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Posts Tagged ‘Giulio Perrone editore’

LE TRE NOTTI DELL’ABBONDANZA di Paola Cereda: incontro con l’autrice

“Le tre notti dell’abbondanza” di Paola Cereda (Giulio Perrone editore): incontro con l’autrice

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Paola Cereda, nata e cresciuta a Brianza, è laureata in Psicologia a Torino con una tesi sull’umorismo ebraico. Si è specializzata in cooperazione internazionale, in particolare in teatro comunitario e arte per la trasformazione sociale. Ha viaggiato e lavorato in molti Paesi, tra i quali Colombia, Argentina, Egitto e Romania. Attualmente collabora con ASAI Associazione di Animazione Interculturale, e si occupa di progetti teatrali e culturali con giovani italiani e stranieri. Per due volte finalista al Premio Calvino (2001, 2009), nel 2009 ha pubblicato il suo primo romanzo Della vita di Alfredo, ed. Bellavite. In seguito Se chiedi al vento di restare (Piemme, 2014, finalista al Premio Rieti), Le tre notti dell’abbondanza (Piemme, 2016, Premio Pavoncella 2016 per la Creatività Femminile, sez. Letteratura). Con Confessioni Audaci di un ballerino di liscio (Baldini&Castoldi, 2017) è stata finalista al Premio Rapallo Carige e al Premio Asti d’Appello. Ha ricevuto la menzione speciale della Critica al Premio Vigevano 2017. Quella metà di noi (Giulio Perrone editore, 2019) è entrato nella dozzina del Premio Strega 2019, arrivando sesto. Il romanzo ha vinto il Premio Segafredo Zanetti “Un libro, un film” 2019 e il Premio Brianza 2019.

Le tre notti dell’abbondanza è stato ripubblicato nel 2020 per Giulio Perrone Editore.

Abbiamo chiesto a Paola Cereda di parlarcene…

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«Ci sono intuizioni che attraversavano la mente e restano lì», ha detto Paola Cereda a Letteratitudine, «in attesa di trasformarsi in azioni in chissà che modo e occasione. Leggi tutto…

PASSAGGI DI DOGANA: una collana tra luoghi e letteratura

Passaggi di dogana. La linea editoriale di Giulio Perrone Editore che fa viaggiare leggendo

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di Simona Lo Iacono

Un luogo non è mai solo un luogo. Porta in sé tutto ciò che gli uomini vi hanno posato sopra, i piedi scalzi, le lacrime, il sangue. Sorregge le loro case, la quotidianità e la eccezionalità degli eventi. Si impregna dei versi dei poeti, delle delusioni degli erranti, delle preghiere dei fedeli, dell’astio degli sfrattati.
Un luogo è anche una persona. Quando quella persona lo incarna al punto da fare dei propri capelli arpioni al cielo, delle gambe tronchi trafitti alla terra, delle braccia ali dispiegate.
E così accade che evocando un nome, si pensi alla città. Per esempio, Dante è Firenze, Leopardi è Recanati, Manzoni è Milano, Sciascia è la Sicilia.
Oppure un luogo è una parola. Antica o rimodernata. Supplice o estatica. Risolutiva o senza sbocco. Anche le parole identificano i luoghi, e i luoghi le parole.
E poi il luogo è nostalgia. Di coloro che lo lasciano per cercare fortuna. Di coloro che vi restano, sognandolo migliore. Un luogo è ciò che ci basta e ciò che ci manca. Leggi tutto…

LE TRE NOTTI DELL’ABBONDANZA di Paola Cereda (un estratto)

“Le tre notti dell’abbondanza” di Paola Cereda (Giulio Perrone editore)

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Paola Cereda, psicologa, è nata in Brianza. Oggi vive a Torino e si occupa di progetti artistici e culturali nel sociale. Per due volte finalista al Premio Calvino (2001, 2009), nel 2009 ha pubblicato il suo primo romanzo Della vita di Alfredo. Ha pubblicato Se chiedi al vento di restare (Piemme 2014, finalista al Premio Rieti) e Confessioni Audaci di un ballerino di liscio (Baldini& Castoldi, 2017, finalista al Premio Rapallo Carige e al Premio Asti d’Appello). Ha ricevuto la menzione speciale della Critica al Premio Vigevano 2017. Nel 2019 è arrivata sesta al Premio Strega con Quella metà di noi (Perrone).

Dal 21 maggio è in libreria “Le tre notti dell’abbondanza” di Paola Cereda (edito da Giulio Perrone, come il precedente). Di seguito, pubblichiamo le prime pagine…

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L’incipit di “Le notti dell’abbondanza” di Paola Cereda (Giulio Perrone editore) Leggi tutto…

COME UNA STORIA D’AMORE di Nadia Terranova (recensione)

“Come una storia d’amore” di Nadia Terranova (Perrone)

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“Come una storia d’amore”: il viaggio di Nadia Terranova nella città di R.

di Daniela Sessa

Come una storia d’amore” è un titolo furbastro, ruffiano, seduttore, malizioso e smaliziato.  Perciò, prima di mettersi a leggere i dieci racconti che raccoglie è bene sapere che la storia d’amore non si dimena solo lungo le deliziose pagine del nuovo libro di Nadia Terranova ma le scavalca, quelle pagine, e si piazza tra lettore e libro. Piazzare, con la sua idea di staticità, magari non sarà l’espressione migliore per un libro che racconta un viaggio dal tragitto solo all’apparenza breve (nello spazio tra due quartieri, il Pigneto e il Ghetto) né si possono impunemente attribuire all’amore qualità immobili. Ma, finita l’ultima pagina di “Come una storia d’amore”, solo un lettore sprovveduto non avrà capito che attraverso la cura delicata e perspicace della parola, i personaggi policromi, una narratrice raggomitolata nel proprio io spezzato e tagliente, Nadia Terranova la storia d’amore l’ha cercata proprio con chi legge. Dopo averlo catturato nella rete di dieci piccole storie che sono un’unica storia: una giovane donna, dopo dieci anni vissuti a Roma, si trova nella necessità o desiderio di rimettersi in moto, per cominciare un altro viaggio. Leggi tutto…

LA NOSTRA CASA FELICE di Serena Uccello: incontro con l’autrice

Incontro con Serena Uccello, autrice di “La nostra casa felice” (Giulio Perrone editore)

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Serena Uccello, siciliana di nascita vive a Milano.

Laureata in Lettere Antiche, è giornalista professionista e dal 2001 lavora per Il Sole 24 Ore.

Ha pubblicato “L’Isola civile – Le aziende siciliane contro il racket” (Einaudi, 2009), “Nostro Onore. Una donna magistrato contro la mafia” (Einaudi, 2014), “Generazione Rosarno” (Melampo, 2015) e “Corruzione” (Einaudi, 2016). Ha frequentato la Bottega di narrazione guidata da Giulio Mozzi.

Il nuovo libro di Serena Uccello si intitola “La nostra casa felice” ed è pubblicato da Perrone.

Abbiamo incontrato l’autrice e le abbiamo chiesto di parlarci del libro…

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«Cosa influenza, al punto da definirla, la nostra identità? La nascita certamente, l’educazione pure e poi l’istruzione allo stesso modo», ha detto Serena Uccello a Letteratitudine. «Ma nascita, famiglia, educazione, agiscono quasi alla pari con le relazioni. Le centinaia, le migliaia di relazioni che intrecciamo durante la nostra vita. Leggi tutto…

PAOLA CEREDA racconta QUELLA METÀ DI NOI

PAOLA CEREDA racconta il suo romanzo QUELLA METÀ DI NOI (Giulio Perrone editore)

Libro candidato all’edizione 2019 del Premio Strega

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di Paola Cereda

“Che lavoro fai?” è una delle domande che, di solito, mi fa la gente. Di formazione sono psicologa, ma la passione mi ha portata fin da giovanissima verso il teatro. Che cosa c’entra la scrittura? C’entra eccome. Io ce l’avevo chiaro fin da subito, ancor prima di andare da uno dei miei professori universitari per chiedere la tesi sul teatro: “Psicodramma?”, domandò il docente. No no, dinamiche di gruppo ed estetica del teatro. Il prof mi spedì fuori dalla stanza, urlandomi contro un poco cortese: “Signorina, non mi faccia perdere tempo. Crede di essere al DAMS?”.
Finì che la tesi la feci sull’umorismo ebraico e il mio correlatore, Moni Ovadia, due mesi dopo la laurea, mi chiamò nella sua compagnia multietnica come assistente alla regia. E in quel momento iniziò il mio grande viaggio.

Oggi posso dire che, di mestiere, mi occupo di storie. In parte di storie che scrivo da sola, nella solitudine del mio studio, in parte di storie collettive che costruisco con la compagnia teatrale assaiASAI di Torino che raccoglie circa cinquanta attori con provenienze, età e abilità differenti. Mi occupo di storie anche come formatrice quando, insieme a giovani e adulti, tentiamo di sbrigliare la nostra creatività per dare forma alle idee, alle convinzioni, ai sentimenti. Leggi tutto…

E IL SONNO NON HA BUIO di Maria Rosaria Valentini: incontro con la poetessa

E IL SONNO NON HA BUIO di Maria Rosaria Valentini (Giulio Perrone Editore)

Maria Rosaria Valentini nata nel 1963 in Ciociaria, si è laureata in germanistica a Roma e da diversi anni vive in Svizzera, prima a Berna, poi a Lugano.

È stata segnalata al Premio Schiller per la raccolta di poesie Sassi Muschiati.

Ha pubblicato con Keller Editore Mimose a dicembre (2013) e con Sellerio Magnifica (2016) e Il tempo di Andrea (2018).

La nuova opera di Maria Rosaria Valentini è una raccolta di poesie pubblicata di recente da Giulio Perrone editore (prefazione di Nadia Terranova). Si intitola “E il sonno non ha buio“. In copertina leggiamo questi versi: “E tenerti la mano. / Fono a chinarmi. / Tanto da spezzarmi le ossa.”

Abbiamo incontrato l’autrice per chiederle di parlarci di questa sua silloge… Leggi tutto…

IERI HA CHIAMATO CLAIRE MOREN di Giuseppe Aloe

IERI HA CHIAMATO CLAIRE MOREN di Giuseppe Aloe (Giulio Perrone editore)

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di Maria Zappia

E’ al contempo nitida e raffinata la scrittura di Giuseppe Aloe, con personaggi che manifestano tutte le diverse pulsioni emozionali delle quali è capace l’animo umano modulati secondo trame precise e rigorose che conducono il lettore talvolta in spazi onirici e talvolta in sconfinamenti surreali, senza tuttavia annoiare e soprattutto senza cadere nelle banalità di certa narrativa contemporanea che ben poco ha di letterario ma che è prodotta esclusivamente per finalità di mercato. Uno stile fortemente introspettivo dove compaiono immagini di intuitiva derivazione freudiana: isole, maree, arcipelaghi, grattacieli, oggetti astratti, pozzi neri, treni, appartamenti vuoti, parcheggi, figure-guida.

Nell’ultimo romanzo edito da Giulio Perrone dal titolo “Ieri ha chiamato Claire Moren” il protagonista dopo aver scontato ben diciotto anni di carcere per l’omicidio di una sua ex amante decide di rifugiarsi in una luogo isolato, all’interno di uno spazio difficilmente raggiungibile. Sceglie un’isola, – un non luogo –  dove incontra uno strano personaggio, anch’egli in fuga dal passato e con una strana scritta in faccia – Gagliardi -, l’alter ego dello stesso protagonista, animato da una pari necessità di chiudere i conti col  passato. Leggi tutto…

TU NON DICI PAROLE di Simona Lo Iacono – nuova edizione

Torna in libreria il romanzo d’esordio di Simona Lo Iacono intitolato “Tu non dici parole” (Perrone editore), vincitore del Premio Vittorini Opera prima.

Il romanzo sarà presentato in anteprima nazionale il 10 settembre, a Roma, presso la libreria Feltrinelli di Viale Eritrea, 72.

Di seguito, un video dedicato alla nuova edizione del libro e l’intervista a Simona Lo Iacono pubblicata sul quotidiano La Sicilia del 27 dicembre 2008.

Segnaliamo, inoltre, questa pagina dedicata al dibattito sul libro con la partecipazione della stessa autrice.

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di Massimo Maugeri

Bronte, 1638. Periodo di malcontento popolare e di Santa Inquisizione. Francisca Spitalieri è un’esposta dotata di una peculiare caratteristica: ama le parole belle. Parole liturgiche e dell’offertorio, sentite in convento, che “ruba” e ripete di continuo pur non conoscendone il significato. Parole che re-interpreta, ammaliata dalla loro austerità e musicalità. Questo suo amore, però, viene considerato anormale. Per questo motivo, e per altre circostanze a esso legate, viene messa a giudizio dal Santo Uffizio. Francisca è la protagonista di “Tu non dici parole” (Perrone), romanzo d’esordio della siracusana Simona Lo Iacono, magistrato e dirigente del Tribunale di Avola (n.d.r. – attualmente esercita il ruolo di magistrato presso il Tribunale di Catania). Una storia tragica, dolente; ispirata da personaggi realmente esistiti e caratterizzata da visionarietà artistica e grandissima teatralità; “messa in scena” con un riuscito impasto linguistico imperlato di espressioni in latino, in volgare e in dialetto siciliano.

Risultati immagini per simona lo iacono letteratitudine“Tu non dici parole”. Un titolo molto evocativo. Da dove nasce?
– Da una poesia di Pavese, tratta da “La terra e la morte”. Non dire parole è più di un silenzio. È una privazione. Quando mancano le parole è perché la vita non si manifesta. Perché la bellezza cessa di stupire. Una fine. Chi scrive, invece, compie un atto vitale, scaglia continuamente parole contro la morte.

La storia del romanzo si incrocia con quella dell’Inquisizione in Sicilia. Che tipo di ricerca hai svolto per ambientarla?
– Ho consultato carteggi processuali. Materiale d’archivio. Tra essi il “Codice rosso di Sortino” (che raccoglie gli antichi editti e divieti dei signorotti del 1600) mi ha consentito di creare intorno alle udienze (i costituti) della Santa Inquisizione un’atmosfera corposa. Satura di imposizioni.

Che relazione c’è tra “parola” e “processo”? Leggi tutto…

LA DORA DEI MIEI SOGNI di Massimo Torre: incontro con l’autore

LA DORA DEI MIEI SOGNI di Massimo Torre (Giulio Perrone editore) –  incontriamo l’autore per discutere del romanzo

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Massimo Torre è nato a Napoli il 23 giugno del 1958. Da moltissimi anni vive e lavora a Roma come sceneggiatore di film e serie televisive di successo. Fa parte della giuria del “Solinas” il più prestigioso premio di sceneggiatura italiano. Ha pubblicato tre romanzi per le edizioni E/O: Chi ha paura di Pulcinella (2014), Uccidete Pulcinella (2015) e La giustizia di Pulcinella (2017). Sempre con E/O ha pubblicato una racconto per l’antologia Giochi di ruolo al Maracanà (2016). Lo stesso anno per l’editore Giulio Perrone ha scritto un racconto per l’antologia Meglio non morire d’estate e un racconto per l’antologia dal titolo Omertà (2017), curati entrambi da Cristina Marra.

Nei giorni scorsi, sempre per Giulio Perrone editore, è giunto in libreria il nuovo romanzo di Massimo Torre. Si intitola: “La Dora dei miei sogni“. Un romanzo ricco di suggestioni distopiche che segue il flusso irrefrenabile di una coscienza in equilibrio precario fra illusione e verità. Ne discutiamo con l’autore…

«Ho scritto “La Dora dei miei sogni” con l’obiettivo di far precipitare il lettore nella dimensione di realtà di Mauro Sardonico. Il protagonista», racconta Massimo Torre a Letteratitudine. «Fargli provare lo stesso disorientamento che egli avverte nell’affrontare la sua realtà quando nel sogno ha tutto quello che desidera: Dora. La felicità. La compenetrazione. La perdita dei propri confini. La comprensione. Il rifugio. Il desiderio reciproco. Il premio. Il dono.
Dopo averla sognata una prima volta al risveglio teme di averla persa per sempre ma accade l’inaspettato: Dora si ripresenta nel sonno, nel sogno, ogniqualvolta. Leggi tutto…

CHIARA MARCHELLI racconta LE NOTTI BLU

CHIARA MARCHELLI racconta il suo romanzo LE NOTTI BLU (Giulio Perrone editore)

Tra i 12 romanzi candidati alla LXXI edizione del PREMIO STREGA

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di Chiara Marchelli

La distanza è il filtro attraverso il quale ogni scrittore sta al mondo. Osserva, ascolta, registra. È un modo anche strano di vivere: per quante relazioni, vita, viaggi, mestieri, figli, traslochi tu scelga di fare, ti senti sempre un po’ ai margini. Ti mescoli, ti strappi, sanguini e ti sporchi, perché poi sai che tutto servirà a scrivere. Ami, e sai che servirà. Soffri, e sai che servirà. Alcuni rimangono scandalizzati da questo fenomeno, quando se ne accorgono. Gli pare mostruoso. Altri soffrono. Sfuggi, ti dicono, la scrittura viene sempre prima. Non deve essere facile, sentirsi dall’altra parte di quella distanza. Non lo è nemmeno per noi che la mettiamo in atto. Non sentirsi mai davvero “dentro”, perché, se sei troppo dentro, non vedi più. Diventiamo quasi freddi nell’adoperare pure noi stessi, anzi, noi stessi innanzitutto, perché siamo i primi che servono alla scrittura. Non è una mancanza, è una modalità. Mettiamo in atto una distanza più fredda possibile per entrare nel centro incandescente della natura umana. Pare una contraddizione, e invece è lo strumento necessario a non far scempio di ciò che, delicato e vivo, merita un rispetto chirurgico.
Spesso mi chiedono consigli da indirizzare a chi vuole scrivere. Penso che questo sia, oltre ai più consueti (leggi, lavora sodo, riscrivi), quello più onesto e necessario. Dimenticati di te, sviluppa una forma di osservazione quasi disumana, e porta rispetto. Per la storia che stai raccontando e per chi la leggerà. Cancellati, levati di mezzo, a meno che tu non sia necessario alla storia. Nella scrittura le regole vanno al contrario: tu non conti, o meglio, conti perché servi, senza di te la storia non passa. Sei importante, essenziale, nella misura in cui diventi capace di trasmettere la voce dei tuoi personaggi e i loro destini senza che si senta un fiato provenire da te. Leggi tutto…

TERRA BIANCA di Davide Piras (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo TERRA BIANCA di Davide Piras (Perrone editore)

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Il canto del gallo si propagò nella stanza e dissolse le ultime
ombre della notte. L’alba lanciava bagliori scarlatti che
esplodevano davanti a me come granate di sangue. Mi stropicciai
gli occhi. Mi dolevano e sembrava che durante la notte
ci avessero versato dentro due mestoli di sabbia fina. Giulio
dormiva ancora.
Mi giunse il crepitio dei passi di Nerina. Guardai i miei
abiti imprestati, sistemati sopra la sedia di fianco al letto, e
pensai che mi avrebbero ripreso pure quelli. Un inevitabile
rigurgito di terrore bambinesco mi cacciò fuori dalla bocca
parole inconcepibili. «Mi faranno andare nudo dalle suore!».
Gradino per gradino, la sagoma di Nerina sorse oscura,
un sole nero che ai miei occhi emanava gelo e fasci malvagi.
Entrò nella stanza e mi trovò già seduto sul letto. «Sei mattiniero
oggi, Saverio». Leggi tutto…

PASSI AFFRETTATI di DACIA MARAINI

Passi affrettatiIn occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne pubblichiamo il capitolo VII del testo teatrale PASSI AFFRETTATI di DACIA MARAINI

“Un manifesto contro la violenza alle donne. Un testo teatrale di Dacia Maraini diventa un libro-documento che raccoglie e testimonia sette storie di donne vittime di violenze nel mondo”. Panorama

Il libro nasce dall’elaborazione, a opera della scrittrice, di una serie di testimonianze raccolte in tutto il mondo sul tema della violenza alle donne. Il testo raccoglie sette storie di donne, di diverse aree del mondo, con religioni diverse tra loro, con stili di vita diversi, eppure accomunate da una triste realtà, ovvero quella di essere vittime della violenza, a volte cieca e immotivata. Donne  ovunque prigioniere di una tradizione, di un matrimonio non voluto, di una famiglia violenta, di uno sfruttatore, di una discriminazione. Dalla Cina alla Giordania, dalla Nigeria alla California fino alla “civilissima” Europa riecheggiano, nelle storie narrate dalla Maraini, violenza e sopraffazione. Il dolore di donne appartenenti a mondi diversi che vengono oltraggiate nella loro persona, dignità e libertà. Ecco allora che “Passi affrettati” non parla soltanto di una violenza insensata ma racconta un universo più complesso, un deserto nelle relazioni, una rappresentazione del corpo e del desiderio maschile schiacciati nella categoria dei bassi istinti da imporre con la violenza o con il denaro”. Passi affrettati è nato come spettacolo teatrale per poi diventare un libro e un progetto di innovazione culturale incentrato sulle tematiche della violenza e discriminazione di genere e delle pari opportunità.

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Il capitolo VII di PASSI AFFRETTATI di DACIA MARAINI
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PIERO BALZONI racconta COME UCCIDERE LE ARAGOSTE

PIERO BALZONI racconta il suo romanzo COME UCCIDERE LE ARAGOSTE (Giulio Perrone editore, 2015)

Il romanzo vincitore del premio Orlando Esplorazioni

di Piero Balzoni

C’è questo ragazzo sui trentacinque anni con due polmoni grossi come buste di plastica che gli permettono di rimanere sott’acqua per più di due minuti a tirare giù i costumi delle sue amiche. Claudio, questo ragazzo dico, percorre la tangenziale alle due del mattino. Poi arriva un Suv e lo travolge, lasciandolo lì morto sull’asfalto. Così Luca, suo fratello più piccolo, reagisce al silenzio delle autorità dando vita a una bizzarra caccia metropolitana agli assassini di suo fratello. Non c’è quasi nulla che sappia sull’incidente, solo che i responsabili guidavano un’auto da ricchi e che una signora sugli ottant’anni, trascorsi in buona parte su un terrazzino con affaccio sulla tangenziale lato est, ha visto l’auto fuggire indisturbata. Questo Luca lo sa. Quel che non sa è che stanare un assassino, specie se ricco, non è facile. Ci vuole metodo. Anzi, un metodo. E tra i tanti a disposizione Luca sceglie proprio quello che meglio si adatta alla caccia dei crostacei marini, abili a nascondersi nelle spelonche urbane, a proteggere le cose che accumulano all’interno delle proprie tane. Un metodo di caccia subacquea che certi pescatori delle isole Sandwich utilizzano da secoli per catturare le aragoste. Per riuscire nell’impresa, dovrà liberarsi dei legami affettivi. Addio a Viola, la fidanzata che inasprisce il suo senso di inadeguatezza, e a Silverio, il fuorisede dai disastrosi grandi progetti. Inizia la caccia. Leggi tutto…