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Posts Tagged ‘Hacca edizioni’

SONNO BIANCO di Stefano Corbetta

SONNO BIANCO di Stefano Corbetta (Hacca edizioni): incontro con l’autore

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Stefano Corbetta, nato nel 1970, vive nei dintorni di Milano e collabora con alcuni dei maggiori blog letterari e scrive sul quotidiano “Il Cittadino” di Lodi. Musicista jazz, ha suonato in numerosi Festival in Italia e in Europa. Attualmente svolge la professione di Interior designer.

Ha pubblicato: “Le coccinelle non hanno paura” (Morellini).

Il suo nuovo romanzo si intitola “Sonno bianco” e lo ha pubblicato per Hacca edizioni.

Abbiamo incontrato l’autore e gli abbiamo chiesto di parlarci di questo suo nuovo libro…

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«Mi sono ritrovato a scrivere “Sonno bianco” senza sapere che stava nascendo un romanzo», ha raccontato Stefano Corbetta a Letteratitudine. «È mia abitudine scrivere ogni giorno, anche solo due cartelle; tendo a essere metodico, se si tratta di scrittura, e a volte è successo di ritrovarmi di fronte a qualcosa di interessante, o più propriamente, come in questo caso, di perturbante.
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MIMMO SAMMARTINO racconta IL PAESE DEI SEGRETI ADDII

MIMMO SAMMARTINO racconta il suo romanzo IL PAESE DEI SEGRETI ADDII (Hacca edizioni)

di Mimmo Sammartino

mimmo-sammartinoIn principio c’è una storia d’Appennino.
Un sacrificio rituale che si compie in un borgo qualunque. Un posto di malinconia, malato di disfacimento. Un paese del margine e della dimenticanza. Solo un luogo così è capace di riconoscere i prodigi.
È un angolo sperduto della terra, refrattario alla storia e alla geografia. Dove tutt’al più la storia, quando proprio è costretta a lasciarsi intravedere nella sua lontananza, arriva come un’eco fievole che però non risparmia i dolori.

In principio ci sono le ordinarie miserie e i sogni indomabili di una folla di anti-eroi che si guadagnano, con fatica, la dignità di essere nel mondo. Solitudini che qualche volta si prendono per mano in un surreale girotondo di sgomenti e meraviglie.

In principio c’è una terra di fuga.
Ci sono donne e uomini in precario equilibrio sul ciglio dell’abisso, in un estenuante andirivieni tra il posto delle origini e l’altrove. Tra amori e disamori, invidie, rivalità e tradimenti, fratelli che si negano e si ritrovano, padri e figli che si sono perduti. Tra la terra dei vivi e un oltremondo familiare. Domestico, come può esserlo per chi, tra i dimenticati della terra, gioca una partita a carte con la morte a ogni sorgere del giorno.
L’interrogativo che incombe su queste peregrinazioni resta sempre lo stesso: può esistere davvero una terra di ritorno? Nella storia o fuori della storia. Nel tempo della vita negata, o nel tempo sospeso (tempo fuori del tempo). Nel tempo che appartiene all’immaginario. Al mito. Al suo spazio sacro, necessario e impossibile. Il tempo del racconto, luogo nel quale anche la storia trova senso e compimento. Si conferma nei suoi simboli. Nei suoi significati.
Una domanda che resta aperta. Leggi tutto…