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IL MALE DEGLI ARDENTI, di Andrea Ballarini (un brano del libro)

In esclusiva per Letteratitudine, pubblichiamo un brano tratto dal romanzo “Il male degli ardenti” di Andrea Ballarini
Del Vecchio editore, 2012 – pagg. 456 – euro 16

A. D. 1697. Giacomo Crivelli, quarantenne commediante del Théâtre Italien a Parigi, si ritrova improvvisamente senza lavoro quando un decreto del re ordina la sospensione degli spettacoli della compagnia. Decide dunque di scrivere la sua autobiografia e si allontana dalla capitale francese in cerca di luoghi che gli diano ispirazione. I suoi vagabondaggi lo portano al monastero di Saint-Honorat, dove il suo amico Aristotele Cereri lo raggiungerà per offrirgli un incarico di capocomico a Venezia. Durante il viaggio ai due si unisce Diana, una cantante italiana costretta ad abbandonare il paese in seguito a misteriosi e spiacevoli avvenimenti, che intreccia con Giacomo una turbolenta e romantica storia d’amore. Ma giunti a Venezia Giacomo e Aristotele trovano la città in ginocchio a causa di un’epidemia di fuoco di Sant’Antonio e di una serie di delitti irrisolti che vedono implicati nobiltà e donne di teatro. Giacomo, a suo agio nell’ambiente teatrale, verrà coinvolto nelle indagini, che illumineranno le mille sfaccettature della società veneziana.

* * *

Da “Il male degli ardenti” di Andrea Ballarini (un brano del libro)

SCENA IV

un’accoglienza fraterna, anzi fratesca –
in cui vengo accolto nella comunità di saint–honorat

Il fratello hotêlier Jean–Jacques se fu stupito di vedermi non lo diede a vedere.
Allargò le braccia e m’abbracciò a lungo. Mi festeggiò con tutto l’entusiasmo consentito dal suo abito religioso, poi mi pregò di sedermi sulla panca di legno che con un grande tavolo, uno scaffale ingombro di carte, due lampade a olio e una sedia componeva tutto l’arredamento del suo ufficio: uno stile francescano, nonostante il monastero fosse benedettino.
Dopo il doveroso scambio di convenevoli tra due persone che non si vedevano da molti anni venimmo a parlare delle ragioni della mia inattesa apparizione a Saint–Honorat.
– Sai com’è: dopo tanti anni sul palcoscenico, in giro per l’Europa, tra una corte e una piazza, in mezzo a tutta quella confusione, sempre intento a impersonare qualcun altro, finisce che uno non sa più chi sia veramente e allora viene il momento di fermarsi e di ritrovare se stessi. Leggi tutto…