Archivio

Posts Tagged ‘lorenzo marotta’

OLTRE IL TEMPO di Lorenzo Marotta

OLTRE IL TEMPO di Lorenzo Marotta (Castelvecchi): incontro con l’autore

Lorenzo Marotta, originario di Aidone, abita ad Acireale. Ha collaborato fin da giovane a riviste culturali e testate giornalistiche nazionali, occupandosi di libri, spettacoli e convegni letterari. Scrive per la pagina Cultura del quotidiano «La Sicilia» e «La Nuova Tribuna Letteraria». È autore di opere di narrativa: Le ali del Vento, Il sogno di Chiara, Mailén Una verità nascosta, Isabel Amare a Salina, di poesia e del libro-testimonianza Io non sono il mio cancro. Diario di un malato.
È appena uscito il nuovo libro di Lorenzo Marotta: un romanzo edito da Castelvecchi e intitolato “Oltre il tempo“.
Abbiamo incontrato l’autore per chiedergli di parlarcene. A seguire: un estratto della prefazione di Antonio Di Grado e un estratto del romanzo.

Leggi tutto…

MAILÉN, UNA VERITÀ NASCOSTA di Lorenzo Marotta (recensione)

MAILÉN, UNA VERITÀ NASCOSTA di Lorenzo Marotta (Vertigo)

di Maria Attanasio

La citazione premessa a una scrittura – poetica, saggistica, narrativa –  non è mai casuale, insieme chiave di lettura e cifra interpretativa del pensiero dell’autore.
Ben cinque – di scrittori molto distanti tra loro – sono quelle che Lorenzo Marotta pone a epigrafe di Mailén, una verità nascosta (ed. Vertigo, 2016), per ribadire la motivazione, insieme etica ed estetica -dimensioni per lui espressivamente non scindibili- che struttura e pervade ogni pagina del romanzo; a unirle, il richiamo -forte, appassionato- a non dimenticare gli orrori della storia passata, la cui memoria deve diventare consapevolezza delle nuove generazioni, la medesima essendo, in ogni latitudine e in ogni tempo, la violenza delle dittature. E la medesima anche la sofferenza, spesso oscurata, delle vittime, sottolinea lo scrittore, individuando una  specie di filo rosso, ignorato, dimenticato, tra quelle dei forni crematori nazisti e i desaparecidos della dittatura militare in Argentina, scenario storico del suo romanzo.
Insieme snodo e raccordo di luoghi e di memorie, è  infatti Buenos Aires, restituita  nella sua esatta topografia di strade, piazze, caffè, e dei luoghi, teatro delle atrocità della dittatura militare; l’Esma in primo luogo – la Scuola di Meccanica della Marina Militare – dove tra il 1976 e il 1983 decine di migliaia di oppositori vennero sequestrati, torturati, sventrati, e infine dall’alto di un aereo gettati nel Rio de La Plata. Leggi tutto…

SOLO SE C’È LA LUNA di Silvana Grasso (recensione)

solo-se-ce-la-lunaSOLO SE C’È LA LUNA di Silvana Grasso (Marsilio)

di Lorenzo Marotta

Un romanzo potente “Solo se c’è la Luna“, Marsilio Editore 2016, come potente è lo stile della scrittrice che ha il dono del ritmo narrativo, l’estro immaginifico del forte, del sanguigno, dove la parola vibra, si contorce, si placa a seconda del flusso del pensiero e del cuore che Silvana Grasso vi trasferisce. La storia apparentemente è semplice, essenziale. Un emigrato siciliano che ritorna nella sua terra completamente americanizzato con il pallino del bisinès. A questo con lucido cinismo consacra ogni cosa: affetti, sentimenti, la stessa malattia della figlia, Luna, nata per sbaglio da Gelsomina, una ragazza sconclusionata, che amava crearsi il suo mondo lavorando con un coltellino pezzi di legno e di sughero ricavandone volti bellissimi di cui innamorarsi. «Una volta finito, bellissimo lì davanti a lei, proprio nelle sue stesse mani, se l’era baciato tanto il suo Toni, da procurarsi lividi enormi sulle labbra: Piccole conche di sangue quagliato, stimmate per come furiosamente se l’era sbattuto sulla bocca, il suo Toni di legno, a rischio anche di rompercisi i denti, nell’illusione della carne, nell’illusione della lingua, nell’illusione di scoprire, infine, che fosse proprio un uomo»(pag. 10). Leggi tutto…

MAILÉN. UNA VERITÀ NASCOSTA

Mailén una verità nascostaMAILÉN. UNA VERITÀ NASCOSTA di Lorenzo Marotta (Vertigo, 2016)

recensione di Rosario Musmeci

“PER CHI SUONA LA CAMPANA”

Sollevo il calamo che pesa manco fosse piombo, e comincio a vergare una parola dopo l’altra, e diventa leggero come una piuma, e le parole vengono, una dopo l’altra, a “significare quel che ditta dentro”, come al Poeta. Perché, capite, il libro l’ho letto quasi con la frenesia di un incontro a lungo atteso, soffermandomi talora e tornando indietro a ripercorrere un passaggio, a ritrovare in una parola o in un giro di frase il significato di un momento… Poi l’ho, come si dice, metabolizzato. E poi ho sentito germogliare in me i pensieri. Leggi tutto…

MAILÉN – intervista a Lorenzo Marotta

MAILÉN di Lorenzo Marotta (Vertigo, 2016): intervista all’autore

di Massimo Maugeri

Mailén una verità nascostaCi sono eventi che hanno segnato l’umanità lasciando piaghe profonde sulla pelle della Storia. Alcuni vengono ricordati periodicamente, altri rischiano di rimanere offuscati nella nebbia dell’oblio.
Tra le tante ferite della Storia, va senz’altro ricordata la tragedia dei desaparecidos: gli oppositori scomparsi a opera della dittatura dei generali in Argentina a seguito del colpo di stato del 1976. Si tratta di una vicenda abbastanza nota che, però, non è conosciuta da tutti. Ecco allora che, ancora una volta, la letteratura può intervenire per colmare buchi di conoscenza o per rinsaldare una consapevolezza assopita. Di recente è approdato in libreria il nuovo romanzo di Lorenzo Marotta intitolato “Mailén, una verità nascosta” (Vertigo, 2016, p. 267, euro 13), incentrato – per l’appunto – sulle “stragi invisibili” organizzate dalla dittatura militare argentina nel corso degli anni Settanta: una sorta di epurazione che segnò il destino di circa trentamila dissidenti o sospettati tali (tra uomini, donne, giovani, preti, suore) spariti nel nulla a opera del regime militare.

-Caro Lorenzo, da dove trae origine il tuo interesse per il dramma dei desaparecidos?
La questione del male nella vita degli uomini e dei popoli mi inquieta e mi addolora. Soprattutto quando ha il volto dell’inganno e del potere. Mi chiedo, senza trovare risposte definitive, come si possano pianificare con lucidità e ferocia tanti crimini contro l’umanità. In questo caso trentamila vittime fatte sparire con i famigerati voli della morte e più di cinquecento bambini nati da donne detenute, fatti passare con documenti falsi come figli naturali di famiglie legate al regime Videla.  Storie di identità negate o spezzate, come quella raccontata da Victoria Donda nel libro “Il mio nome è Victoria”, che io ricordo nel mio Mailén una verità nascosta.

-Cosa ti ha colpito, in particolare, di quella tragedia? Leggi tutto…

IL PAESE DELL’ALCOL di MO YAN (recensione)

Il paese dell'alcolPubblichiamo una recensione del romanzo IL PAESE DELL’ALCOL di MO YAN (Einaudi)

Mo Yan è premio Nobel per la Letteratura nel 2012 – un estratto del libro è disponibile qui

di Lorenzo Marotta

Il tema è sconvolgente: a Jiuguo, un paese della Cina, rinomati ristoranti servono ad una clientela particolare – funzionari corrotti, ricchi burocrati, alti dirigenti di partito, ospiti di riguardo – prelibati piatti a base di carne di bambini. Un orrendo traffico di neonati cui non si sottraggono i genitori allettati da alti guadagni. Per verificarne la fondatezza viene inviato sul posto l’ispettore Ding Gou’er. “Era il migliore investigatore della Procura suprema, apprezzato dai superiori. Alto circa un metro e sessanta, magro, scuro di carnagione, aveva gli occhi un po’ sporgenti. Fumatore accanito, gli piaceva bere ma non reggeva l’alcol”. Inizia da qui il romanzo di Mo Yan, Il Paese dell’alcol, apparso a Pechino nel 1992 e ora pubblicato, a cura di Maria Rita Masci, da Einaudi, con la traduzione di Silvia Calamandrei. Un romanzo che mette a dura prova il lettore che, tuttavia, rimane incollato alle pagine per la formidabile inventiva immaginativa dell’autore che alterna crude descrizioni di sangue a splendide immagini oniriche e fantastiche. “La pallottola sparata da Ding Gou’er aveva colpito il bambino brasato alla testa. Dal cranio spaccato la materia cerebrale era schizzata sui muri, imbrattandoli di macchie rosse e bianche che esalavano vapore profumato, scatenando ogni sorta di sensazioni”. Non così quando preso dai fumi dell’alcol “la sua coscienza se la rideva, sospesa alle decorazioni del soffitto, finché non fu proiettata ancora più in alto… Staccata dal corpo, la sua coscienza dischiuse le ali e si mise a volteggiare nella sala sfiorando le tende di seta delle finestre – le ali erano più fini, più soffici, più luminose della seta delle tende. Nel volo sfiorava anche le gocce di cristallo che pendevano dal lampadario, che irradiavano fasci di luce. E sfiorava le labbra rosse carminio delle cameriere in rosso, i loro capezzoli rossi, e altri luoghi più nascosti”. Una esemplare prova di quel “realismo allucinato” per il quale è stato insignito nel 2012 del Premio Nobel per la letteratura. Un noir a tinte forti che vuole essere una metafora di come la corruzione e il degrado morale pervadano, dopo la liberalizzazione delle riforme, tutta la società cinese, travolta da uno sviluppo tumultuoso e protesa al successo e al guadagno ad ogni costo. Leggi tutto…

Io non sono il mio cancro. Diario di un malato

Pubblichiamo un estratto del volume “Io non sono il mio cancro. Diario di un malato” di Lorenzo Marotta (Vertigo).

Il ricavato derivante dalla vendita del libro andrà alla LILT (Lega Italiana Lotta Tumori )

“Un racconto – testimonianza in presa diretta: dalla spensierata e attiva percezione della buona forma fisica, all’incredulità che potesse trattarsi veramente di tumore, allo stordimento nel leggere di metastasi già formatesi ai linfonodi del collo, alla duplicazione dell'”io” tra colui che soffre e spera nel corso delle terapie e l’altro curioso di assistere e registrare i riflessi fisici e psicologici via via vissuti, con lo sguardo e con il cuore aperti al mondo dei malati. Uno scorrere in progress di pensieri, sensazioni, sofferenze, riflessioni, riguardanti la vita e la morte, la bellezza e il dolore, la preghiera e Dio, l’amicizia e l’amore. Un mettere a nudo le proprie fragilità di malato di cancro, ma anche di fiducia e di speranza nella guarigione”. Leggi tutto…