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Guillermo Cabrera Infante: intervista a Gordiano Lupi

di Massimo Maugeri

Minimum fax ha pubblicato di recente LA NINFA INCOSTANTE, romanzo dello scrittore cubano Guillermo Cabrera Infante (traduzione di Gordiano Lupi, postfazione di Mario Vargas Llosa, pagg. 267, euro 15). Si tratta di un romanzo postumo incentrato sulla figura del personaggio Estela Morris, la conturbante ninfa del titolo: una ragazza di sedici anni che il protagonista – alter ego dell’autore – incontra sulla calle 23 dell’Avana. Nasce una relazione che dura solo un’estate, ma rimarrà per sempre nel ricordo del protagonista. Un brano del libro è disponibile sul sito di minimum fax. Ne parliamo con il traduttore, Gordiano Lupi.

– Gordiano, chi è Guillermo Cabrera Infante? Come lo descriveresti ai potenziali lettori che non hanno ancora avuto modo di conoscere le sue opere?
Guillermo Cabrera Infante è uno scrittore talmente grande che non avrebbe bisogno di essere descritto né presentato, ma in questa Italia credo che ce ne sia bisogno, purtroppo. Cabrera Infante ha vinto il Premio Cervantes, su indicazione di Mario Vargas Llosa, ha scritto un capolavoro come Tre tristi tigri (Il saggiatore, si trova ancora) e un romanzo stupendo come L’Avana per un infante defunto (Rizzoli, ma fuori catalogo da anni). Il suo stile ricorda Borges e soprattutto Quineau, per i giochi di parole, i nonsense creativi, con quel fare letteratura stravolgendo nomi, persone e cose. Exorcismos de estilo – inedito, in Italia – credo sia il suo libro più bello, ma anche il più difficile da tradurre. Cabrera Infante era un critico di cinema (stupendi i suoi articoli su attori e registi, tutti inediti, a parte qualche mia traduzione su internet), uno sceneggiatore sopraffino (Wonderwall, Vanishing Point, The Lost City), un romanziere sublime. Ha lasciato un altro inedito importante: Cuerpos divinos, che ho letto in spagnolo. In Italia è stato poco promosso perché è un esiliato dal regime castrista.

– A tuo avviso, quali sono gli elementi caratterizzanti della sua poetica?
Far parlare me di Cabrera Infante è come invitare un pescatore a parlare di pesce. Ho scritto un libro (inedito) su di lui, dove narro la sua vita attraverso le sue opere, ma non troverò mai un editore disposto a crederci. A parte me stesso. “La letteratura di Guillermo Cabrera Infante è un gioco costante tra fiction e realtà, un gioco soggetto al ritmo inevitabile e spontaneo che impone la musica e l’amore della notte avanera”, scrive Rosa M. Pereda. Credo che in parte sia vero. La sua poetica è fatta di nostalgia di un esule per la sua terra, ma anche di amore per la terra che l’ha accolto. Invito a leggere Il libro delle città, edito da Il Saggiatore, dove descrive Bruxelles, Madrid e Londra in termini entusiastici, tre metropoli che l’hanno visto esule dopo la fuga dall’Avana. James Joyce, Raymond Queneau e Franz Kafka sono i suoi principali punti di riferimento.

– “La ninfa incostante” che ruolo occupa nella produzione letteraria di Cabrera Infante? Quali le similitudini e gli scostamenti rispetto agli altri libri? Leggi tutto…

LA NINFA INCOSTANTE di Guillermo Cabrera Infante

LA NINFA INCOSTANTE di Guillermo Cabrera Infante

minimum fax, 2012 – Traduzione di Gordiano Lupi – Postfazione di Mario Vargas Llosa
pagg. 267 – euro 15

Il cubano Guillermo Cabrera Infante (1929-2005) è autore di classici della letteratura latinoamericana come Tre tristi tigri eL’Avana per un infante defunto, entrambi di prossima pubblicazione per SUR, che riproporrà anche il suo altro romanzo postumo Corpi divini. Come sceneggiatore ha adattato il capolavoro di Malcolm Lowry, Sotto il vulcano.

Per i tipi di minimum fax è appena stato pubblicato il romanzo postumo di Cabrera Infante intitolato “La ninfa incostante” (traduz. di Gordiano Lupi):

Estela Morris, la conturbante ninfa del titolo di questa storia nostalgica e spassosa, solare e rocambolesca, ha appena sedici anni quando il protagonista – alter ego dell’autore – la incontra sulla calle 23 dell’Avana, e si lascia trascinare in una relazione che dura solo un’estate ma gli resterà nel ricordo per sempre. Il romanzo è lo scanzonato ritratto di questa ragazzina capricciosa e irresistibile e una divertita rivisitazione delle più classiche storie d’amore letterarie; ma anche un omaggio alla Cuba del passato, «isola incantata» che non ha mai smesso di ispirare la vena più profonda di Cabrera Infante. Fra slanci lirici, calembour e gag comiche, il romanzo postumo di un grande narratore da riscoprire.
Con un saggio di Mario Vargas Llosa.

Un brano del libro è disponibile sul sito di minimum fax
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