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L’ETERNITÀ STANCA, di Errico Buonanno

In esclusiva per Letteratitudine, alcuni brani tratti da “L’eternità stanca” di Errico Buonanno: ospite della trasmissione radiofonica “Letteratitudine in Fm” di venerdì 22 giugno 2012

L’eternità stanca. Pellegrinaggio agnostico tra le nuove religioni di Errico Buonanno
Laterza, Contromano, 2012 – pagg. 150 – euro 12

L' eternità stanca. Pellegrinaggio agnostico tra le nuove religioniDieci fedi, dieci verità, dieci risposte sulla vita e la morte. Tutto nell’arco di due mesi. Un viaggio attraverso le nuove religioni di Roma. Per ritrovarsi in corpo un’anima, e per salvarsi dal vizio del fumo. “Ora mi accorgo, con dolore, che il primo effetto della ricerca privata di Dio è quello di un’amplificazione, una levitazione naturale ed abnorme dell’amarissimo dessert che ci aspetta lì in fundo. Dessert a cui, da agnostico ipocondriaco romano, aspiravo, e che solo adesso, da credente (credente di ogni religione), pare davvero una minaccia angosciosa. Ora capisco, ora lo so: la fede non può confortare. Perché chi crede davvero si scora. Chi crede ha paura. Chi crede non può non tormentarsi al pensiero che questo, tutto questo, la nostra vita, le ambizioni, il nostro mondo, la scrittura, non è che la preparazione a ciò che di eterno arriverà. L’eternità stanca. Speriamo che la faccia breve”.

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da L’ETERNITÀ STANCA, di Errico Buonanno

La pace del luogo è interrotta da un grido: «Tutti in cerchio, tutti in cerchio, tutti in cerchio!», e senza sapermi spiegare la cosa, sono pervaso da un senso di allarme, come davanti a una battaglia. Non sbaglio: ché questa è una chiamata alle armi, inizia la pugna col Nemico. Corro, mi affretto, sono parte del gregge.
A radunarci sotto il palco è stato un omino vestito di bianco – camicia, scarpe, pantaloni, cintura –, un quarantenne dall’accento portoghese che sembra pervaso dalla santa foga. Formiamo il circolo ligissimi mentre lui ordina: «Le mani!» Sono perplesso, ho molta paura. Tento di stringere la mano a una collaboratrice che mi si è fatta giusto a fianco, ma quella mi fulmina con gli occhi. La porgo a due altri fedeli lì accanto e mentre il pastore in bianco ci intima: «Occhi chiusi! Preghiamo!» succede ciò che inconsciamente, profondamente temevo. La stessa signora africana tremante che prima era afflitta dai dolori di stomaco emette un grido sovrumano, fa per svenire, viene sorretta dalle donne in tailleur. Il bianco pastore la indica agli altri. Sembra esultare: «È il Nemico! Il Maligno non vuole che iniziamo a pregare!» e io, che ambirei a non sfigurare, faccio davvero del mio meglio per mantenere gli occhi chiusi, ma azzardo: «Ha bisogno di un dottore!» Leggi tutto…