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Posts Tagged ‘Il Mulino’

I VINCITORI DEL PREMIO VIAREGGIO RÈPACI 2018

 

 

 

 

Sono Fabio Genovesi con Il mare dove non si tocca, Mondadori e Giuseppe Lupo con Gli anni del nostro incanto, Marsilio, i vincitori ex aequo della sezione Narrativa della 89esima edizione del Premio Viareggio Rèpaci.

Giuseppe Lupo e Fabio Genovesi...

Roberta Dapunt ha vinto con Sincope, Einaudi, la sezione Poesia e Guido Melis, con La macchina imperfetta. Immagine e realtà dello stato fascista, Il Mulino la sezione Saggistica.

I vincitori sono stati annunciati, in una gremitissima piazza Mazzini, dal conduttore della serata Tiberio Timperi, insieme al Sindaco del Comune di Viareggio Giorgio Del Ghingaro e a tantissimi ospiti, tra autorità e normali cittadini, chiamati a rappresentare Viareggio in questa occasione speciale.

La giuria, presieduta da Simona Costa dopo un’accesissima discussione, ha selezionato le opere vincitrici (descritte nelle seguenti schede). Leggi tutto…

LA SCHIAVITÙ DEL CAPITALE di Luciano Canfora (un estratto)

Pubblichiamo il prologo del volume LA SCHIAVITÙ DEL CAPITALE di Luciano Canfora (Il Mulino)

Segnaliamo l’incontro-dibattito con Luciano Canfora, incentrato su “La schiavitù del capitale”, che si svolgerà a Catania, venerdì 30 giugno 2017 – ore 17:30 – presso il Dipartimento Scienze della Formazione – Palazzo Ingrassia – Aula 2 (primo piano) – (via Biblioteca n°4 – Catania). Partecipano: Antonio Pioletti, Carla Pecis, Francesco Coniglione. L’incontro è promosso dall’Osservatorio Euromediterraneo

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Luciano Canfora – La schiavitù del capitale (il Mulino)

 

Prologo

«Viva chi sa tener l’orecchie tese»

 

Ci sono vari modi di capire il cambiamento, ma forse si possono ridurre sostanzialmente a due:  quello stigmatizzato sarcasticamente da Giuseppe Giusti nel Brindisi di Girella («Viva chi sa tener l’orecchie tese»: v. 162) e quello di chi – tenendo aperti anche gli occhi – non perde mai di vista la posta in gioco. Essa è, a mio avviso, la seguente: per ora, chi sfrutta ha vinto la partita contro chi è sfruttato; dunque si tratta di trovare nuove e più efficaci e più convincenti forme di contrasto dell’ineguaglianza e di lotta per una effettiva libertà. Forme che consentano di capovolgere, nella successiva, inevitabile, manche, la temporanea “sentenza della storia”. Nella convinzione, condivisa da ogni essere pensante, che nella storia non esistono sentenze definitive. Immaginare che la storia si stia avviando a conclusione – e che noi siamo i fortunati spettatori di tale mirabile evento – è errore comune sia ai rivoluzionari che ai reazionari. Per parte loro, banali come sempre, i liberali, più o meno “puri”, addirittura pensano che il cambiamento come tale non esista nemmeno e che l’ordine sociale esistente sia l’unico possibile. Leggi tutto…