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Posts Tagged ‘Homo Scrivens’

L’ULTIMO SACERDOTE di Valeria Sara Papini (l’introduzione di Marco Malvaldi)

Pubblichiamo l’introduzione del romanzo “L’Ultimo Sacerdote” di Valeria Sara Papini (Homo Scrivens) firmata da Marco Malvaldi

Un thriller storico-familiare fra indagini e misteri legata alla vera storia di David Lazzaretti, il Messia dell’Amiata, e che segna l’esordio nell’editoria per la giovane avvocatessa pisana di origini abruzzesi Valeria Sara Papini

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“L’Ultimo Sacerdote” sarà presentato in anteprima nazionale venerdì 8 novembre alle 19 (Sala Rossa) al Pisa Book Festival. Assieme all’autrice, Valeria Sara Papini, saranno presenti lo scrittore Marco Malvaldi, l’editore Aldo Putignano (Homo Scrivens), l’onorevole Patrizia Paoletti Tangheroni (Presidente Fondazione Teatro Verdi di Pisa), la poetessa Entela Kasi (presidente Pen Albania).

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L’introduzione di Marco Malvaldi

Sui monti vicino a Pisa, accanto a un paese meraviglioso che si chiama Palaia, c’è un curioso tempietto. È il cosiddetto tempio della Minerva medica, fatto costruire nell’Ottocento presumibilmente da una loggia massonica che colà si riuniva. Leggi tutto…

BUMERANG

Pubblichiamo una recensione del romanzo BUMERANG di Aniello Troiano (edito da Homo Scrivens)

Di questo libro, Gianluca Morozzi ha scritto: “Il romanzo si legge d’un fiato, i personaggi escono fuori benissimo e i dialoghi sono perfetti. Mi dispiace quasi che sia corto, ne avrei letto un altro po’!

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di Ivo Tiberio Ginevra

Sono felice di aver letto Bumerang di Aniello Troiano. Un romanzo fresco, straordinario, sarcastico, divertente, piacevole e soprattutto pulp, ma andiamo con ordine.
Aniello Troiano esordisce nel mondo letterario con il breve romanzo Bumerang edito dalla casa editrice napoletana Homo Scrivens.
Aniello è un picciottazzo che vive nel cuore della Campania, tra le province di Benevento e Avellino. È malato di cinema pulp/noir/thriller e credo pure che sia schiffarato, cioè: ha tempo da perdere. Per lui Quentin Tarantino è una specie di Dio e se scrive, è per colpa sua, del Tarantino insomma, a detta dello stesso scrittore in cerca di alibi o di scuse, ma non ne ha proprio bisogno, anzi!
Ecco in Bumerang, c’è un bel po’ di Aniello, infatti i protagonisti sono tutti schiffarati picciottazzi campani e uno di questi è malato di cinema proprio come lui. In particolare ama Tony Montana, Scarface per intenderci, e gli fa il verso chiamandosi Peppe Montana. Come a lui piacciono le donne, il crimine, i soldi. Il potere: “Prima devi fare la grana e poi viene il potere e dopo il potere vengono le donne, per questo dobbiamo muoverci” (cit. Scarface). Peppe Montana dopo aver messo a fuoco le parole del suo idolo cerca di fare tutto questo, ma è uno sgarrupato, che vive in un contesto ancora più sgarrupato e che logicamente ha amici (Tonino e Sergiolino), sgarrupati come lui. Pertanto da piccolo spacciatore di droga s’improvvisa criminale incallito, ma prima di “prendersi il mondo con tutto quello che c’è dentro” (cit. Scarface) bisogna avere le palle, perché per fare il criminale di serie “A” devi avere le palle. “Tony Montana in tutta la sua vita ha solo due cose: le palle e la parola, e le ha sempre onorate” (cit. Scarface). Ecco a Peppe Montana purtroppo mancano proprio quelle lì, anche se sul finale del romanzo cerca di riscattarsi strizzando l’occhio proprio al suo idolo. Leggi tutto…