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LA SICILIA È UN’ISOLA PER MODO DI DIRE di Mario Fillioley (recensione)

LA SICILIA È UN’ISOLA PER MODO DI DIRE di Mario Fillioley (Minimum Fax)

Siracusa come metafora. Il racconto della Sicilia di Mario Fillioley

di Daniela Sessa

Alla Sicilia e sulla Sicilia hanno detto di tutto. Senza citare i viaggiatori alla Goethe perché – direbbe Andrea Camilleri – i cabbasisi si sono rotti, basta il riferimento alla coppia buttanissima e bellissima o a tutta la letteratura siciliana contemporanea (da Pirandello ai tre grandi della famosa fotografia Sciascia, Consolo e Bufalino fino a Gaetano Savatteri) per cogliere della Sicilia tutte le sfumature di senso e non senso, tutte le stramberie e la poesia, tutta la tragicommedia. La Sicilia è anche quella di Colapesce e dei pupi, di PIF e di Ficarra e Picone ed è tutto un meraviglioso trallallero. Idillio? Lirismo? Sufficienza gattopardesca? Sicilitudine o redimibilità? Si sta ancora a discutere e magari bene ne venga. Tanto è cosa risaputa che ai siciliani piace lambiccarsi il cervello con argomenti capziosi e aporie: Leonardo Sciascia si divertiva, e tanto, a smascherare il barocchismo dei siciliani spacciato per illuminismo. Ma autoreggenti e décolleté col tacco a spillo alla Sicilia mancavano. Ce li ha messi Mario Fillioley in “La Sicilia è un’isola per modo di dire” (ed. Minimum fax) e d’improvviso la bella Trinacria, quella della bandiera siciliana e delle ceramiche di Caltagirone, si è annacata (traduzione: ha camminato lenta e ondeggiante) verso Siracusa e qui, non si capisce se in tutta coscienza o se vittima di un tranello dello scrittore, ha fatto la fine di Narciso, abbracciata alla sua stessa immagine.  Siracusa è una città bella, ha una luce rosa e gialla, una luce tutta sua che saetta la pietra degli edifici e delle piazze prima di tuffarsi a mare. Siracusa ha una storia che fa tremare d’orgoglio i siracusani e una voce antica che, se smetti un attimo di sentire il tuo respiro, arriva a eco dalla cavea del Teatro e dalle Latomie. A Siracusa cammini sopra la Storia e la Bellezza. Va da sé che la Sicilia che si specchia a Siracusa se bella non è, sarà bellissima come si augurava Paolo Borsellino, uno dei figli migliori di Sicilia. A Mario Fillioley, però, che la Sicilia sia un’attraente chimera pare idea da rovesciare. Leggi tutto…