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SMARRIMENTO di Richard Powers (La nave di Teseo): anticipazione

“Smarrimento” di Richard Powers (La nave di Teseo – traduzione di Licia Vighi)

in libreria dal 21 ottobre 2021

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Dopo il capolavoro assoluto “Il sussurro del mondo” (titolo originale: The Overstory), pubblicato in Italia da La nave di Teseo (traduzione di Licia Vighi), romanzo che – peraltro – aveva fatto “innamorare” l’attrice Emilia Clarke (la recensione di Letteratitudine è disponibile qui), Richard Powers torna in libreria (ancora una volta, in Italia, per i tipi de La nave di Teseo, per la traduzione di Licia Vighi) con un altro straordinario e importantissimo romanzo destinato a imporsi un po’ ovunque nel mondo. E non solo perchè è tra i finalisti del Booker Prize 2021. Si intitola “Smarrimento” e affronta tematiche fondamentali e di assoluta attualità, come già si evince da questa domanda che introduce alla lettura: come possiamo spiegare ai nostri figli un mondo che vuole autodistruggersi?

Ce ne occuperemo in maniera più dettagliata nei prossimi giorni (intanto lo segnaliamo riportando di seguito la scheda del libro) Leggi tutto…

IL SUSSURRO DEL MONDO di Richard Powers (un brano del libro in occasione della Giornata nazionale degli alberi)

In occasione della Giornata nazionale degli alberi, che ricorre oggi 21 novembre, pubblichiamo un brano estratto dal romanzo Premio Pulitzer 2019 per la narrativa “Il sussurro del mondo” di Richard Powers (La nave di Teseo – traduzione di Licia Vighi).

[La recensione del romanzo, firmata da Massimo Maugeri è disponibile cliccando qui]

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Brano estratto da “Il sussurro del mondo” di Richard Powers (La nave di Teseo – traduzione di Licia Vighi) [pagg. 24-26]

Duemila chilometri a est, nella città dove la madre di John Hoel cuciva vestiti e suo padre costruiva navi, la calamità colpisce prima che qualcuno se ne accorga. L’assassino s’introduce nel paese dall’Asia, nel bosco di castagni cinesi destinati a giardini stravaganti. Un albero nello zoo del Bronx assume tonalità ottobrine a luglio. Le foglie si arricciano e si seccano nelle sfumature cannella.
Aloni di macchie arancioni cospargono la corteccia gonfia. Alla minima pressione, il legno cede.
Nel giro di un anno, macchie arancioni screziano i castagni in tutto il Bronx – i carpofori di un parassita che ha già ucciso il suo ospite. Ogni infezione rilascia un’orda di spore nella pioggia e nel vento. I giardinieri della città mobilitano un contrattacco.
Potano rami infetti e li bruciano. Spruzzano sugli alberi un solfato di calcio e di rame dai carri trainati dai cavalli. Tutto quello che fanno è spargere le spore sulle accette che usano per abbattere le vittime. Un ricercatore del New York Botanical Garden identifica il killer in un fungo sconosciuto all’uomo. Pubblica i risultati e lascia la città per sfuggire al caldo estivo. Al suo ritorno, qualche settimana dopo, non c’è nemmeno un castagno in città che valga la pena salvare. Leggi tutto…