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Posts Tagged ‘guanda’

HELENA JANECZEK racconta LA RAGAZZA CON LA LEICA

HELENA JANECZEK racconta  il suo romanzo LA RAGAZZA CON LA LEICA (Guanda)

Vincitore del Premio Bagutta 2018, candidato al Premio Strega 2018

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di Helena Janeczek

Ogni libro ha una storia che può essere facilmente ripercorsa e una storia sotterranea di cui l’autore riesce a vedere alcune tracce. Entrambe cominciano nel 2009, con una visita al Forma di Milano che ospitava la prima retrospettiva di Gerda Taro accanto a una mostra di Robert Capa. In quel periodo lavoravo a Le rondini di Montecassino, dove Capa è menzionato per una foto dei funerali degli studenti del liceo Sannazaro caduti nel 1943 durante le “Quattro giornate di Napoli”. Però tutto il suo lavoro a seguito delle truppe americane mi aveva permesso di toccare con gli occhi la realtà della guerra che stavo raccontando. Erano quelle foto della “Campagna d’Italia” che volevo vedere in uno spazio espositivo. Questo significa che, sul versante della storia sotterranea, Robert Capa era già una presenza interiorizzata quando uscii dal Forma con il desiderio di approfondire la conoscenza di Gerda Taro. Comprai il catalogo a cura di Irme Schaber e poco dopo andai a procurarmi Gerda Taro, Una fotografa rivoluzionaria nella guerra civile spagnola (DeriveApprodi, 2007), la biografia con cui la studiosa di Stoccarda poneva fine al lungo oblio della sua concittadina morta a nemmeno ventisette anni nella Guerra di Spagna.
Ma soltanto sul finire del 2011 si affacciò l’ipotesi che quella lettura potesse fungere da base per un lavoro di scrittura. Non pensavo a un romanzo, bensì a un racconto da affiancare a altri due che componessero un trittico dedicato a tre donne reporter di guerra. Le rondini di Montecassino, uscito nel 2010, aveva suscitato spesso la domanda come mai avessi scelto un tema così maschile come la guerra. In realtà, non mi sentivo molto svantaggiata rispetto a uno scrittore, bastava solo studiare un po’ di più. Però restava vero che narrare qualcosa che travalica le esperienze di noi figli e figlie del dopoguerra comporta un rischio di inadeguatezza sia etica che estetica. Mi colpiva, perciò, che esistessero donne disposte a mettere a rischio la propria vita per testimoniare con le parole o con le immagini la realtà delle guerre ancora in corso. Avevo già scritto un contributo per un’antologia (I persecutori, Transeuropa, 2007) che riconvocava la figura di Anna Politkovskaja nella cornice della fiera del libro di Francoforte agitata dalla notizia del suo assassinio. Durante le ricerche per quel racconto, avevo scoperto che tra i pochissimi giornalisti presenti a Grozny nei giorni della caduta ci fosse un’altra donna. Già inviata a Gaza e Sarajevo e in molti altri conflitti (in italiano è stato tradotto Il giorno che vennero a prenderci; dispacci dalla Siria, La nave di Teseo, 2017), Janine di Giovanni ha scritto anche il memoir Ghosts by Daylight (2011), dove racconta come la scelta di mettere al mondo un figlio avesse attivato i traumi che lei e il suo compagno, un fotoreporter francese, avevano subito.
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CLASSIFICA: dal 5 all’11 febbraio 2018 – segnaliamo “Chiamami col tuo nome” di André Aciman (Guanda)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 5 all’11 febbraio 2018

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Mantiene il 1° posto Fred Vargas con “Il morso della reclusa” (Einaudi)

Sale al 2° posto (la settimana scorsa era al 3°) Jojo Moyes con “Sono sempre io” (Mondadori)

3^ posizione (la settimana scorsa era al 2° posto) Fabio Volo con “Quando tutto inizia” (Mondadori)

Entra in top ten al 4° posto Roberto Emanuelli con “Davanti agli occhi” (Rizzoli)

5° posto (la settimana scorsa era al 4°) per “Dieci cose da sapere sull’economia italiana prima che sia troppo tardi” di Alan Friedman (Newton Compton)

Ingresso in top ten al 6° posto per Francesco Sole con “#Ti amo” (Mondadori)

Al 7° posto (la settimana scorsa era al 5°) “Chiamami col tuo nome” di André Aciman (Guanda)

All’8° posto “Origin” di Dan Brown (Mondadori) – (la settimana scorsa era al 7° posto)

In 9^ posizione (la settimana scorsa era al 6° posto), “Wonder” di R. J. Palacio (Giunti)

Al 10° posto (la settimana scorsa era all’8°) “Le tre del mattino” di Gianrico Carofiglio (Einaudi)

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Questa settimana segnaliamo: “Chiamami col tuo nome” di André Aciman (Guanda) – al 7° posto in classifica

 

Da questo libro il film di Luca Guadagnino Chiamami col tuo nome nominato agli oscar 2018 per le categorie: Miglior canzone originale, Miglior sceneggiatura non originale, Miglior film, Miglior attore protagonista

Vent’anni fa, un’estate in Riviera. Una di quelle estati che segnano la vita per sempre. Elio ha diciassette anni, e per lui sono appena iniziate le vacanze nella splendida villa di famiglia nel Ponente ligure. Figlio di un brillante professore universitario, musicista sensibile, decisamente colto per la sua età, Elio aspetta come ogni anno «l’ospite dell’estate, l’ennesima scocciatura»: uno studente in arrivo da New York per lavorare alla sua tesi di post dottorato. Ma Oliver, il giovane americano, subito conquista tutti con la sua bellezza e i modi disinvolti, quasi sfacciati. Anche Elio ne è irretito. I due ragazzi condividono conversazioni appassionate su libri e film, discussioni sulle loro comuni origini ebraiche, e poi nuotate mattutine, partite a tennis, corse in bici e passeggiate in paese. E tra loro nasce un desiderio inesorabile quanto inatteso, fatto di ossessione e paura, di scaltra dissimulazione e slanci ingenui, vissuto fino in fondo, dalla sofferenza all’estasi. La scoperta di quei giorni estivi e sospesi in Riviera e di un’afosa notte romana è quella, irripetibile, di un’intimità totale, assoluta. Perché l’intensità, la forza di quell’esperienza, l’autenticità di quei sentimenti sono destinate a rimanere insuperate. Chiamami col tuo nome è la storia di un paradiso scoperto e già perduto, una meditazione proustiana sul tempo e sul desiderio, una lunga lettera d’amore, un’invocazione, una domanda che resta aperta per gli anni a venire, finché Elio e Oliver si ritroveranno, un giorno, a cercare parole per dire l’indicibile, per confessare, prima di tutto a se stessi, che «questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta».

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Il morso della reclusa Fred Vargas Einaudi 20,00
2 Sono sempre io Jojo Moyes Mondadori 19,00
3 Quando tutto inizia Fabio Volo Mondadori 19,00
4 Davanti agli occhi Roberto Emanuelli Rizzoli 18,50
5 Dieci cose da sapere sull’economia italiana prima che sia troppo tardi Alan Friedman Newton Compton 10,00
6 #Ti amo Francesco Sole Mondadori 16,90
7 Chiamami col tuo nome André Aciman Guanda 17,00
8 Origin Dan Brown Mondadori 25,00
9 Wonder R. J. Palacio Giunti Editore 12,00
10 Le tre del mattino Gianrico Carofiglio Einaudi 16,50

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40 Leggi tutto…

BRUNO ARPAIA racconta QUALCOSA, LÀ FUORI

BRUNO ARPAIA racconta il suo romanzo QUALCOSA, LÀ FUORI (Guanda)

Risultati immagini per bruno arpaia

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di Bruno Arpaia

A volte ci si porta dietro un’immagine per anni e anni. Quando ne avevo una ventina, ho nitidamente «visto», chissà perché, un popolo intero che viaggiava in condizioni avverse, assetato, malridotto, sfinito. Quell’immagine mi è rimasta dentro e ogni tanto si riaffacciava, faceva capolino tra i pensieri. Poi, qualche tempo fa, da cittadino appassionato di scienza, ho cominciato a interessarmi al cambiamento climatico. La situazione era molto più grave di quanto la dipingessero e implicava sconvolgimenti anche sociali, economici, politici, tra cui le migrazioni di massa. E a un certo punto è scattato qualcosa, ho legato quell’antica immagine all’oggi, al domani: il popolo che migrava eravamo noi in un probabilissimo futuro. Dopo, si è trattato «soltanto» di scriverlo, il romanzo.
Non m’interessava fantasticare su scenari catastrofici. Ho preferito immaginarne di probabili, a volte provocati da eventi già accaduti senza che ce ne rendessimo conto, a partire da dati scientifici. Leggi tutto…

HELENA JANECZEK vince il PREMIO BAGUTTA 2018

Helena Janeczek si aggiudica il Premio Bagutta 2018 per il romanzo La ragazza con la Leica (Guanda)

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In questo 2018, il Premio Bagutta, decano dei riconoscimenti letterari italiani, compie 91 anni e ritrova una storia che ripercorre anni lontani. Il premio viene infatti assegnato alla scrittrice milanese d’adozione Helena Janeczek (foto accanto di Gabriele Di Luca) per il suo ultimo romanzo, La ragazza con la Leica (Guanda), dedicato alla figura di Gerda Taro, giovanissima fotografa legata a Robert Capa, morta su un campo di battaglia nel 1937 durante la guerra di Spagna. Una scelta con cui la giuria del Bagutta – presieduta da Isabella Bossi Fedrigotti e composta da Rosellina Archinto, Silvia Ballestra, Eva Cantarella, Elio Franzini, Umberto Galimberti, Piero Gelli, Andrea Kerbaker, Ranieri Polese, Elena Pontiggia, Enzo Restagno, Mario Santagostini, Valeria Vantaggi e Orio Vergani – inaugura come di consueto la stagione 2018 dei premi letterari. Leggi tutto…

OMAGGIO A AHARON APPELFELD

La scorsa notte all’età di 85 anni è morto lo scrittore israeliano Aharon Appelfeld, a cui dedichiamo questo omaggio.

Di seguito, un video del 2012 (tratto da Pordenonelegge) e una biografia. Approfondimenti su: la Repubblica, Il Corriere della Sera, La Stampa, Il Messaggero

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Aharon Appelfeld (Žadova, 16 febbraio 1932 – Israele, 3 gennaio 2018) è stato uno scrittore israeliano. Nato in Bucovina del Nord, allora in Romania, sopravvissuto all’Olocausto in cui perse la madre e i nonni, riuscì a fuggire da un campo di sterminio nazista in Transnistria (territorio allora sotto il controllo della Romania) e si unì all’Armata Rossa dove prestò servizio come cuoco. Nel 1946 emigrò in Palestina, a quel tempo sotto mandato britannico. Laureatosi all’Università di Gerusalemme in letteratura, ha poi insegnato all’Università Ben Gurion del Negev.
Nonostante abbia appreso l’ebraico tardi nella sua vita, Appelfeld è diventato uno dei più importanti scrittori israeliani. Nei suoi numerosi romanzi affronta esclusivamente, in modo diretto o indiretto, il tema della Shoah e dell’Europa prima e durante la seconda guerra mondiale.
Per le sue opere ha ricevuto numerosi premi tra cui il Premio Israele, il Premio Mèdicis in Francia e il Premio Napoli in Italia. La maggior parte dei suoi libri sono pubblicati in Italia da Guanda.

L’opera più recente è: “Il partigiano Edmond (Guanda, 2017 – traduzione di Elena Loewenthal).

Nel corso della Seconda guerra mondiale, il giovanissimo Edmond riesce a fuggire da un campo di sterminio e a raggiungere alcuni partigiani ebrei che tentano di resistere all’esercito tedesco nascondendosi nella foresta ucraina. Sotto il comando del loro leader, Kamil, questo gruppo di uomini, donne e bambini lotta contro il freddo e l’estrema miseria, organizzando agguati ai danni dell’esercito tedesco e deragliamenti di treni. Perché il loro scopo non è solo quello di sopravvivere, ma è anche, e soprattutto, quello di salvare il proprio popolo e raggiungere “la vetta”, il luogo tanto geografico quanto spirituale della loro realizzazione. Leggi tutto…

LUIS SEPÚLVEDA e le bussole: Il vecchio che leggeva romanzi d’amore

sepulveda-bussole-1IL VECCHIO CHE LEGGEVA ROMANZI D’AMORE di Luis Sepúlveda

Il mese scorso ci siamo occupati del nuovo ottimo romanzo di Luis Sepúlveda, intitolato “La fine della storia” (Guanda, traduzione di Ilide Carmignani). Oggi puntiamo la nostra attenzione su un romanzo breve dello scrittore cileno dal titolo molto dolce e evocativo: “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore“, pubblicato anche questo da Guanda (con traduzione di Ilide Carmignani).

La storia è incentrata sulla figura di Antonio José Bolivar, un vecchio che vive ai margini della foresta amazzonica equadoriana. Giunto ai confini della propria esistenza, non rimane molto ad Antonio. Tiene sempre con sé la fotografia sbiadita di sua moglie, convive con i ricordi di un’esperienza, finita male, di colono bianco. E poi ci sono alcuni romanzi d’amore che legge e rilegge nella solitudine della sua capanna sulla riva del grande fiume. Ma nella sua mente, nel suo corpo e nel suo cuore è custodito un tesoro inesauribile, che gli viene dall’aver vissuto “dentro” la grande foresta, insieme agli indios shuar: una sapienza particolare, un accordo intimo con i ritmi e i segreti della natura che nessuno dei famelici gringos saprà mai capire.

Guanda ha pubblicato il romanzo nella graziosa collana “Le bussole“, i cui libri si tengono letteralmente in un palmo di mano. Libri da portare con sé in tasca, o nell’angolo di una borsa; pronti per essere gustati in ogni occasione. Insomma, un ottimo compromesso tra il classico – e un po’ ingombrante – libro cartaceo e l’ultraleggero ebook.

 

Sepúlveda ha dedicato il romanzo all’amico Chico Mendes, come evidenziato nell’immagine in basso. Leggi tutto…

LUIS SEPÚLVEDA: anteprima del romanzo “LA FINE DELLA STORIA”

LUIS SEPÚLVEDA a Catania: anteprima nazionale del romanzo “LA FINE DELLA STORIA

Catania, giovedì 17 novembre 2016, ore 20.30, Teatro Sangiorgi

Luis Sepúlveda a “Paesaggi di mare” per l’anteprima nazionale del romanzo “La fine della storia” (Guanda). Il grande scrittore riceverà il Premio Sicilia a lui conferito dall’Assessore regionale Anthony Barbagallo

Il nuovo libro: Juan Belmonte, ex guerrigliero cileno che ha combattuto contro il regime di Pinochet, da anni ha deposto le armi e vive tranquillo in una casa sul mare, assistendo la sua compagna, che non si è mai ripresa dalle torture subite dopo il colpo di stato. Belmonte è un uomo stanco, disilluso, restio a scendere in campo. Ma il passato torna a bussare alla sua porta. Solo lui può impedire che bande di mercenari dell’Est europeo liberino dal carcere Misha Krasnov, ultimo discendente di una famiglia di cosacchi riparati in Cile dopo la Seconda guerra mondiale, ed ex ufficiale dell’esercito cileno al servizio di Pinochet. Belmonte infatti è un grande esperto di guerra sotterranea e, soprattutto, ha un ottimo motivo per volere che Krasnov sconti il giusto ergastolo: un motivo strettamente personale…

La vita di Luis Sepúlveda è avventurosa come i personaggi che ha creato. E come conferma il nuovo romanzo La fine della storia, un intreccio storico, fitto di incontri e vicende che allacciano realtà e fantasiaper prevenire alla denuncia di ogni dittatura e alla condanna della criminale pratica della tortura. Tra i maggiori e più amati scrittori del nostro tempo, attivista dal forte impegno civile e politico, Luis Sepúlveda presenterà il libro in anteprima nazionale italiana a conclusione della prima edizione di Paesaggi di mare, la rassegna che fonde letteratura e musica, teatro e itinerari turistici, promossa con grande successo dall’Assessorato regionale Turismo, Sport e Spettacolo per puntare i riflettori sul prestigio letterario, culturale e artistico della Sicilia.
L’appuntamento è per giovedì 17 novembre al Teatro Sangiorgi di Catania (ore 20.30). Per l’occasione Sepúlveda riceverà il Premio Sicilia, a lui conferito dall’Assessore al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana Anthony Barbagallo, che ha fortemente voluto “Paesaggi di mare”, progetto di punta di una innovativa azione di turismo culturale che intende incrementare la destagionalizzazione dei flussi turistici.

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