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STRANE COPPIE 2020

STRANE COPPIE 2020: Letteratura Arte e Cinema

Strane Coppie 2020

Shadows – L’ombra e la penna

12ª edizione: febraio – maggio 2020

Napoli-Roma-Milano


Dal 6 febbraio al  28 maggio, cinque tappe in tre città per Strane Coppie la rassegna culturale ideata e condotta dalla scrittrice Antonella Cilento, in questa dodicesima edizione intitolata Shadows – L’ombra e la penna. A Napoli, Roma e Milano per conoscere le ombre e i demoni della Storia e della letteratura attraverso capolavori del passato raccontati da scrittori contemporanei.

Il primo incontro si svolgerà giovedì 6 febbraio 2020 h.18.30 a Napoli: Robert Louis Stevenson e Jorge Luis Borges – con Sergio Garufi e Giuseppe Montesano


 

In questo video Antonella Cilento, scrittrice e direttrice di Lalineascritta, presenta la dodicesima edizione della Manifestazione Strane Coppie, quest’anno per la prima volta tradotta dal vivo in LIS- Lingua dei Segni Italiana.


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LALINEASCRITTA di Antonella Cilento compie 25 anni

25 anni di… LALINEASCRITTA

Lalineascritta, storica e prestigiosa scuola di scrittura creativa (una delle più antiche in Italia), fondata e diretta dalla scrittrice napoletana Antonella Cilento, compie 25 anni. L’evento sarà festeggiato mercoledì 20 settembre, dalle ore 18, nella sala del cinema Hart di Napoli, in via Crispi, 33. Desidero contribuire ai festeggiamenti pubblicando – di seguito – le risposte (fornite dalla stessa Antonella Cilento) alle domande “perché leggere” e “perché scrivere” tratte dall’intervista contenuta nel volume “Letteratitudine 3: letture, scritture e metanarrazioni” (LiberAria).

Complimenti di cuore, cara Antonella!
Massimo Maugeri

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Perché leggere? Perché scrivere? – Risponde Antonella Cilento

Antonella Cilento

Antonella Cilento: Perché leggere?
Puoi domandare a un drogato perché si droga? Diciamo la verità, è una dipendenza, anche piuttosto grave di solito. Nel senso che quando ci si ammala non si guarisce più e si passa il tempo a comprare più libri di quanti se ne possono leggere, li si accumula, ci si immerge, ci si perde per giorni e a volte settimane in uno solo perché di colpo sono lì tutte le tue domande, tutte le risposte che mai vorrai avere. E da quando ci sono le librerie on line per i dipendenti gravi come me è peggio: non devo nemmeno uscire di casa, non devo avere nemmeno il portafogli con me… Una catastrofe.
Si legge perché a un certo punto, da bambini, si è rimasti troppo tempo soli. Una parete di libri, uno scaffaletto, un mucchio di fumetti, ingombranti romanzi che si capiranno veramente solo decenni dopo e tu: o scappi o ti sposi con la lettura. E il matrimonio con la lettura, diciamo un’altra verità, è uno dei pochi destinato davvero a durare per sempre.  Quando sei circondato da idioti, arroganti, arrembanti e incapaci, apri un libro e di colpo sei immerso in un’altra intelligenza, in una lucida visione, non importa quanto disperata ma di sicuro emozionante e intelligente.
Dunque, le risposte di sempre: si legge per moltiplicarsi, vivere più vite di quelle che abbiamo in dote, ma anche per conoscersi, essere quell’unico e solo esperimento di natura che non ha riscontri in altri, sebbene tutti molto somiglianti.
Per me ogni altro tipo di lettura, distraente, rinfrescante, divertente è comunque la benvenuta – sono drogata –  ma certo, quanta gratitudine a quei libri che sono capaci di tagliare come un’accetta il ghiaccio delle nostre vite, per dirla con Kafka…

Antonella Cilento: Perché scrivere?
Altra dipendenza, malattia grave e sicuramente più nociva della lettura perché investe i poveri lettori, interni e ignoti, mentre con la lettura ci si limita a riempire le case e assottigliare il patrimonio. Si scrive per tante diverse ragioni: perché non si è parlato abbastanza, perché nessuno ci ha ascoltato quando avevamo qualcosa di importante da dire ma eravamo troppo bassi per essere presi in considerazione, per far durare la vita oltre la morte, per vivere immense, sfrenate avventure, per darsi una seconda, una terza e anche una quarta possibilità, per scaricare l’energia in eccesso che nemmeno una maratona ci consumerebbe, per farsi compagnia, per fare compagnia, per incarnarsi come una divinità e morire più volte, fare le prove della scomparsa, per esorcizzare il dolore e la fine (e tutte le fini possibili). Il piacere e il dolore sono una parte integrante della scrittura come della vita. Si scrive anche per avere una disciplina, per espandersi, per evitare i doveri che altri decidono per te, per ingannare gli angeli e per propiziarseli…
Di sicuro, c’è bisogno di una vera vocazione: si è chiamati alla scrittura e si rinuncia a tutto per essa, fino a che si dice di farlo è solo vanità, quando lo si fa davvero il prezzo è altissimo ed è vietato lamentarsene.

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LALINEASCRITTA compie 25 anni: l’evento

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STRANE COPPIE – febbraio/maggio 2013