro di dispute sanguinose e interminabili: le guerre per procacciarsi il cibo, ma anche le lunghe controversie sul pane – lievitato oppure azzimo – da usare per la comunione. Perché il pane è anche un simbolo, al centro del rito eucaristico. E lo si ritrova, nelle sue mille varietà, in molte opere d’arte, dall’antico Egitto alla pop art. Raccontando questa saga sul pane, come nel suo “Breviario mediterraneo” Matvejevic ci parla di Dio e degli uomini, della storia e dell’antropologia, della fame e della ricchezza, della guerra e della pace, della violenza e dell’amore. Una saggezza spesso temprata nel dolore, ma sempre piena di speranza. Prefazione di Enzo Bianchi. Postfazione di Erri De Luca.

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1. IL PANE E IL CORPO Leggi tutto…

CARMELA SCOTTI racconta L’IMPERFETTA

CARMELA SCOTTI racconta il suo romanzo L’IMPERFETTA (Garzanti)

Le prime pagine del libro sono disponibili qui

di Carmela Scotti

Chiamata a percorrere a ritroso la strada che mi ha portato a concepire il personaggio di Catena Dolce e del suo lungo vagabondare, mi ritrovo a non sapere con precisione che direzione imboccare, come se Catena stessa avesse cancellato dalla mia memoria le tracce del suo passaggio, affinché io non potessi mai costringerla, neppure nei ricordi, a ripercorrere quel cammino che tanta pena le è costato. Dunque, non posso che partire dalla fine, dal momento in cui cioè, Catena è arrivata al cuore dei lettori, e da loro, dalle loro riflessioni, ha ricevuto in dono una voce e un corpo, diventando una presenza capace di mutare, come un vento, ad ogni sensazione nuova che il lettore mi restituiva ricavandole dalla lettura.
L’Imperfetta non è, e non è mai stato, un romanzo “di trama” (per quanto l’ordito ci sia e abbia, pur nei suoi salti temporali che annullano le distanze, un inizio, un proseguimento e una fine) ma di “ritmo”, come diceva Virginia Woolf a proposito del suo “Le onde”, dove il racconto è concepito come un brano per orchestra e ciascun personaggio è uno strumento con un proprio ritmo. In altre parole, ciò che mi premeva fare era raccontare una storia non soltanto consegnandola, nuda e cruda, al lettore, ma donandole un incedere musicale, un ritmo che permeasse la pagina, come un balletto dove ogni movimento è parte di un complesso e ben oliato ingranaggio di gambe, braccia e volti. Leggi tutto…

SARA RATTARO racconta SPLENDI PIÙ CHE PUOI

SARA RATTARO racconta il suo romanzo SPLENDI PIÙ CHE PUOI (Garzanti) – romanzo vincitore del Premio Rapallo Carige 2016

Un estratto del libro è disponibile qui

di Sara Rattaro

È capitato per caso. In un giorno qualunque, l’ho incontrata. Mi ha fermata, timida ma decisa.
“Ho una storia da raccontare. Una storia importante. Sono stata sequestrata per sei anni da mio marito”.
Ho sospeso il sospiro come se stessi toccando qualcosa di fragile, qualcosa che si può rompere, qualcosa che mi spaventa.
Così Emma mi ha raccontato la sua storia. La stessa storia che riguarda la vita di tantissime donne. Ogni donna sa di cosa parlo, ogni donna sa cosa significa aver paura della violenza, cosa significhi badare a se stesse, non andarsela a cercare. Già, siamo cresciute così. Dobbiamo imparare in fretta a vestirci, a sorridere, a dare confidenza in modo adeguato perché se ci accade qualcosa di brutto, la colpa rischia di essere solo nostra.
Emma mi ha raccontato tutto, anche quello che è difficile spiegare. Il perché.
Perché l’uomo che ami, che scegli, che difendi, si trasformi nel tuo carnefice. Perché sia così difficile andarsene al primo schiaffo, perché ci sentiamo in colpa, perché pensiamo di poterci salvare da sole. Perché è tutto così inspiegabile? Perché mentre raccogli le forze per salvarti la vita devi ancora fare i conti con i pregiudizi e la cultura. Già, perché?
Sei anni sono tanti.
Mi sono seduta davanti a lei e ho ascoltato. Ho ammirato il coraggio di una donna decisa a relegare il suo passato dove deve stare, laggiù lontano da dove lo si possa vedere o sentire. Leggi tutto…

SARA RATTARO vince il PREMIO RAPALLO CARIGE 2016 con “Splendi più che puoi” (Garzanti)

SARA RATTARO vince il PREMIO RAPALLO CARIGE 2016 con il romanzo “Splendi più che puoi” (Garzanti)

Nei prossimi giorni pubblicheremo l’Autoracconto di Sara Rattaro (dove la scrittrice racconterà “Splendi più che puoi“)

Il Premio Rapallo Carige per la donna scrittrice nasce nel 1985 per sostenere e valorizzare l’attività letteraria femminile nel campo della narrativa. Giunto alla XXXII edizione, è oggi considerato tra i più rilevanti premi letterari nazionali e vanta ogni anno la partecipazione di note scrittrici e delle case editrici di maggior spicco.

Nel 2014 il premio letterario Rapallo Carige è stato insignito del premio AIFIn Banca e Territorio aggiudicandosi il primo posto nella categoria “Iniziative a sostegno dell’arte e della cultura”.

Sara Rattaro ha beneficiato di 38 voti sui 67 della giuria tecnica e popolare. In seconda posizione Cristina Battocletti autrice di “La mantella del diavolo” (Bompiani), 22 voti. Terzo posto per “La notte di Silvia” (Castelvecchi) di Stefania Parmeggiani, 7 voti.

 

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Dettagli sull’edizione 2016 del Premio Leggi tutto…

SALVATORE BASILE racconta LO STRANO VIAGGIO DI UN OGGETTO SMARRITO

SALVATORE BASILE racconta il suo romanzo LO STRANO VIAGGIO DI UN OGGETTO SMARRITO (Garzanti)

Salvatore Basile

di Salvatore Basile

Per iniziare, devo ammettere che, in tutta questa storia legata al mio primo romanzo, la prima cosa smarrita e poi ritrovata è stata la fretta.  L’avevo persa intorno agli undici mesi di vita. Testimoni oculari tuttora vivi e vegeti, infatti, possono confermare che a soli nove mesi muovevo già i primi passi e che, intorno ai dieci, io abbia pronunciato la mia prima parola: “Ida”.
Era il nome della mia nonna paterna.
Mia madre si sentì tradita, inutile sottolinearlo. Per molti anni mi ha rinfacciato la precoce impresa: “Ma come, ti metti a parlare per la prima volta e invece di dire ‘mamma’ chiami mia suocera?”.  Non credo me l’abbia mai perdonata.
Comunque, era chiaro che io andassi di fretta, sia nel camminare che nel parlare. Poi avvenne un fatto, proprio intorno agli undici mesi. Nel bel mezzo di un agosto assolato, come gli stessi testimoni oculari giurano, pare che io abbia pronunciato la parola: “appetta”.
Che poi voleva dire: aspetta. È probabile , quindi, che dopo la fretta iniziale io abbia cominciato ad apprezzare la lentezza. Da quel momento, infatti, la mia vita si è svolta in un perenne ritardo.
A 25 anni ho capito che non mi sarei mai laureato in Medicina e Chirurgia nonostante un buon numero di esami superati, naturalmente in ritardo.
Ho dovuto attendere i 36 anni per scoprire che non ero affatto portato per il lavoro di ufficio e così ho iniziato a scrivere sceneggiature a 37 anni suonati. Leggi tutto…

CLAUDIO MAGRIS VINCE IL PREMIO FRIULADRIA 2016

IL PREMIO FRIULADRIA 2016 va a CLAUDIO MAGRIS

Motivazione: Nei suoi scritti Magris ha provato anzitutto la debolezza delle frontiere tra i popoli, giungendo poi ad abbattere quelle disciplinari tra storia e letteratura, che ha intrecciato interpretando passato e presente con grande capacità di comunicarne sfumature, contraddizioni e suggestioni. In particolare, nell’ultimo romanzo Non luogo a procedere (Garzanti), il confronto tra essere umano e storia emerge in tutta la sua asprezza e inevitabilità, anche a partire dalla tragica storia del nostro territorio nel Novecento, per risalire poi ad altre epoche di schiavi e ingiustizie.

LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE AVRÀ LUOGO IL 21 MAGGIO Leggi tutto…