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SALVATORE SILVANO NIGRO VINCE IL PREMIO MONDELLO ALLA CRITICA LETTERARIA

di Massimo Maugeri

Sono stato molto felice nell’apprendere la notizia che Salvatore Silvano Nigro, con “Il Principe fulvo(Sellerio), è il vincitore del Premio alla Critica letteraria nell’ambito dell’edizione 2012 del prestigioso Premio Letterario Internazionale Mondello.

Peraltro ho avuto l’onore di coordinare l’incontro, al Maggio dei libri 2012 a Catania, dedicato proprio a questo nuovo libro di Silvano Nigro. Un saggio incentrato sulla vita e sulle opere di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Un saggio che – come hanno scritto in tanti (dato che di questo libro si sono occupate tutte le pagine culturali dei magazine e dei quotidiani nazionali) – si legge come un racconto e, contestualmente, getta una nuova luce interpretativa su “Il Gattopardo” e sulla stessa figura di Tomasi di Lampedusa.

Una piccola premessa: “Il Gattopardo” è un’opera conosciutissima che ha avuto una storia editoriale piuttosto complessa. Il romanzo fu inizialmente rifiutato dalla Einaudi (e, in particolare, da Vittorini che dirigeva la collana I Gettoni) e dalla Mondadori. Fu poi pubblicato, dopo la sopravvenuta morte dell’autore, da Feltrinelli (per intervento di Giorgio Bassani). L’anno successivo (siamo nel 1959) vinse il Premio Strega. Insomma, un vero e proprio caso letterario che contribuì a fare di questo romanzo un bestseller internazionale. Pochi anni dopo, Visconti lo traspose in un film di successo, tradendo in parte il romanzo (come spesso avviene quando un libro viene tradotto in film), forse oscurandolo, ma contribuendo a renderlo ancora più celebre… mentre, nel frattempo, la critica continuava a dividersi tra estimatori e detrattori.

salvatore-silvano-nigroEbbene, di tutto questo Salvatore Silvano Nigro, nel suo libro, non ne parla. E giustamente, direi. Si occupa di altro, l’autore de “Il Principe fulvo”… riempendo gli spazi vuoti esistenti intorno alla vita e alle opere di Tomasi di Lampedusa (di cui, per la verità, non è che si sapesse moltissimo prima della pubblicazione di questo saggio). E lo fa – Silvano Nigro – con il piglio dello studioso, ma anche con l’intuito e la visionarietà dell’artista.

Si tratta di un lavoro svolto in una prospettiva davvero inedita, innovativa (anche rispetto al “Gattopardo”), capace di offrire una nuova chiave interpretativa sulla celebre opera di Lampedusa e di liberarci da alcuni luoghi comuni o dal peso di frasi/simbolo estrapolate dal libro e poi diventate citazioni celebri (“se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”). Frasi che, decontestualizzate, non restituiscono in maniera corretta il senso vero del romanzo.

Ma il lavoro di interpretazione e di “racconto” di Silvano Nigro, non si ferma al “Gattopardo”. Va oltre. Abbraccia la vita stessa di Lampedusa.

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