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ALESSANDRO BERTANTE racconta GLI ULTIMI RAGAZZI DEL SECOLO

ALESSANDRO BERTANTE racconta il suo romanzo GLI ULTIMI RAGAZZI DEL SECOLO (Giunti)

Un estratto del libro è disponibile qui..

di Alessandro Bertante

La macchina segue il corso del fiume, è il luglio del 1996, questo è l’ultimo viaggio della mia giovinezza. Siamo nei Balcani e la nostra meta è Sarajevo. Il mio amico e io abbiamo preso una decisione istintiva che ci porterà dentro l’ultima guerra europea del secolo.
Prima ci furono gli anni Ottanta, il decennio rutilante che cambiò l’Italia. L’unica verità sta nella strada diceva Henry Miller, sapendo di mentire in nome della letteratura. Questa nostra strada è sempre in salita e fra qualche chilometro arriveremo a Mostar. Le immagini si sovrappongono frenetiche mentre valle della Neretva lascia spazio ai ricordi di Milano Metropoli degli anni Ottanta. Quando tutto sembrava essere proiettato verso il futuro, quando molti sperimentavano, osavano, cercavano di stupire o sorpassare barriere non più vincolati da fardelli ideologici. Quando circolava denaro, gli stipendi aumentavano, la borsa saliva tumultuosa, si moltiplicavano le opportunità di lavoro, la moda italiana s’imponeva ovunque diventando industria da esportazione; quando, trascinata dal nuovo flusso energetico, la realtà si mostrava sempre enfatizzata, dando forma a un’idea estetica del futuro incrinata sulla via dell’eccesso e della bizzarria; quando eravamo finalmente un paese moderno, senza complessi d’inferiorità, avevamo finito di vergognarci, noi gli italiani mangia spaghetti mafiosi buoni a nulla eravamo la quinta economia del mondo, sempre in crescita, sempre in movimento; quando ognuno poteva reclamare il proprio ruolo nel mondo, accendere la propria fiaccola per infiammare il cielo. Vivevamo dentro all’istante da cogliere, il nostro presente luminoso proiettato verso un angolo cieco.
Ma non era vero niente, sui tornanti bosniaci la rivelazione diventa dolorosa.
Il ponte di Mostar è stato abbattuto dai colpi del mortaio, non c’è più nessuna memoria della sua bellezza. Noi continuiamo il nostro viaggio. Leggi tutto…