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L’AMORE È UNA FAVOLA di Annarita Briganti (intervista all’autrice)

Intervista a ANNARITA BRIGANTI sul romanzo L’AMORE È UNA FAVOLA (Cairo editore)

di Eliana Camaioni

L’amore vero, l’uomo dei sogni, le amiche del cuore, e quel sentimento estatico di chi è innamorata- finalmente- della persona giusta: è un sogno o una possibile realtà? Ce lo racconta Annarita Briganti nel suo “L’amore è una favola” (Cairo), sequel di “Non chiedermi come sono nata” (Cairo 2014), romanzo d’esordio della freelance napoletana. Dopo il calvario della procreazione assistita, topic del primo romanzo, adesso Gioia –la protagonista- ha finalmente ripreso in mano le redini della sua vita: “sono stufa di compagni occasionali, di amanti passeggeri; sogno un fidanzato che mi protegga, che mi salvi dagli altri”. E Guido Giacometti, artista fascinoso, qualche pagina dopo, arriva nella vita di Gioia come un principe azzurro a cavallo: “Cosa vuoi che sia per te? Posso essere tutto” le dice, davanti ad un cappuccino, al loro primo incontro di lavoro.
Strutturato come un diario, versi di canzoni che chiudono ogni capitolo, L’amore è una favola seguirà senza filtri la storia di Gioia&Guido, con gli occhi e il cuore della protagonista, dentro e fuori quell’alone incantato dell’innamoramento, della vita che improvvisamente sembra colorarsi di rosa. Ma L’amore è una favola non è solo questo: è soprattutto un focus impietoso sulla condizione di Gioia, giornalista freelance. “Noi freelance, i precari di lusso del giornalismo e dell’editoria, siamo pagati sempre meno, ai limiti della dignità umana e della sussistenza. Nonostante migliaia di articoli importanti, gli scoop e un libro, ho sempre il conto in rosso. Con la Cultura non si mangia e gli effetti sul nostro paese e sulla nostra vita privata si vedono. Da intellettuali precari a precari sentimentali è un attimo”. Quello della condizione dei giornalisti è un tema molto caro alla Briganti, tanto da divenire il vero trait d’union col primo romanzo; e la presenza corrosiva di uno stalker che perseguita Gioia con telefonate, messaggi e pacchi dono indesiderati chiuderà il retroscena ruvido che fa da contraltare alla storia d’amore, calandola in un bagno di realtà che rende ogni pagina viva e pulsante.

-“Ormai sono cotta, andata, innamorata persa come una sedicenne. Ho bruciato la moka (…) ho saltato la fermata della metro. Ho buttato l’abbonamento che non era scaduto. Mi sono fatta trovare al numero civico sbagliato…”: l’amore travolge Gioia, come nelle migliori favole? Leggi tutto…