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BUCHI NERI E SALTI TEMPORALI di Kip Stephen Thorne (un estratto)

Pubblichiamo l’epilogo del volume “BUCHI NERI E SALTI TEMPORALI. L’eredità di Einstein” di Kip Stephen Thorne, Premio Nobel per la Fisica 2017 (Castelvecchi – Prefazione di Stephen Hawking – In uscita, la nuova edizione – Collana: Specchi – Pp. 671 – Euro 19.50)

EPILOGO

È passato ormai quasi un secolo intero da quando Einstein distrusse il concetto assoluto di spazio e di tempo di Newton e iniziò a gettare le fondamenta della sua eredità. Nel secolo che è trascorso tale eredità è aumentata fino a comprendere, tra molte altre cose, la deformazione dello spaziotempo e un insieme di oggetti esotici fatti unicamente e interamente di quella deformazione: buchi neri, onde gravitazionali, singolarità (rivestite e nude), cunicoli temporali e macchine del tempo.

In un’epoca o nell’altra i fisici hanno considerato assurdi ognuno di tali oggetti.

  • In questo libro abbiamo visto lo scetticismo di Eddington, di Wheeler e dello stesso Einstein riguardo ai buchi neri; Eddington e Einstein morirono prima che fosse stato dimostrato in modo convincente che si sbagliavano, ma Wheeler si convertì e divenne un sostenitore dei buchi neri.
  • Durante gli anni Quaranta e Cinquanta molti fisici, basandosi su interpretazioni erronee della matematica della relatività generale che stavano studiando, erano profondamente scettici riguardo alle onde gravitazionali (increspature della curvatura), ma questa è materia per un altro libro, e quello scetticismo si è dileguato da molto tempo.
  • Scoprire che le singolarità sono una conseguenza inevitabile delle leggi della relatività generale di Einstein è stato uno shock orribile per la maggior parte dei fisici, e per molti lo è ancora. Alcuni di essi trovano conforto nella fede nella congettura della censura cosmica di Penrose (secondo cui tutte le singolarità sono rivestite; le singolarità nude sono proibite). Ma che l’ipotesi della censura cosmica sia corretta o meno, la maggior parte dei fisici si è ormai adattata alle singolarità e come Wheeler si aspetta che le poco conosciute leggi della gravità quantistica le tengano a bada, che le regolino e le controllino nello stesso modo in cui le leggi della gravità di Newton o di Einstein governano i pianeti e controllano le loro orbite attorno al Sole.
  • I cunicoli temporali e le macchine del tempo oggi sono considerati un’assurdità dalla maggior parte dei fisici anche se le leggi della relatività generale di Einstein ne consentono l’esistenza. Gli scettici possono tuttavia trovare conforto nella nostra recente scoperta che l’esistenza dei cunicoli temporali e delle macchine del tempo non è regolata dalle leggi piuttosto permissive di Einstein, ma da quelle più restrittive della teoria quantistica dei campi nello spaziotempo curvo e della gravità quantistica. Quando le conosceremo meglio, forse quelle leggi ci diranno inequivocabilmente che le leggi fisiche proteggono sempre l’Universo dai cunicoli temporali e dalle macchine del tempo, o almeno da queste ultime. Forse.

Cosa possiamo aspettarci dal prossimo secolo, il secondo dell’eredità di Einstein? Leggi tutto…

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