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IL GENERALE di Lorenzo Tondo (recensione)

IL GENERALE di Lorenzo Tondo (La nave di Teseo)

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di Gianni Bonina

Sciascia vedeva la giustizia come un “ingranaggio”: cadendoci si finisce dentro meccanismi di difficile regolazione. Un caso kafkiano, pressoché ignorato dalla stampa italiana, si sta avendo alla Corte d’assise di Palermo dove dall’anno scorso viene celebrato il processo a un eritreo ritenuto il re della tratta degli esseri umani nel Mediterraneo, arrestato il 24 maggio 2016 a Khartoum, capitale del Sudan. Si tratta di Medhanie Yehdego Mered, chiamato “il Generale”. A lui viene anche imputata la morte di 368 eritrei naufragati in acque italiane il 3 ottobre 2013 e di altre centinaia di migranti fatti imbarcare su barche destinate a colare a picco.
Ma dopo l’arresto “Il Guardian” di Londra diede notizia che la persona arrestata non era lo smuggler al quale le polizie europee stavano dando la caccia, trattandosi di un pastore eritreo identificato in Medhanie Tesfamariam Berhe, fuggito in Sudan per sottrarsi al servizio militare e non rischiare di morire nella guerra contro l’Etiopia. A dare la notizia uscita sul quotidiano inglese fu un giornalista palermitano, Lorenzo Tondo, lo stesso che per primo aveva reso noto sullo stesso giornale l’arresto del famigerato Mered, grazie ai rapporti pressoché di amicizia con il sostituto procuratore Calogero Ferrara, che dopo l’ecatombe di vite umane di tre anni prima, rispondendo anche a un impulso del governo, aveva dato vita a un pool di polizie europee da concentrare nella caccia al signore miliardario che controllava l’esodo dall’Africa in Europa, applicando nelle indagini gli stessi metodi da lui stesso adottati nella lotta alla mafia: intercettazioni telefoniche, ricerca di soffiate, adozione di un profilo del racket mutuato da quello verticistico di Cosa nostra. L’arresto di Mered fu annunciato con molta enfasi dalla magistratura italiana più celebrata e ammirata d’Italia, quella dove avevano militato Borsellino e Falcone, per modo che la scoperta che l’arrestato non era Mered avrebbe significato una solenne sconfessione. Leggi tutto…