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Posts Tagged ‘lidia ravera’

CLASSIFICA: dal 4 al 10 marzo 2019 – segnaliamo “L’amore che dura” di Lidia Ravera (Bompiani)

L' amore che dura - Lidia Ravera - copertinaI primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 4 al 10 marzo 2019

Questa settimana segnaliamo: “L’amore che dura” di Lidia Ravera (Bompiani) –  al 24° posto in classifica generale

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[variazioni rispetto alla settimana precedente]

Si conferma al 1° posto “La versione di Fenoglio” di Gianrico Carofiglio (Einaudi)

Si conferma al 2° posto “L’isola dell’abbandono” di Chiara Gamberale (Feltrinelli)

Al 3° posto (la settimana scorsa era in 6^ posizione) “Conversazione su Tiresia” di Andrea Camilleri (Sellerio)

Al 4° posto (la settimana scorsa era in 3^ posizione) “Un’altra strada. Idee per l’Italia di domani” di Matteo Renzi (Marsilio)

Al 5° posto, “TFA Insegnante di sostegno. Nella scuola secondaria di I e II grado” (Edizioni Giuridiche Simone)

Al 6° posto #valespo di Valerio Mazzei e Sespo (Mondadori Electa)

Si conferma al 7° posto “Le nostre emozioni” di Iris Ferrari (Mondadori Electa)

All’8° posto (la settimana scorsa era in 4^ posizione) “Doppia verità” di Michael Connelly (Piemme)

Entra in top ten al 9° posto “After. Ediz. speciale. Vol. 1” di Anna Todd (Sperling & Kupfer)

Al 10° posto (la settimana scorsa era in 8^ posizione) “Fedeltà” di Marco Missiroli (Einaudi)

 

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L' amore che dura - Lidia Ravera - copertinaQuesta settimana segnaliamo: “L’amore che dura” di Lidia Ravera (Bompiani) –  al 24° posto in classifica generale

Teso come un thriller, forte di un montaggio cinematografico che tiene incollati alla pagina, L’amore che dura è la storia di un amore nato al tempo della rivoluzione femminista. Lidia Ravera coglie con esasperata sensibilità gli slittamenti della vita di coppia, interrogandosi sulle ragioni del sentimento amoroso: dura quando l’altro è il fantasma che insegui e che ti insegue, il tuo pezzo mancante?

Non è un appuntamento d’amore, quello che si sono concessi Emma e Carlo. È piuttosto una resa dei conti. A quarant’anni da quando hanno scoperto l’amore insieme, a vent’anni dalla fine del loro matrimonio: quando Carlo è volato a New York a sfidare se stesso ed Emma è rimasta a Roma, a insegnare in una scuola di borgata. Oggi lui è un regista quasi famoso, lei un’idealista fuori dal tempo. Lui ha girato un film che racconta con nostalgia la loro love story adolescente, lei l’ha stroncato su una rivista online. Lui si è offeso, lei è pronta a scusarsi. Ma quella è la colpa minore. L’altra, ben più grave, si è piantata fra loro come una spina. Lui non la immagina neppure, lei vorrebbe confessare ma non sa come. All’appuntamento va in bicicletta, difesa da un gilet di velluto vintage, armata di una borsa a bandoliera che contiene quattro quaderni neri traboccanti di verità. Ma la resa dei conti non avrà luogo. Un incidente la impedisce, o forse la ritarda soltanto. Resta il mistero dell’amore che dura, che resiste, anche se più Carlo ed Emma si allontanano dalla prima giovinezza più aumenta la distanza fra loro. Che cosa continua a tenerli legati dai movimentati anni settanta fino al disincanto del presente? Quella che Emma chiama la chimica dei corpi? O qualcosa di più misterioso e tenace?

 

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 La versione di Fenoglio Gianrico Carofiglio Einaudi 16,50
2 L’isola dell’abbandono Chiara Gamberale Feltrinelli 16,50
3 Conversazione su Tiresia Andrea Camilleri Sellerio Editore Palermo 8,00
4 Un’altra strada. Idee per l’Italia di domani Matteo Renzi Marsilio 16,00 *
5 TFA Insegnante di sostegno. Nella scuola secondaria di I e II grado. Teoria e quiz per la preparazione alle prove d’accesso ai percorsi di specializzazione. Con software di simulazione Edizioni Giuridiche Simone 36,00
6 #valespo Valerio Mazzei; Sespo Mondadori Electa 15,90 *
7 Le nostre emozioni Iris Ferrari Mondadori Electa 15,90 *
8 Doppia verità Michael Connelly Piemme 19,90
9 After. Ediz. speciale. Vol. 1 Anna Todd Sperling & Kupfer 15,90
10 Fedeltà Marco Missiroli Einaudi 19,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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LIDIA RAVERA VINCE IL PREMIO ASTI D’APPELLO 2013

Premio Asti dAppello 2013E’ Lidia Ravera la vincitrice dell’edizione 2013 del Premio Asti d’Appello con il romanzo edito da Bompiani Piangi Pure.

Con un’arringa coinvolgente e convincente Lidia Ravera ha conquistato la giuria togata e il pubblico di circa 700 persone che ha accolto con un lunghissimo applauso la proclamazione della sua vittoria il 24 novembre presso il teatro Alfieri di Asti.
Ha iniziato la sua arringa confessando di provare un timore  che da anni non provava “da quando nel 1976 sono entrata in un salotto letterario con il vestito sbagliato”, si è rivolta al pubblico strappando risate ed applausi a scena aperta “Ma guardate i giudici! (Carlo Federico Grosso, Cristiana Maccagno Benessia, Marcello Maddalena, Carlo Nordio, Mario Barbuto, Luciano Violante, Giorgio Vitari, Paolo Rampini ). Li ho studiati durante le arringhe degli altri scrittori: rimangono impassibili, non muovono un muscolo! Ed io, una donna, sola, qui , davanti a loro!”
Piangi pureProtagonista di Piangi pure Iris, una donna di ottant’anni che si innamora.
Ravera ha spiegato come nel suo romanzo ha capovolto gli stereotipi nel dare vita ad un personaggio che nei tempi supplementari della vita si rimette in gioco mettendo in discussione i cliché che le donne ad una certa età si trovano, malgrado loro, ad indossare e di cui la scrittrice ha spogliato Iris come “vuoti a perdere”o “nonna cosmica che spazza le briciole di emozioni altrui”.
Ha invocato così la benevolenza della Corte del Premio Asti d’Appello con la stessa diretta ironia che traspare dalla sua scrittura “ Votate Piangi pure, fate un’opera immunitaria, sopravvalutatelo, diffondetelo!”
Dopo l’incanto del concerto della pianista Jin Ju è arrivata la sentenza consegnata in busta chiusa dal notaio Giorgio Amici e dal Presidente del Premio Piero Ghia e letta al pubblico dall’Assessore della Cultura di Asti Massimo Cotto che ha magistralmente presentato la serata.

La motivazione del Premio assegnato data dai togati: Leggi tutto…

Lidia Ravera a Naxoslegge – 3 agosto 2013

raveraSi scaldano i motori per la III edizione di Naxoslegge (20-28 settembre), con Aspettando Naxoslegge, presentazione del libro “Piangi Pure” (Bompiani ), di Lidia Ravera, attualmente anche assessore alla cultura della Regione Lazio.

Con l’autrice interverranno Marinella Fiume e Fulvia Toscano.

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Piangi purePIANGI PURE, di Lidia Ravera
Bompiani, 2013 – pagg. 366 – euro 18

Iris ha 79 anni, una figlia intelligentissima e antipatica, che parla esclusivamente con Dio, e una nipote bellissima e ignorante, che trae vantaggio dalle passioni degli uomini. Vive sola ed è in ottima salute, ma quando, per risolvere una decorosa miseria ormai intollerabile, vende la nuda proprietà della casa in cui abita, incomincia a pensare alla morte. È perché ha scommesso sulla sua aspettativa di vita? Lo chiede a Carlo, lo psicoanalista che lavora al pianterreno e, da tre anni, prende il caffè con lei al bar di fronte. Carlo è una buona conoscenza, una consuetudine, quasi un amico. È lui che le consiglia di tenere un diario per contenere e disinnescare quei sintomi minacciosi, Iris esegue. Prima è cauta, racconta le sue paure per dominarle. Ma poi finisce per raccontare anche altro. E si scopre innamorata di Carlo. Anche questo è un sintomo, ma siamo portati a pensare che sia sintomo di una malattia giovanile. È così? Esiste una scadenza per l’eros, un inverno del nostro desiderio? Oppure è uno dei tanti stereotipi che ci obbligano a rinunciare alla vita? Contro ogni previsione Iris e Carlo vivranno la loro storia d’amore, impareranno a guardarsi l’un l’altra, e a guardare il tratto di strada che devono ancora percorrere, approfittando della luce più suggestiva. Quella del tramonto. Con “Piangi pure” Lidia Ravera racconta una storia struggente in cui l’età avanzata dei protagonisti diventa l’occasione per un rinnovato inno alla vita.
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TRILOGIA, di Giacoma Limentani (la prefazione di Lidia Ravera)

Trilogia: In contumacia-Dentro la D-La spirale della tigreIn esclusiva per Letteratitudine, pubblichiamo la prefazione di Lidia Ravera al volume “TRILOGIA: In contumacia – Dentro la D – La spirale della tigre“, di Giacoma Limentani (Iacobelli, 2013 – pagg. 320- euro 19)

di Lidia Ravera

Che cosa è successo nell’appartamento grande, immerso nella penombra del pomeriggio, in un giorno feriale del 1938, nella città di Roma? Che cosa esattamente è successo, mentre la madre sta riportando a casa la figlia maggiore reduce da un’operazione d’appendicite, mentre il padre è lontano e non bisogna dire dov’è? Che cosa è successo alla figlia minore ancora bambina e alla nonna con gli occhi velati dalla cataratta? Che cosa ha violato l’infanzia e precipitato la vecchiaia nella malattia? Per tutte le pagine del romanzo In contumacia, Giacoma Limentani non risponde. E le domande si fanno, perciò, di pagina in pagina, più urgenti, ansiogene, angosciate. La bambina delira silenziosa di un nastro rosso, di sangue che scorre e sporca e dopo niente è più come prima. Ha dodici anni. Il menarca si confonde con una punta di ferro che penetra, con un grumo di sangue indotto. Violenza carnale, stupro fascista? La bambina pulisce se stessa il pavimento la nonna e tutta quello che le capita a tiro.
Pulisce cercando di ristabilire l’ordine dell’infanzia. Non ci riuscirà.
Allora impara a tacere. Il silenzio della bambina è diverso dal silenzio della nonna. È il silenzio di chi si ostina a non dire, per non entrare in un mondo adulto che si presenta come si presenta: violenza, persecuzione, ingiustizia, morte, pericolo e paura.
Il silenzio della nonna, invece, è l’ultima precauzione prima del congedo.

È lei che chiede alla bambina di imparare a tacere: «Hai capito perché non devi dirlo a nessuno? Non è il momento di fare pazzie. Ce la farai?».
Ce la fa, la bambina.
Ma il prezzo da pagare è alto.
Un’estraneità alla parola che diventa marginalità.
«Se non ci dici dov’è lo condanniamo in contumacia».
«Che cosa vuol dire in contumacia?».
Non lo dicono, né la vecchia né la bambina, dov’è il padre (a Milano? A incontrare altri che come lui devono agire in segreto?), così viene condannato in contumacia.
E “in contumacia” si può morire.
Anche senza aver capito.
Anche prima di capire.
Ho letto In contumacia, quando è uscito, nel 1967, edizioni Adelphi. Ero, per età, molto vicina alla bambina protagonista, in piena adolescenza. Giacoma Limentani aveva 40 anni ed era, com’è tuttora, una raffinata traduttrice dall’inglese e dal francese, oltreché una studiosa attenta e mai banale, della tradizione e del pensiero ebraico. Quella prima lettura mi ha segnata profondamente, tanto che, rileggendo, ho misurato una consistenza della memoria su cui, in genere, non posso contare.
Leggo in fretta, dimentico spesso.
A colpire duro, a restarmi impresso per tutti questi anni, non è stato, come potrebbe apparire ovvio, l’orrore della Storia, la violenza, il nazismo, la persecuzione, la fuga. A colpirmi è stato tutto il non detto che percorre le pagine del romanzo, l’epopea di quel silenzio precoce, l’evocazione di quel doloroso patto con lo stoicismo, fra la bambina e la vecchia, fra chi è all’inizio della vita e chi è alla fine, per non peggiorare la situazione, per non far precipitare i sentimenti verso la vendetta, per non aggiungere violenza a violenza.
«Hai capito perché non devi dirlo a nessuno? Ce la farai?».
Mi ha colpito, e ritrovo intatta, tutta la mia giovanile reverenza e ammirazione per la letteratura, la capacità di evocare senza dire, di concretizzare l’indicibile in «un incubo circolare e inarrestabile: una casa piena di presenze, l’ossessione del sangue e del corpo, frammenti sacri della tradizione ebraica che irrompono nel presente lo disintegrano e si disintegrano, un limbo di estraneità in una città invasa da una torbida allucinazione» (si legge nel risvolto di copertina della prima edizione).
Mi ha colpito la funzione nobile della letteratura: rendere il particolare universale.
Il silenzio della bambina e della vecchia diventa il silenzio di tutti.
Lo stoicismo di chi è chiamato a sopportare. Leggi tutto…