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Posts Tagged ‘guglielmo pispisa’

LA PAROLA AMORE UCCIDE di Jadel Andreetto e Guglielmo Pispisa (Nero Rizzoli)

La parola amore uccide (Nero Rizzoli) - Bookrepublic“La parola amore uccide” di Jadel Andreetto e Guglielmo Pispisa (Nero Rizzoli)

Intervista (con il coinvolgimento dei personaggi letterari del romanzo)

* * *

di Eliana Camaioni

In una Bolzano estiva, infuocata dalla canicola, un nuovo caso vede di nuovo assieme la coppia Karl Rottensteiner e Tanino Barcellona, protagonisti di “La parola amore uccide” (Rizzoli) il nuovo giallo della consolidata coppia Jadel Andreetto e Guglielmo Pispisa, che firmano assieme il secondo volume, dopo il successo di “Tutta quella brava gente” (Rizzoli 2020), pubblicato con lo pseudonimo Marco Felder. Un’esplosione in un centro d’accoglienza per immigrati, che ha ucciso una giovane donna, e un delitto che sembra avere un movente passionale, le cui evidenze sembrano inchiodare Angelica Guidi, primo dirigente della mobile ed ex fiamma di Karl: due omicidi apparentemente slegati fra loro, due strade che Tanino e Karl si troveranno a percorrere nuovamente da soli, mettendosi entrambi nei guai. Due protagonisti che lasciano la pagina e prendono vita nell’immaginario del lettore, tanto da far venire voglia di intervistarli direttamente, senza passare per i rispettivi autori.

Ed è quello che, con un gioco di fantasia e la complicità di Jadel e Guglielmo, abbiamo provato a fare.

– Buongiorno ragazzi, e benvenuti. Grazie per essere venuti. Approfittiamo dell’assenza dei vostri autori, e cominciamo con le domande difficili. Le loro pagine si alternano, entrambi vi raccontano, ciascuno a modo suo. Dite la verità: chi dei due vi porta in scena meglio? Quale mano preferite, quella ironica e dissacrante di Guglielmo o quella descrittiva e puntuale di Jadel? Leggi tutto…

INCONTRO CON GUGLIELMO PISPISA (“Voi non siete qui” e oltre)

INCONTRO CON GUGLIELMO PISPISA (“Voi non siete qui” e oltre)

Il sito dedicato a Voi non siete qui

di Eliana Camaioni

Mi dà appuntamento al suo studio, un venerdi pomeriggio.
Primo piano di un palazzo d’epoca, dal prospetto circolare come la piazza sulla quale sporge. Una segretaria mi viene incontro e mi accoglie in un ingresso piccolo; a sinistra e a destra due grandi stanze. Di fronte, una scala a chiocciola di legno che porta al piano superiore.
Lo riconosco immediatamente: “non è un grosso studio, sei avvocati in tutto, distribuiti su due piani, e due segretarie”. E’ lo studio di Walter Chiari, protagonista di “Voi non siete qui: l’ultimo nato in casa Pispisa, l’unico romanzo che Guglielmo ha provocatoriamente ispirato alla sua vita pur senza renderlo autobiografico. Motivo per cui anche Walter, come Pispisa, fa l’avvocato, in uno studio identico al suo, in questa Messina mediocre e sciatta, nella quale viviamo tutti e tre.
Guglielmo mi viene incontro e mi fa strada su per la scala fino alla sua stanza: e nuovamente la vista di una scrivania lucida e sgombra mi riporta alle pagine del libro: “niente gingilli da scrivania, foto di famiglia, disegni di figli incorniciati, niente vita privata, nessuna impronta di carattere. Ho sempre pensato che il luogo di lavoro non andasse contaminato con la dimensione personale”. Riconosco alla finestra anche “la tenda gialla a pacchetto, che rende la luce più pastosa e sopportabile, come in una vecchia polaroid”.
Ci accomodiamo, e “come se non bastasse piove. Gocce grasse e rosse di sabbia. Da due giorni lo scirocco sporca il cielo e ora la polvere viene giù col temporale”: neanche a farlo apposta, anche la pioggia che quella sera cade copiosa al di là dei vetri contribuisce ad accentuare la sensazione lisergica di trovarmi all’interno di quel romanzo, vero punto di partenza della mia intervista.
Avvolti dal calore climatizzato della stanza parleremo per quasi due ore, navigando a vista in quel non luogo surreale di cui abbiamo entrambi a vario titolo (lui di diritto, io acquisita) cittadinanza: il corpus dei suoi cinque romanzi.
Comincio la mia intervista partendo dalla fine. Mi sono data come obiettivo quello di rintracciare, nel suo ultimo lavoro (in libreria dallo scorso settembre, ed. Il Saggiatore) i fili sottili che lo legano – per simiglianza o per differenza- agli altri quattro romanzi che lo hanno preceduto, e delineare così una prima poetica di un autore giovane ma già significativo nel panorama della letteratura contemporanea.
Comincio dall’aspetto più eclatante che differenzia Voi non siete qui dai suoi fratelli maggiori: l’uso della lingua. Leggi tutto…

Naxoslegge: Per non morire di sicilitudine (22 settembre)

Naxoslegge: Per non morire di sicilitudine (22 settembre)

22 settembre | 18:15 – 19:45 – Lungomare Schisò, 1, Giardini Naxos, Messina

Incontro con Angelo Orlando Meloni, Rosario Palazzolo, Guglielmo Pispisa e Daniele Zito.

Coordina Massimo Maugeri.

sicilitudine

(Di seguito, approfondimenti sui nuovi romanzi dei quattro scrittori coinvolti)
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Nigro e Lanza Tomasi al Circolo Agatirso di Naso – 23.8.2012

salvatore-silvano-nigro“Lo studio e la pubblicazione dell’epistolario inedito di Tomasi di Lampedusa mi avevano fatto capire che era giunto il momento di rileggere con occhiali nuovi un romanzo che, nel frattempo, era diventato un classico internazionale della letteratura novecentesca”. Così l’autore Salvatore Silvano Nigro su Il Principe fulvo, il saggio sulla vita e le opere di Lampedusa edito da Sellerio nel 2012 che sarà al centro dell’incontro di giovedì 23 agosto (ore 18:30) del Circolo Agatirso di Naso (via Amendola 3, Naso).

Un saggio nel quale – aggiunge Gioacchino Lanza Tomasi, fine musicologo e intellettuale, figlio adottivo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa – i lettori troveranno “la deflagrazione di motivi straordinariamente allettanti ed arcani, su cui ha poggiato la nostra civiltà. Dovessero venir meno, le attività artistiche si ridurrebbero al solo  contingente, al pari di un concerto di Madonna. E del Gattopardo gli italiani hanno la stessa considerazione che hanno per un concerto di Vasco Rossi”.

Entrambi, Nigro e Lanza Tomasi, saranno ospiti dell’incontro del Circolo Agatirso, che sarà aperto dai saluti istituzionali del presidente Sebastiano Paterniti, già professore associato di Neurochirurgia all’Università di Messina, e inframmezzato dalla pagina critica affidata a Dario Tomasello, professore associato di Letteratura italiana contemporanea e responsabile del DAMS di Messina.
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