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LE LUNGHE NOTTI di Domenico Trischitta (recensione)

le-lunghe-notti-domenico-trischittaLE LUNGHE NOTTI  di Domenico Trischitta (Avagliano)

di Alessandro Russo

Mi piace molto e mi somiglia a una piccola opera d’arte l’ultima fatica di Domenico Trischitta, Le lunghe notti“, €14, pp. 150, Avagliano Ed. Mi piace molto questo scrittore che, tra paure e frustrazioni, rivela le sue ossessioni creative: Trischitta  è uno che ci sa fare e  nulla lascia al caso. Dapprima si mette a nudo, dopo un po’ veste i panni d’un eccellente maître, quindi si tramuta in abile scultore. Infine ecco un illuminato cantore di puttane,  barboni e miserabili preti attratti da ragazzini. Luoghi tenebrosi, esistenze bruciate e scrittura minimalista: questi gli elementi adoperati con astuta maestria dall’autore catanese per sedurre il lettore senza mai abbandonarlo. Egli racconta ciò che vede, coglie di sorpresa e commuove in modo autentico. Puntando il dito su miraggi di libertà, scrive di sesso e di morte; sullo sfondo intanto dipinge Catania, una città che sanguina e rimane perennemente uguale a sè stessa. Leggi tutto…

LE LUNGHE NOTTI di Domenico Trischitta (un estratto)

le-lunghe-notti-domenico-trischittaPubblichiamo un racconto della raccolta intitolata LE LUNGHE NOTTI di Domenico Trischitta (Avagliano Editore), preceduto da un ricordo di Giuseppe Pontiggia offertoci dallo stesso autore della raccolta

Martedì 29 Novembre, alle 18:00, presso la Sala Eventi della Feltrinelli di via Etnea, Domenico Trischitta presenta al pubblico catanese il suo nuovo libro Le lunghe notti (Avagliano Editore). Ad affiancare l’autore per l’occasione, Silvana Grasso, scrittrice, e Luigi Patitucci, designer, storico e critico del design. Con la partecipazione di Gisella Calì, attrice.

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Un ricordo di Pontiggia

di Domenico Trischitta

Ci eravamo conosciuti nel 1989 ad Aci Bonaccorsi grazie all’amico poeta Antonio Di Mauro e da allora non mi ha più “abbandonato”. E’ grazie a lui che ancora oggi scrivo con umiltà e pazienza (che definiva la virtù degli eroi), sempre prodigo di consigli e incoraggiamenti. Intorno alla fine del 1996, dopo anni d’inattività, perché non credevo più nella scrittura, preso dall’insonnia iniziai a scrivere una raccolta di racconti dal titolo “Le lunghe giornate”. In maniera frenetica narravo le giornate decisive dei personaggi tra i più disparati, di un prete, di una prostituta, di un camionista, e così via. In pochi giorni la raccolta fu finita. Mi illudevo. Un’altra notte ritornai a scrivere,  era venuto il momento di raccontare “Le lunghe notti”, di altri esseri disperati che raccontavano le loro notti. Li mandai a Pontiggia e dopo una settimana ricevetti una sua telefonata, li aveva letti e mi esortava di non pensare più a smettere, gli erano piaciuti. Si prodigò a segnalarli a varie case editrici, senza informarmi però, perché un giorno mi scrisse che l’attesa provoca frustrazione e impazienza. Leggi tutto…