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PARIGI OCCUPATA di Jean-Paul Sartre (un estratto)

“Parigi occupata” di Jean-Paul Sartre (Il Nuovo Melangolo): un estratto del libro

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Gli otto testi, tutti inediti in Italia, che vengono proposti in questo volume (e in questa forma per la prima volta a livello mondiale con l’autorizzazione di Gallimard), raccolgono gli interventi più significativi scritti da Sartre durante la guerra e subito dopo la liberazione.
Si tratta di testi pubblicati su riviste clandestine come “Combat” e “Lettres françaises” e poi confluiti in Situations di Gallimard.
L’operazione è interessante perché questa preziosa selezione di testi raccolti in un solo volume porta fuori dall’ombra e dalla nicchia brani importanti di Sartre.
Pubblichiamo, di seguito, per gentile concessione dell’editore, il brano intitolato “La Repubblica del Silenzio”.

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Brano tratto dal volume “Parigi occupata” di Jean-Paul Sartre (Il Nuovo Melangolo)

La Repubblica del Silenzio[1]

Non siamo mai stati così liberi come sotto l’occupazione tedesca. Avevamo perduto ogni diritto e prima di tutto quello di parlare; ci insultavano apertamente, ogni giorno, e dovevamo tacere; ci deportavano in massa, come lavoratori, come ebrei, come prigionieri politici; ovunque – sui muri, sui giornali, sugli schermi – ritrovavamo l’immagine immonda e insulsa che i nostri oppressori volevano darci di noi stessi: ma proprio per questo eravamo liberi. Il veleno nazista si insinuava nel profondo dei nostri pensieri e quindi ogni pensiero giusto era una conquista; una polizia onnipotente cercava di costringerci al silenzio e quindi ogni parola diventava preziosa come una dichiarazione di principio; eravamo braccati e quindi in ogni nostro gesto gravava il peso dell’impegno. Leggi tutto…