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PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI 2018: le librerie

La libreria fisica è il luogo preferito dagli italiani in cui scegliere i libri. 7milioni ci entrano per ispirarsi e poi comprare il libro on line. Presentata a Più libri più liberi l’indagine Pepe Research

I driver nell’acquisto: la disponibilità del libro in libreria (!), per 1 lettore su 4. E ancora, oltre a titolo e autore e copertina, il 15% dei lettori forti si fa guidare, per l’acquisto, dal marchio editoriale

Presentata l’indagine Pepe Research sulle nuove forme di consumo editoriale e culturale nel programma professionale della Fiera nazionale della piccola e media editoria  

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La libreria si conferma, saldamente, il principale canale di acquisto per i libri. Al punto da orientare le scelte di ben l’81% dei lettori (e rappresentare il 70% del mercato trade): nel dettaglio, 6 italiani su 10 (il 59% per la precisione) dichiarano che i libri letti nell’ultimo anno provengono da librerie di catena, 2 su 10 (il 23%) da quelle indipendenti, gli altri da quelle nei centri commerciali. È quanto emerge dall’indagine dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sulle nuove forme di consumo editoriale e culturale, realizzato in collaborazione con Pepe Research, presentata oggi a Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e  media editoria dell’AIE, in programma fino a domani al Roma Convention Center La Nuvola.

La libreria è a tal punto il luogo di esplorazione, di informazione, di ispirazione che ci sono oltre 7 milioni di italiani (il 67% dei lettori) che dichiarano che per scegliere cosa comprare si affidano al negozio fisico, dove trovano i giusti stimoli, per poi eventualmente, finalizzare la spesa su Internet.  Leggi tutto…

PER ESEMPIO: un racconto “da libreria” di Antonio Paolacci

Nei giorni scorsi ho pubblicato un’intervista dove Antonio Paolacci, nel duplice ruolo di scrittore e direttore editoriale di Perdisa Pop, ha detto la sua su svariati temi riguardanti l’editoria, l’ebook, ecc.
Riprendo un post dello stesso Paolacci, pubblicato oggi sul blog Be-Pop, che integra – in un certo senso – i contenuti della citata intervista… approfondendo alcuni meccanismi che in alcuni casi possono riguardare i rapporti tra piccola editoria e librerie di catena. Si intitola: “Per esempio”. L’ho ribattezzato: “Un racconto da libreria”.
Eccolo di seguito.
Massimo Maugeri

PER ESEMPIO

di Antonio Paolacci

Prenderò poco spazio per raccontarvi un episodio appena accaduto, che trovo molto interessante per chi non avesse ancora ben chiara l’attuale situazione dell’editoria italiana.
Brevissima premessa: non molto tempo fa, una persona che lavorava in una libreria di catena mi ha confidato che, a volte, di fronte al cliente in cerca di alcuni libri non presenti in negozio, i commessi avevano l’ordine di rispondere che quei libri erano irreperibili, ovvero che non era possibile nemmeno ordinarli, sebbene in realtà lo fossero.
Il motivo? Chiamiamola politica aziendale: pare infatti che la frase «Non lo abbiamo, ma possiamo ordinarlo» spinga molti lettori a provare in altre librerie, piuttosto che fare un ordine in quella in cui si trovano. Dicendo invece che il libro non è rintracciabile da nessuna parte, il lettore si rassegna e magari compra un altro libro. Leggi tutto…