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LE STELLE CADRANNO TUTTE INSIEME di Iacopo Barison: incontro con l’autore

LE STELLE CADRANNO TUTTE INSIEME di Iacopo Barison (Fandango)

Iacopo Barison (Fossano, 1988); ha pubblicato un primo romanzo all’età di vent’anni, tratto dal suo blog. Suoi racconti e articoli sono apparsi su numerosi siti e riviste. A maggio 2014, per Tunué, è uscito il romanzo, Stalin + Bianca, nella collana di narrativa diretta da Vanni Santoni. Di recente, per i tipi di Fandango, è stato pubblicato il suo nuovo romanzo intitolato: Le stelle cadranno tutte insieme.

Abbiamo incontrato l’autore e gli abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa su questo nuovo libro….

«Quando ho iniziato a scrivere Le stelle cadranno tutte insieme», ci ha spiegato Iacopo Barison, «volevo raccontare nel modo più onesto possibile che cosa significa avere fra i 20 e i 30 anni oggi, in un mondo così diverso e schizofrenico rispetto a quello dei miei genitori.
È stato, per me, un tentativo di guardarmi indietro e fare un bilancio dell’ultima decade della mia vita, trasfigurandola con la lente della finzione. Specifico che non si tratta di un romanzo autobiografico. Attraverso la storia di tre ragazzi disposti a tutto pur di diventare famosi nel mondo del cinema, forse ho raccontato anche cosa significa diventare adulti, doversi prendere delle responsabilità e magari fallire. I protagonisti si sentono completamente privati di un futuro a lungo a termine, quindi finiscono per concentrarsi su quello a breve, esclusivamente su se stessi, sul minuto successivo delle loro vite. Non è un caso che il romanzo cominci con una domanda: “E poi?”»

Di seguito, un estratto del romanzo…

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STALIN + BIANCA, di Iacopo Barison (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo STALIN + BIANCA, di Iacopo Barison (Tunué)

Il libro
Stalin è un ragazzino di periferia, sta per compiere diciotto anni. Ha capelli corti, baffi enormi che gli sono valsi il soprannome e gravi problemi nella gestione della rabbia. Il suo quartiere è “un’intera palette di grigio”, dove ogni cosa sembra ripetersi all’infinito, e lui trascorre le giornate con Jean, un vecchio depresso che lo sfrutta subdolamente, oppure con Bianca, una ragazza cieca verso cui nutre un amore platonico. Quando, in seguito a un litigio, Stalin malmena il suo patrigno, le circostanze lo spingono a scappare di casa, portando Bianca con sé: i due attraverseranno una nazione sull’orlo del baratro, costruita sulle macerie dell’immaginario contemporaneo, in un viaggio che sarà la loro occasione per diventare adulti.

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Un estratto del romanzo STALIN + BIANCA, di Iacopo Barison (Tunué)

Mi piacciono i campi lunghi, perché riportano la figura umana alle sue dimensioni reali, e qualunque pretesa di grandezza o superiorità fisica passa in secondo piano, annichilita dal paesaggio. Lo sfondo resta lo sfondo, quantificabile secondo diverse unità di misura, e la figura di carne e ossa e sangue diventa poco più di un puntino e ogni sua azione sembra inutile e pretenziosa – come puoi misurarti con l’infinito?
I palazzi si ergono altissimi, senza limiti, e le antenne cigolano scosse dal vento e diffondono il verbo dei satelliti e dei segnali radio. Cammino, fa freddo, la neve scende in silenzio e l’opossum ha bisogno di luce. Il quartiere è vittima della sua miseria: lampioni spenti e siringhe usate e un’intera palette di grigio. Il tempo ha smantellato i negozi e le banche e i centri massaggi degli orientali. Tutti, ormai, se ne sono andati. Qualcuno, volendo ironizzare, ha scritto torno subito sull’acciaio di una serranda, ma nessuno è mai ritornato. Una volante della polizia viaggia a 15 km/h. Le strade sono ghiacciate, e il campo lungo ingloba tutte le manifestazioni di vita. Abbraccia i litigi e le crisi di astinenza e i due ragazzini che si baciano nella penombra, protetti dalle mura di un vicolo. Si nascondono, hanno paura che io li giudichi. Leggi tutto…