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FLAVIO SANTI racconta LA PRIMAVERA TARDA AD ARRIVARE

FLAVIO SANTI racconta il suo romanzo LA PRIMAVERA TARDA AD ARRIVARE (Mondadori)

Flavio Santi

di Flavio Santi

Da estimatore di grappe, posso dire che La primavera tarda ad arrivare è in realtà un distillato. Sì, un distillato della raccolta di poesie in friulano Rimis te sachete (Poesie in tasca), uscita per Marsilio nel 2001. Lì c’era già tutto: la campagna, l’osteria, i microfatti di paese, la Storia, la morte. Ma visto che sono un diesel, ci ho messo i miei annetti a capirlo. Oh, nel frattempo ho fatto e soprattutto scritto molto altro, di vampiri, precari, supereroi, cloni, moto Guzzi; ho avuto l’onore di tradurre Balzac, Fitzgerald, Melville. Ma intanto, sotto cute, o meglio fra le pieghe del mio cervello e del mio cuore, fermentava il distillato… Finché, uscendo da un folle progetto che mi aveva ossessionato per anni (dal quale ho capito che i thriller io non li so scrivere, ma probabilmente nessun italiano li sa scrivere, davvero, se non scimmiottando gli americani), rinunciando a un lauto contratto con un grande editore, mi sono messo a scrivere, senza rete e senza garanzie, così perché era urgente, quello che sarebbe diventato La primavera tarda ad arrivare. Era un limpido settembre del 2013. Sono stati mesi bellissimi. Non mi sono mai divertito tanto – l’“allegro entusiasmo” nel fare arte di cui parla Robert Walser, ecco l’ho provato. E commosso. Riso e pianto si alternavano sul mio viso. Chi era al mi fianco doveva pensare che fossi impazzito.

Volevo raccontare il Friuli, la mia terra. E attraverso il Friuli, l’Italia. E il mondo. Quale forma scegliere? Il giallo è la moderna epica, e l’ispettore è il suo eroe. Il giallo, dice Umberto Eco, nasce da una profonda esigenza conoscitiva, tipica dell’uomo: vogliamo capire il perché delle cose. Il giallo poi è un’immensa distilleria di scrittura: c’è la costruzione della storia, la suspense; ci sono i personaggi e l’ambientazione, che devono essere interessanti; c’è la psicologia – perché il tale si è comportato così? Perché quell’altro ha ucciso? Perché tizio mente?

Si poneva il problema Montalbano. Che fare? Leggi tutto…