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IL SIGNOR F. È MORTO IN TRENO E ALTRI RACCONTI di Maria Greco

IL SIGNOR F. È MORTO IN TRENO E ALTRI RACCONTI di Maria Greco (Robin edizioni)

Il libro sarà presentato sabato 6 maggio, h. 17, nella sede della Biblioteca della “Città Metropolitana” di Catania (Via Prefettura 20), nell’ambito della rassegna “MAGGIO DEI LIBRI”. Sarà presente l’autrice insieme a Dario Stazzone e Salvatore Taranto. Coordina Pina Consoli

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Di seguito, alcune dichiarazioni dell’autrice, una annotazione firmata da Elvira Seminara e un estratto del libro

Il titolo del libro è il titolo del primo racconto che riassume in sé il significato della raccolta“, spiega Maria Greco a LetteratitudineNews . “Il signor F. è un uomo che non ha una vera identità, di lui si legge soltanto: “un signore piuttosto distinto dell’età di settantasei anni, era morto…”. Ma intorno a questo anonimo personaggio ruota un’umanità cinica e indistinta, variamente curiosa e distratta, occupata dai più vaghi pensieri, dalle minuzie di una vita spicciola e capricciosa…”

La vita è fatta anche di minuzie, naturalmente“, continua ancora l’autrice. “Tuttavia in qualche caso le minuzie ci rendono ciechi di fronte alle enormità. La morte è una di queste: ci sta davanti, ci osserva divertita nel nostro quotidiano annaspare, ma noi non riusciamo a vederla, notiamo invece che un certo signor F. ha occupato indebitamente il nostro posto sul treno… e ne siamo contrariati”.

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Se uno non è
Cos’è un uomo morto, nel quarto vagone al posto 33? Non ho detto chi è (come sarebbe rispettoso) ma cos’è. Quel morto per caso, che sembra solo addormentato, si insinua fra i passeggeri come un ingombro, ottuso anzi molesto. Nessuna pietà, o curiosità, per la sua vita bruscamente rotta, solo fastidio o morbosità da gossip.
E le scarpe del senatore disonesto, invece, chi sono? Perché continuano a saltare e bighellonare per casa, ribelli, rifiutando ostinate i piedi del padrone, e la loro stessa funzione di cose? Cosa vogliono dire, forse disgusto e noia?
E poi c’è lo specchio che non riflette più il volto del signor M., a ricordargli (forse) che ha perso la sua “identità”, e del resto pure la sua ombra si è dissociata dal titolare.
L’umorismo è il sentimento del contrario, diceva Pirandello, e la sua ombra (ancora un’altra) aleggia sorniona su queste pagine visionarie. Ama infatti mischiare le carte e le prospettive, Maria Greco, e sovvertire i piani non solo di umani e cose ma anche dell’Olimpo, e in questo gioco irriverente, di penna colta e leggera, tra climi surrealisti e amorosa cura del dettaglio, ti sembra pure di incontrare Cechov, Gogol, Bontempelli.
È così, per innocenza o spregiudicatezza, e sabotaggio delle cose, che i personaggi di questi racconti inciampano nel mondo, cercando se stessi o fingendosi al meglio, mettendo in scena una microsocietà del cinismo o dell’idiozia, della nevrosi e del luogo comune, del sogno imperfetto. Insomma del tic fascinoso del vivere.
Elvira Seminara

 

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Il signor F. è morto in treno di Maria Greco (Robin edizioni) – estratto del libro Leggi tutto…