Archivio

Posts Tagged ‘Le otto montagne’

LE OTTO MONTAGNE: le ragioni del successo (secondo l’autore)

Le otto montagneUlteriore approfondimento dedicato a LE OTTO MONTAGNE di Paolo Cognetti (Einaudi): romanzo vincitore dell’edizione 2017 del Premio Strega

Le ragioni del successo secondo l’autore

 * * *

di Massimo Maugeri

L’effetto Premio Strega lancia in vetta alla classifica “Le otto montagne” di Paolo Cognetti (Einaudi). E tuttavia il successo del romanzo (che, tra le altre cose, è un omaggio dichiarato a Primo Levi e a un suo racconto “Ferro” a cui l’autore si è ispirato) precede la vittoria del più celebre premio letterario italiano (senza dimenticare, peraltro, la vittoria del Premio Strega Giovani e del Premio Strega Off). Un successo che, già da tempo, ha ampiamente varcato i confini nazionali (poiché il romanzo è tradotto o è in fase di traduzione in oltre trenta paesi).

– Caro Paolo, a che cosa è dovuto secondo te il successo che ha riscontrato e sta ricontrando questo tuo romanzo (anche a livello internazionale)?
Paolo Cognetti vince il Premio Strega Giovani 2017Penso che ci sia qualcosa di universale in questo ritorno ai luoghi che abbiamo abbandonato con i boom economici, con la modernità, con quello che è successo un po’ in tutto il mondo occidentale dopo la seconda guerra mondiale. È una storia che ci accomuna: la grande attrazione delle città, la fuga dalle montagne, dalle campagne, dalle provincie, in cerca di un modello di vita che sembrava l’unico modello vincente e che poteva andare bene per tutti. Oggi viviamo in un’epoca di crisi e di ritorno verso i luoghi abbandonati. Credo sia universale il bisogno di adottare modelli di vita diversi, nuovi, di ricominciare da un’altra parte. E questa è la montagna del mio romanzo, una montagna che può essere capita e amata anche da chi non ci è mai stato.

– Un’altra possibile ragione del successo? Leggi tutto…

Annunci

LE OTTO MONTAGNE di Paolo Cognetti (articolo/intervista)

LE OTTO MONTAGNE di Paolo Cognetti (Einaudi): un articolo/intervista sul romanzo vincitore dell’edizione 2017 del Premio Strega

di Massimo Maugeri

Le otto montagneHa appena vinto la settantunesima edizione del Premio Strega con il romanzo “Le otto montagne” (Einaudi), beneficiando di 208 voti. Si dichiara esultante, Paolo Cognetti. Quasi sopraffatto dalla gioia. «Sento tanto entusiasmo che arriva prima di tutto dai lettori», precisa «e che poi si è tradotto in questo riconoscimento bellissimo».
La sua gioia ha avuto modo di manifestarla pochi minuti prima, tracannando – come da tradizione – l’ambìto e stregato liquore dal bottiglione e prendendo in braccio – fuori da copione – Paola Gallo, la direttrice editoriale della Einaudi.
“Le otto montagne” è un romanzo che ha origini antiche per l’autore e affonda le radici nei suoi ricordi di ragazzo. «Sono nato e cresciuto a Milano, da genitori emigrati che erano giunti da altrove. E c’erano queste estati in montagna che per loro erano come un ritorno ai luoghi che avevano abbandonato per venire in città e per me una scoperta meravigliosa. Parliamo della montagna della Valle d’Aosta, sul finire degli anni Settanta. Una montagna che poi ho abbandonato nell’adolescenza e che ho quasi dimenticato, seppellito sotto altre esperienze. L’ho poi riscoperta dopo i trenta. E sono andato a viverci per buona parte dell’anno. Oggi vivo per metà in montagna, per metà in città. “Le otto montagne” è una storia che segue più o meno questi movimenti. Non è un’autobiografia, ma nasce in maniera molto chiara dalla mia vita e dal rapporto con questi luoghi».
Ed è la storia di un’amicizia maschile tra Pietro, che è un po’ l’alter ego dell’autore, e Bruno, un ragazzo delle Alpi. «Mi hanno sempre affascinato questi ragazzini degli alpeggi: sporchi, timidi, che vestivano con abiti da adulti e scappavano via quasi come animali selvatici appena ti avvicinavi. Avrei tanto voluto superare la loro timidezza e la mia e provare a diventare amico di uno di loro. Ho realizzato questo desiderio raccontandolo nel libro». Leggi tutto…

PAOLO COGNETTI racconta LE OTTO MONTAGNE

PAOLO COGNETTI racconta il suo romanzo LE OTTO MONTAGNE (Einaudi)

paolo-cognetti

di Paolo Cognetti

Ho cominciato a scrivere Le otto montagne un giorno di giugno del 2014, scendendo con il mio amico montanaro per una gola che chiamano Vallone della Forca. È un toponimo comune sulle Alpi: la forca o forcella è un passo particolarmente angusto, che noi avevamo appena superato per buttarci giù dall’altra parte. Ci lasciavamo alle spalle un posto a cui, per motivi diversi, siamo entrambi legati. Un sentiero interrotto da una frana, una conca in cui raramente s’incontra qualcuno, un grande lago dall’aria cupa, gli ultimi boschi, ruderi, pietraie. Il posto che poi è al centro di questo romanzo che ho scritto. https://i2.wp.com/static.lafeltrinelli.it/static/frontside/xxl/5/7327005_2044687.jpgCamminando io e il mio amico non parliamo molto, però ci piace ogni tanto indicare le cose e condividere con l’altro i ricordi che alle cose sono legati. Su quel sentiero c’è la baita col tetto di lamiera dove io ho passato una notte, anni fa, senza chiudere occhio sotto il temporale, e poco dopo l’alpeggio in cui la mamma del mio amico saliva da bambina, in groppa a un mulo che ragliava alla luna. C’è il punto in cui lui ha bivaccato in primavera, illudendosi di passare una notte romantica con la sua futura moglie furibonda, e quello in cui io a dodici anni ho piantato la tenda con mio padre, dopo aver fatto il bagno nel lago e cantato davanti al fuoco. Queste storie le conosciamo già, ce le siamo raccontate tante volte, ma camminando per quei posti non è noioso riascoltarle, è come veder riaffiorare nell’altro i ricordi e si è contenti di essere lì mentre succede, onorati di venire accolti in quel luogo così privato. Noi due ci stupiamo sempre di aver condiviso gli stessi sentieri in una vita precedente, ed è probabile che una volta o l’altra ci siamo pure incontrati – io un bambino di città che camminava davanti a suo padre, lui un ragazzo di montagna scontroso e solitario – senza poter immaginare che in un futuro lontano vent’anni saremmo diventati amici. Queste sono le cose che di solito ci diciamo, e ce le saremo ripetute anche quella mattina di giugno. Leggi tutto…