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LA GRANDE MENZOGNA: di Valerio Gigante, Luca Kocci e Sergio Tanzarella

Pubblichiamo un estratto del volume “LA GRANDE MENZOGNA. Tutto quello che non vi hanno mai raccontato sulla I guerra mondiale“: di Valerio Gigante, Luca Kocci e Sergio Tanzarella (edito da Dissensi)

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“DA MORTI A CADUTI. L’USO POLITICO DELLA MEMORIA”

(Cap. 12 de La Grande Menzogna – tutto quello che non vi hanno mai raccontato sulla Prima Guerra Mondiale, Valerio Gigante-Luca Kocci-Sergio Tanzarella, © Dissensi 2015, pp. 162, € 13,90)

 

Camminare per le vie di una città o di un paese ed imbattersi in un monumento ai caduti della , pp. e guerra” o in una lapide che commemora i morti del primo conflitto mondiale è un’esperienza piuttosto frequente.
Non esiste un computo esatto su scala nazionale, tuttavia si calcola che siano almeno 12.000 i monumenti ai caduti della I guerra mondiale94 – senza contare le migliaia di lapidi – edificati in Italia dopo l’armistizio di Villa Giusti per ricordare i soldati morti al fronte e, con essi, esaltare il “sacrificio” e la “vittoria” contro l’esercito austro-ungarico.
Un uso pubblico della memoria e della morte senza precedenti – «la più impressionante celebrazione collettiva della morte che si sia vista da parecchi secoli», ha scritto Michel Vovelle, che ha studiato la storia della morte dal 1300 ai nostri giorni95 – che, al di là dell’elaborazione
del lutto da parte dei famigliari e amici delle vittime, risponde a precise finalità politiche di educazione delle masse ai valori patriottici e nazionalistici; e, dopo il 1922, di consolidamento del potere da parte del fascismo, con la costruzione di una vera e propria religione della patria fondata sul “sacrificio eroico” dei soldati.
Questa “frenesia commemorativa” comincia già durante il conflitto, con la stampa e la diffusione di opuscoli, corredati da fotografie e immagini, che ricordano i caduti al fronte, veri e propri «monumenti di carta». In Italia ne vengono pubblicati oltre 2.300, 600 dei quali dedicati ad un piccolo numero di caduti illustri – Francesco Baracca, Enrico Toti, i “martiri irredenti” Battisti, Filzi e Chiesa e altri – e 1.700 a morti non famosi […]. Leggi tutto…