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Posts Tagged ‘guanda’

CERCAMI di André Aciman (un estratto)

L’incipit di CERCAMI di André Aciman (Guanda – traduzione di Valeria Bastia)

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Perche´ quell’aria cupa?
La vidi salire alla stazione di Firenze. Aprı` la porta scorrevole di vetro, entro` nella carrozza e dopo essersi guardata intorno scaravento` lo zaino sul sedile vuoto accanto al mio. Si levo` il giubbotto di pelle, poso` il libro che stava leggendo, un tascabile in inglese, poi mise una scatola bianca quadrata nella cappelliera e si accascio` sulla poltrona di traverso rispetto a me, sbuffando in un moto forse di rabbia o agitazione. Mi fece pensare che avesse avuto un’accesa discussione pochi secondi prima di salire a bordo e stesse ancora rimuginando sulle parole taglienti che lei o l’altra
persona aveva pronunciato prima di troncare la telefonata.
Il suo cane, che cercava di tenere a cuccia tra le caviglie con il guinzaglio rosso avvolto intorno al polso, non sembrava meno irrequieto di lei. Leggi tutto…

Patrik Svensson vince dell’August Prize

Patrik Svensson, pubblicato in Italia da Guanda, è il vincitore dell’August Prize per la categoria non fiction.

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Patrik Svensson, autore esordiente svedese del libro “Nel segno dell’anguilla” pubblicato da Guanda lo scorso settembre, è il vincitore del prestigioso August Prize, il più importante premio letterario svedese, per la categoria non fiction.

Nella motivazione della giuria si legge:

“Una vertiginosa storia con una venatura filosofica ed esistenziale sull’origine e la mitologia dell’anguilla, animale in via di estinzione, sul suo posto nel mondo della natura ed in quello degli esseri umani, che porta il lettore a navigare in acque profonde, sia figurativamente che letteralmente parlando. Patrik Svensson ci porta a seguire l’anguilla fino al Mar dei Sargassi, e scende anche nelle profondità dell’animo umano, della sua anima, grazie al rapporto speciale con il padre. Perché questa è anche una storia di un padre e di un figlio e dell’amore condiviso per le anguille che li ha legati in un rapporto davvero unico”. Leggi tutto…

IL SIGNOR DIAVOLO di Pupi Avati (recensione)

IL SIGNOR DIAVOLO di Pupi Avati (Guanda)

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Diabolico savoir-faire

di Riccardo Piazza

Sgomberiamo immediatamente il campo da possibili fraintendimenti: il diavolo, absurdum veste fulgenti, ha certamente una significazione allegorico-iconologica. Essa però sarebbe evidentemente incompleta non considerando, per almeno parimenti valenza di grado, la sua necessaria portata eminentemente empirica nonché psicocinetica.
Questo breve assunto dovrebbe esser fuor di dubbio, almeno per le principali propaggini degli studi di mistica demonologica del pensiero cristiano dall’Evo Medio in qua; dovrebbe, sì, epperò non è. Occorre, in qualità di analisi della genesi del male assoluto, come Agostino già intese fare definendo male dell’uomo quale mancanza di quest’ultimo, ricordare allora anche il male personificato unitario ed intensamente figurativo nella prospettiva ontologica di Pareyson. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 26 agosto al 1 settembre 2019 – segnaliamo “Possiamo salvare il mondo, prima di cena” di Jonathan Safran Foer (Guanda)

Possiamo salvare il mondo, prima di cena. Perché il clima siamo noi - Jonathan Safran Foer - copertinaI primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 26 agosto al 1 settembre 2019

“I leoni di Sicilia. La saga dei Florio” di Stefania Auci (Nord) permane in vetta.

Questa settimana segnaliamo: “Possiamo salvare il mondo, prima di cena. Perché il clima siamo noi ” di  Jonathan Safran Foer (Guanda) – all’8° posto nella classifica generale.

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[variazioni rispetto alla rilevazione precedente]

Mantiene il 1° posto in classifica “I leoni di Sicilia. La saga dei Florio” di Stefania Auci (Nord)

Entra in top ten al 2° posto “Dodici rose a Settembre” di Maurizio de Giovanni (Sellerio)

Entra in top ten al 3° posto “Fiorire d’inverno. La mia storia” di Nadia Toffa (Mondadori)

Al 4° posto (la settimana precedente era in 2^ posizione) “Il cuoco dell’Alcyon” di Andrea Camilleri (Sellerio)

Al 5° posto “Sulla tua parola. Messalino. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio. Settembre-ottobre 2019” (Editrice Shalom)

Al 6° posto  (la settimana precedente era in 3^ posizione) “M. Il figlio del secolo” di Antonio Scurati (Bompiani)

Entra in top ten al 7° posto “La ragazza che doveva morire. Millennium. Vol. 6” di  David Lagercrantz (Marsilio)

Entra in top ten all’8° posto “Possiamo salvare il mondo, prima di cena. Perché il clima siamo noi” di Jonathan Safran Foer (Guanda)

Al 9° posto (la settimana precedente era in 6^ posizione) “Entra nel mondo di Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te” di Me contro Te (Mondadori Electa)

Al 10° posto  (la settimana precedente era in 5^ posizione) “Il giorno del rimorso” di Colin Dexter (Sellerio)

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Possiamo salvare il mondo, prima di cena. Perché il clima siamo noi - Jonathan Safran Foer - copertinaQuesta settimana segnaliamo: “Possiamo salvare il mondo, prima di cena. Perché il clima siamo noi ” di  Jonathan Safran Foer (Guanda) – all’8° posto nella classifica generale.

Il tema dell’emergenza climatica affrontato in un libro unico, che ha l’urgenza di un pamphlet e il fascino di un romanzo.

Nessuno se non noi distruggerà la terra
e nessuno se non noi la salverà…
Noi siamo il diluvio, noi siamo l’arca.

Qualcuno si ostina a liquidare i cambiamenti climatici come fake news, ma la gran parte di noi è ben consapevole che se non modifichiamo radicalmente le nostre abitudini l’umanità andrà incontro al rischio dell’estinzione di massa. Lo sappiamo, eppure non riusciamo a crederci. E di conseguenza non riusciamo ad agire. Il problema è che l’emergenza ambientale non è una storia facile da raccontare e, soprattutto, non è una buona storia: non spaventa, non affascina, non coinvolge abbastanza da indurci a cambiare la nostra vita. Per questo rimaniamo indifferenti, o paralizzati: la stessa reazione che suscitò Jan Karsky, il «testimone inascoltato», quando cercò di svelare l’orrore dell’Olocausto e non fu creduto. In tempo di guerra, veniva chiesto ai cittadini di contribuire allo sforzo bellico: ma qual è il confine tra rinuncia e sacrificio, quando in gioco c’è la nostra sopravvivenza, o la sopravvivenza dei nostri figli? E quali sono le rinunce necessarie, adesso, per salvare un mondo ormai trasformato in una immensa fattoria a cielo aperto? Nel suo nuovo libro, Jonathan Safran Foer mette in campo tutte le sue risorse di scrittore per raccontare, con straordinario impatto emotivo, la crisi climatica che è anche «crisi della nostra capacità di credere», mescolando in modo originalissimo storie di famiglia, ricordi personali, episodi biblici, dati scientifici rigorosi e suggestioni futuristiche. Un libro unico, che parte dalla volontà di «convincere degli sconosciuti a fare qualcosa» e termina con un messaggio rivolto ai figli, ai quali ciascun genitore – non solo a parole, ma con le proprie scelte – spera di riuscire a insegnare «la differenza tra correre verso la morte, correre per sfuggire alla morte e correre verso la vita».

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

os. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 I leoni di Sicilia. La saga dei Florio Stefania Auci Nord 18,00
2 Dodici rose a Settembre Maurizio De Giovanni Sellerio Editore Palermo 14,00
3 Fiorire d’inverno. La mia storia Nadia Toffa Mondadori 18,00 *
4 Il cuoco dell’Alcyon Andrea Camilleri Sellerio Editore Palermo 14,00
5 Sulla tua parola. Messalino. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio. Settembre-ottobre 2019 Editrice Shalom 4,00
6 M. Il figlio del secolo Antonio Scurati Bompiani 24,00
7 La ragazza che doveva morire. Millennium. Vol. 6 David Lagercrantz Marsilio 19,90
8 Possiamo salvare il mondo, prima di cena. Perché il clima siamo noi Jonathan Safran Foer Guanda 18,00
9 Entra nel mondo di Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te Me contro Te Mondadori Electa 16,90
10 Il giorno del rimorso Colin Dexter Sellerio Editore Palermo 15,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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CIBO di Helena Janeczek (intervista)

Torna in libreria “Cibo” romanzo di Helena Janeczek (Guanda): ne discutiamo con l’autrice

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di Massimo Maugeri

Helena Janeczek è nata a Monaco di Baviera in una famiglia ebreo-polacca, vive in Italia da oltre trent’anni. È autrice di Lezioni di tenebra, Premio Bagutta opera prima, Le rondini di Montecassino, finalista al Premio Comisso e vincitore del Premio Napoli, del Premio Sandro Onofri e del Premio Pisa e La ragazza con la Leica, Premio Strega 2018, Premio Bagutta, Selezione Premio Campiello. Tutti i suoi libri sono editi da Guanda.

Ho avuto il piacere di incontrare nuovamente Helena dopo lo strepitoso successo de La ragazza con la Leica e la vittoria del Premio Strega (foto accanto), per discutere con lei della ripubblicazione di “Cibo” (per i tipi di Guanda), uscito originariamente nel 2002. Un libro che indaga, con l’abilità narrativa che contraddistingue Helena Janeczek, sul rapporto tra noi e il cibo. Questa nuova edizione, peraltro, è arricchita da una sezione inedita dedicata al crollo delle Torri Gemelle di New York attraverso le storie dei cuochi che lì lavoravano…

Cara Helena, questo libro è uscito originariamente nel 2002. Quali sono state le motivazioni che, all’epoca, ti hanno spinto a scriverlo?
Per me non è mai rintracciabile il punto preciso o la motivazione da cui nasce un libro, tantomeno nel caso di Cibo a cui ho lavorato negli ultimi anni dello scorso millennio!
Però c’entra senz’altro la “scoperta” che attraverso il fil rouge del cibo si potessero raccontare appartenenze e memorie ma anche solitudini e sofferenze depositate nei nostri corpi. E poi mi piaceva l’idea di cimentarmi con una narrazione più polifonica rispetto a Lezioni di tenebra, il mio libro d’esordio.

– Questa “scoperta” è ancora valida tutt’oggi? Cosa è cambiato in questi anni, con riferimento alle tematiche trattate in “Cibo”? Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 2 all’8 luglio 2018 – segnaliamo “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek (Guanda)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 2 all’8 luglio 2018

La settimana scorsa avevamo segnalato “Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi” di Maurizio de Giovanni (Einaudi), attualmente n. 1 in classifica.

Questa settimana segnaliamo “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek (Guanda) che giunge al 3° posto in classifica generale grazie all'”effetto Premio Strega”.

Ne approfittiamo anche per segnalare lo speciale di Letteratitudine dedicato alla finale del Premio Strega 2018 e alla vittoria di Helena Janeczek con il romanzo “La ragazza con la Leica” (Guanda)

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Sale in vetta alla classifica (la settimana scorsa era al 3° posto) “Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi” di Maurizio de Giovanni (Einaudi)

In 2^ posizione (la settimana scorsa era al 3° posto) “Il metodo Catalanotti” di Andrea Camilleri (Sellerio)

Entra in top ten al 3° posto il romanzo vincitore del Premio Strega 2018: “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek (Guanda)

Entra in top ten al 4° posto “A bocce ferme” di Marco Malvaldi (Sellerio)

Si conferma al 5° posto, “Il patto dell’abate nero. Secretum saga” di Marcello Simoni (Newton Compton)

In 6^ posizione (la settimana scorsa era al 4° posto) “Ogni respiro” di Nicholas Sparks (Sperling & Kupfer)

Al 7° posto (la settimana scorsa era in 2^ posizione) “Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te” di Me contro Te (Mondadori Electa)

Entra in top ten all’8° posto “Casi umani. Uomini che servivano a dimenticare, ma che hanno peggiorato le cose” di Selvaggia Lucarelli (Rizzoli)

Al 9° posto (la settimana scorsa era in 7^ posizione) Joël Dicker con “La scomparsa di Stephanie Mailer” (La nave di Teseo)

In 10^ posizione (la settimana scorsa era al 6° posto) “La lettera d’amore” di Lucinda Riley (Giunti Editore)

 

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Questa settimana segnaliamo: “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek (Guanda) – al 3° posto in classifica generale

Vincitore del Premio Strega 2018
Vincitore del Premio Bagutta 2018
Finalista al Premio Campiello 2018

Questo libro racconta la vita di questa ragazza ribelle, l’amore con Robert Capa, l’avventura di fotografare e la gioia di vivere nella Parigi degli anni Trenta.

Il 1° agosto 1937 una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia. Proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto: erano stati felici insieme, lui le aveva insegnato a usare la Leica e poi erano partiti tutti e due per la Guerra di Spagna. Nella folla seguono altri che sono legati a Gerda da molto prima che diventasse la ragazza di Capa: Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, con cui ha vissuto i tempi più duri a Parigi dopo la fuga dalla Germania; Willy Chardack, che si è accontentato del ruolo di cavalier servente da quando l’irresistibile ragazza gli ha preferito Georg Kuritzkes, impegnato a combattere nelle Brigate Internazionali. Per tutti Gerda rimarrà una presenza più forte e viva della celebrata eroina antifascista: Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di vivere, la sua sete di libertà sono scintille capaci di riaccendersi anche a distanza di decenni. Basta una telefonata intercontinentale tra Willy e Georg, che si sentono per tutt’altro motivo, a dare l’avvio a un romanzo caleidoscopico, costruito sulle fonti originali, del quale Gerda è il cuore pulsante. È il suo battito a tenere insieme un flusso che allaccia epoche e luoghi lontani, restituendo vita alle istantanee di questi ragazzi degli anni Trenta alle prese con la crisi economica, l’ascesa del nazismo, l’ostilità verso i rifugiati che in Francia colpiva soprattutto chi era ebreo e di sinistra, come loro. Ma per chi l’ha amata, quella giovinezza resta il tempo in cui, finché Gerda è vissuta, tutto sembrava ancora possibile.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi Maurizio De Giovanni Einaudi 19,00
2 Il metodo Catalanotti Andrea Camilleri Sellerio Editore Palermo 14,00
3 La ragazza con la Leica Helena Janeczek Guanda 18,00
4 A bocce ferme Marco Malvaldi Sellerio Editore Palermo 14,00
5 Il patto dell’abate nero. Secretum saga Marcello Simoni Newton Compton 9,90
6 Ogni respiro Nicholas Sparks Sperling & Kupfer 19,90
7 Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te Me contro Te Mondadori Electa 15,90
8 Casi umani. Uomini che servivano a dimenticare, ma che hanno peggiorato le cose Selvaggia Lucarelli Rizzoli 17,00 *
9 La scomparsa di Stephanie Mailer Joël Dicker La nave di Teseo 22,00
10 La lettera d’amore Lucinda Riley Giunti Editore 16,90

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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HELENA JANECZEK racconta LA RAGAZZA CON LA LEICA

HELENA JANECZEK racconta  il suo romanzo LA RAGAZZA CON LA LEICA (Guanda)

Vincitore del Premio Bagutta 2018, candidato al Premio Strega 2018

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di Helena Janeczek

Ogni libro ha una storia che può essere facilmente ripercorsa e una storia sotterranea di cui l’autore riesce a vedere alcune tracce. Entrambe cominciano nel 2009, con una visita al Forma di Milano che ospitava la prima retrospettiva di Gerda Taro accanto a una mostra di Robert Capa. In quel periodo lavoravo a Le rondini di Montecassino, dove Capa è menzionato per una foto dei funerali degli studenti del liceo Sannazaro caduti nel 1943 durante le “Quattro giornate di Napoli”. Però tutto il suo lavoro a seguito delle truppe americane mi aveva permesso di toccare con gli occhi la realtà della guerra che stavo raccontando. Erano quelle foto della “Campagna d’Italia” che volevo vedere in uno spazio espositivo. Questo significa che, sul versante della storia sotterranea, Robert Capa era già una presenza interiorizzata quando uscii dal Forma con il desiderio di approfondire la conoscenza di Gerda Taro. Comprai il catalogo a cura di Irme Schaber e poco dopo andai a procurarmi Gerda Taro, Una fotografa rivoluzionaria nella guerra civile spagnola (DeriveApprodi, 2007), la biografia con cui la studiosa di Stoccarda poneva fine al lungo oblio della sua concittadina morta a nemmeno ventisette anni nella Guerra di Spagna.
Ma soltanto sul finire del 2011 si affacciò l’ipotesi che quella lettura potesse fungere da base per un lavoro di scrittura. Non pensavo a un romanzo, bensì a un racconto da affiancare a altri due che componessero un trittico dedicato a tre donne reporter di guerra. Le rondini di Montecassino, uscito nel 2010, aveva suscitato spesso la domanda come mai avessi scelto un tema così maschile come la guerra. In realtà, non mi sentivo molto svantaggiata rispetto a uno scrittore, bastava solo studiare un po’ di più. Però restava vero che narrare qualcosa che travalica le esperienze di noi figli e figlie del dopoguerra comporta un rischio di inadeguatezza sia etica che estetica. Mi colpiva, perciò, che esistessero donne disposte a mettere a rischio la propria vita per testimoniare con le parole o con le immagini la realtà delle guerre ancora in corso. Avevo già scritto un contributo per un’antologia (I persecutori, Transeuropa, 2007) che riconvocava la figura di Anna Politkovskaja nella cornice della fiera del libro di Francoforte agitata dalla notizia del suo assassinio. Durante le ricerche per quel racconto, avevo scoperto che tra i pochissimi giornalisti presenti a Grozny nei giorni della caduta ci fosse un’altra donna. Già inviata a Gaza e Sarajevo e in molti altri conflitti (in italiano è stato tradotto Il giorno che vennero a prenderci; dispacci dalla Siria, La nave di Teseo, 2017), Janine di Giovanni ha scritto anche il memoir Ghosts by Daylight (2011), dove racconta come la scelta di mettere al mondo un figlio avesse attivato i traumi che lei e il suo compagno, un fotoreporter francese, avevano subito.
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