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Posts Tagged ‘LUISS University Press’

L’INVENZIONE DELLA NATURA di Andrea Wulf (un estratto)

https://www.luissuniversitypress.it/sites/luissuniversitypress.it/files/copertine/2017/02/wulf_copertina.jpgPubblichiamo un estratto del prologo del volume L’INVENZIONE DELLA NATURA di Andrea Wulf (LUISS University Press)

Le avventure di Alexander von Humboldt, l’eroe dimenticato della scienza

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Da L’INVENZIONE DELLA NATURA di Andrea Wulf (LUISS University Press)

Procedevano strisciando sulle mani e sulle ginocchia lungo un alto crinale, così stretto che in alcuni punti non era più largo di cinque centimetri. Il sentiero, se così lo si può chiamare, era fatto di strati di sabbia e pietre sconnesse che si spostavano appena le toccavi. Giù a sinistra c’era un dirupo scosceso incrostato di ghiaccio che luccicava quando il sole si apriva un varco nella fitta coltre di nubi. A destra la vista, con uno strapiombo di mille metri, non era molto più rassicurante: le pareti scure e quasi perpendicolari erano coperte di rocce che sporgevano in fuori come lame di coltello.
Alexander von Humboldt e i suoi tre compagni avanzavano in fila indiana spingendosi lentamente avanti. Senza equipaggiamento o abiti adeguati, la scalata era davvero pericolosa. Il vento gelido aveva intorpidito mani e piedi, la neve sciolta aveva infradiciato le loro scarpe leggere e cristalli di ghiaccio gli s’incollavano a barba e capelli. A 5.000 metri sul livello del mare, lottavano per respirare nell’aria rarefatta. A mano a mano che andavano avanti le rocce puntute facevano a brandelli le suole delle scarpe e i piedi cominciavano a sanguinare.
Era il 23 giugno 1802 e scalavano il Chimborazo, un bel vulcano inattivo a forma di cupola della catena delle Ande che s’innalzava per quasi 6.500 metri, a circa 150 chilometri a sud di Quito, in quello che oggi è l’Ecuador. Allora il Chimborazo era considerato la montagna più alta del mondo. Non stupisce che i portatori, terrorizzati, li avessero abbandonati al limite delle nevi perpetue. La vetta del vulcano era avvolta in una nebbia spessa, ma ciononostante Humboldt aveva tirato avanti. Leggi tutto…

IL RE NERO Leif Wenar (un estratto)

https://i0.wp.com/www.luissuniversitypress.it/sites/luissuniversitypress.it/files/copertine/2016/09/wenar_03_0.jpgPubblichiamo un estratto del volume IL RE NERO. PETROLIO, RISORSE NATURALI E LE REGOLE CHE GOVERNANO IL MONDO di Leif Wenar (LUISS University Press)

Leif Wenar sarà in Italia dal 17 al 20 novembre e discuterà il suo libro:

 

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Creare connessione contro le ingiustizie globali

Le grandi crisi, paradossalmente, sono oggi spesso causate dalla nostra capacità di invenzione. Ma mai come oggi sarà l’unione a fare la forza

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di Leif Wenar

Londra, 1665: la capitale inglese era sconvolta dall’ultima grande epidemia di peste, la peggiore dopo la Morte Nera del quattordicesimo secolo. “Notizie sempre più tristi si rincorrono di giorno in giorno”, si lamentava il diarista Samuel Pepys. “Questa settimana sono morte in città 7496 persone, 6102 delle quali di peste. Ma temiamo che il vero numero di morti si avvicini a 10.000, in parte tra i poveri, del cui numero esatto non possiamo avere notizia”.
Mentre il numero di morti cresceva e le strade si riempivano di spazzatura che nessuno portava via, i londinesi si accorsero che la città era invasa da cani e gatti. E così, il Lord Sindaco dette l’ordine: uccidete cani e gatti.
Il ciambellano della città assoldò dei cacciatori, e i cacciatori uccisero più di quattromila animali. Ma cani e gatti non facevano altro che dare la caccia ai ratti che si nutrivano di spazzatura, e i ratti erano i portatori delle pulci che trasmettevano la peste. Adesso, liberati dei predatori, sparsero la malattia con virulenza ancora peggiore. Alla fine, si stima che la peste del 1665 uccise quasi il 20% della popolazione di Londra – il che oggi equivarrebbe a circa un milione e mezzo di persone. Un grande incendio, in seguito, distrusse un terzo della città. Leggi tutto…