Archivio

Posts Tagged ‘Maria Valeria Sanfilippo’

SEBASTIANO ADDAMO. IL PENSIERO, IL SILENZIO, LA PAROLA di Maria Valeria Sanfilippo

“Sebastiano Addamo. Il pensiero, il silenzio, la parola” di Maria Valeria Sanfilippo (Aracne). Pubblichiamo uno stralcio dell’introduzione di Sarah Zappulla Muscarà

Il libro sarà presentato sabato 23 novembre, alle 17.30, alla Pinacoteca N. Sciavarrello (già chiesa S. Michele Minore, piazza Manganelli). Sarà presente l’autrice. Intervengono: Rosaria Sardo e Sergio Sciacca. Coordina Sarah Zappulla Muscarà. Letture a cura di Salvo Valentino e Pietro Cucuzza della Compagnia dei Giovani.

 * * *

Stralcio dalla prefazione di Sarah Zappulla Muscarà

Sorretto da salda cultura filosofica e letteraria, lucida, cartesiana razionalità, Sebastiano Addamo, d’impervia e contratta malinconia, ripercorre, con occhi invasi di smagato, irredimibile risentimento, il viaggio della conoscenza del reale e del simbolico.
Si dipana nei meandri della geografia dell’«oscuro» l’itinerario gnoseologico tracciato dall’autore secondo cui l’uomo è «origine e nulla» e la contemporaneità «il luogo per ogni anacronismo». In un’epoca lacerata dal nicciano grido «Dio è morto», compito dello scrittore non è «tranquillizzare» bensì «inquietare», scuotere dal torpore di metafisiche certezze, ma soprattutto, «contaminandosi con la laidezza quotidiana, fraternamente coinvolta nella rissa giornaliera degli uomini», rivelare «l’oscurità che è nell’uomo, nei suoi gesti, nel suo tessuto emozionale» e restituire infine «la vigile inquietitudine per una realtà altra». Leggi tutto…

I FRUTTI DEL GIARDINO DI ARMIDA

“I FRUTTI DEL GIARDINO DI ARMIDA. L’itinerario letterario di Sarah Zappulla Muscarà” a cura di Maria Valeria Sanfilippo (Thule)

di Massimo Maugeri

Nata a Torino, Maria Valeria Sanfilippo vive e insegna a Firenze. È laureata in Lettere, in Filologia, in Scienze della Comunicazione. È dottore di ricerca in Filologia Moderna presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche nell’Università di Catania. Ha conseguito, tra gli altri, il Premio Nazionale Luigi Capuana.
Coniuga la ricerca universitaria con l’attività di giornalista pubblicista e l’insegnamento da abilitata e vincitrice di concorso nella scuola secondaria. Ricopre attualmente il ruolo di vicepreside nell’Istituto Internazionale Kindergarten di Firenze. Ha all’attivo i volumi: La fortuna scenica di Luigi Capuana (ed. Sciascia, 2015), Giuseppe Bonaviri e le Novelle saracene (ed. Aracne, 2016), Il giardino di Armida (ed. Thule, 2018), Sebastiano Addamo. Il silenzio, il pensiero, la parola, (ed. Aracne, 2018), svariate pubblicazioni su autori dell’Otto-Novecento, convegni in Italia e all’estero.

Ho incontrato Maria Valeria per porgerle qualche domanda sul volume I frutti del giardino di Armida dedicato (come recita il sottotitolo) all’itinenario letterario di Sarah Zappulla Muscarà.

– Cara Maria Valeria, partiamo dall’inizio. Come nasce questo libro?
Il progetto risale a quasi 10 anni fa e si deve a Tommaso Romano. In occasione del Premio Al-Cantàra”, promosso da Pucci Giuffrida, ebbi l’occasione di conoscere Romano che, tra il serio e il faceto, mi propose una stimolante quanto ardua sfida intellettuale alla presenza di Sarah Zappulla Muscarà, di cui avrei dovuto ripercorrere l’intero itinerario letterario. Avendo instaurato da lunga data un sodalizio umano e culturale con l’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano fondato da Enzo Zappulla e dal mio maestro Sarah Zappulla Muscarà, costituivo il naturale ’humus fertile per raccogliere questi sparsi e impervi (per l’imponente ed eterogenea mole) “frutti del giardino di Armida”. Onorata di essere stata scelta per quest’avventura edita per la collana “Tempi d’inventario”, per i tipi di Thule, diretta da Tommaso Romano.

– Perché questo titolo (I frutti del giardino di Armida)? Cosa simboleggia? Leggi tutto…

GIUSEPPE BONAVIRI E LE NOVELLE SARACENE

GIUSEPPE BONAVIRI E LE NOVELLE SARACENE di Maria Valeria Sanfilippo (Aracne)

Venerdì 7 luglio, a Catania, alle 17, all’Ursino Recupero (via Biblioteca 13), avrà luogo la presentazione del volume “Giuseppe Bonaviri e le Novelle saracene” (ed. Aracne) di Maria Valeria Sanfilippo. Saluti introduttivi di Rita Angela Carbonaro. Intervengono: Rosaria Sardo e Sergio Sciacca. Coordina Sarah Zappulla Muscarà. Letture a cura di Agostino Zumbo. Incontro promosso dalle Biblioteche Riunite “Civica” e “Ursino Recupero” in collaborazione con l’Università degli Studi di Catania, l’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano e il Kiwanis Club Absolute Catania -Terra dei Ciclopi.

 * * *

Edito per i tipi di Aracne, con una intrigante prefazione a firma Sarah Zappulla Muscarà e in copertina un dipinto di Antonino Cammarata, il volume analizza la ricca e multiforme produzione di Giuseppe Bonaviri, alla luce di una bibliografia corposa e aggiornata. Ne scaturisce un panorama critico-letterario, arricchito di indagini intra e inter-testuali, lettere inedite, interviste all’autore, materiale documentario di vario genere.
Una messa a fuoco delle Novelle saracene in un quadro di consonanze e diversità socio-linguistiche con altri autori: da Propp a Calvino, da Andersen a Capuana, a Rodari sino a Walt Disney. Riaffiorano altresì le atmosfere ricreate da quelle novellatrici popolari che, vissute tra Otto e Novecento, seppero accompagnare alla parola l’impareggiabile rituale del gesto e la melodia del canto, inverando inaspettate risorse interculturali e multietniche.
Per tale ragione il volume s’impone all’attenzione del lettore comune come pure degli addetti ai lavori, tra gli altri storici, filologi, linguisti, musicologi.
Un’occasione per conoscere più a fondo Bonaviri, più volte nella rosa dei candidati al Premio Nobel, tra i più rappresentativi autori nel panorama non soltanto nazionale del secondo Novecento. Autore di una prolifica ed eterogenea produzione (che spazia dalla narrativa, alla poesia, dalla saggistica al teatro), tradotto in numerose lingue europee ed extraeuropee (persino in arabo e in cinese). Ritenuto dalla critica degno di occupare un posto autonomo ed originale accanto a fuoriclasse della statura di Verga, Pirandello, Sciascia, come pure Marquez e Lorca, per fare solo qualche nome. Leggi tutto…

LA FORTUNA SCENICA DI LUIGI CAPUANA di Maria Valeria Sanfilippo

Maria Valeria Sanfilippo,LA FORTUNA SCENICA DI LUIGI CAPUANA, Salvatore Sciascia

pp. 208, euro 20.00, prefazione di Sarah Zappulla Muscarà.

Il libro sarà presentato a Catania il 4 marzo, ore 16.30, presso il Coro di notte del Monastero dei Benedettini.
Intervengono: Rosaria Sardo e Sergio Sciacca – Coordina: Sarah Zappulla Muscarà – Legge: Agostino Zumbo

La “duplice bestia nera”. Così Luigi Capuana soleva definire il pubblico e la stampa, destinatari ultimi delle sue opere drammaturgiche. Pubblico e stampa diedero del filo da torcere al teatro del mineolo, tanto osannato quanto bistrattato. La ricezione della sua fortuna è ora contenuta nel neonato volume “La fortuna scenica di Luigi Capuana” di Maria Valeria Sanfilippo, edito per i tipi di Salvatore Sciascia, con una succosa prefazione a firma Sarah Zappulla Muscarà e in copertina un dipinto di Mario Attilio Cristaldi. Fogli di un diario collettivo, scritto a due mani, quella del critico e quella del pubblico, con tutto quello che comporta tale convivenza, a volte pacifica a volte conflittuale.

Il lavoro di ricerca della giovane italianista Maria Valeria Sanfilippo (foto in basso) traccia un puntuale, ricco, documentato itinerario della fortuna scenica del teatro in lingua e in dialetto di Capuana, costellato di successi (è il caso di commedie in dialetto quali Malìa e Lu paraninfu, molte delle quali divenute cavalli di battaglia di intere generazioni di Compagnie) ma pure di rovinosi fischi (è la sorte toccata a commedie in italiano quali Il piccolo archivio, Serena, Gastigo, Ribelli). Dal debutto di Giacinta nel 1888 al Teatro Sannazaro di Napoli a Quacquarà, andata in scena postuma alla morte dell’autore nel 1916 al Teatro Alfieri di Torino è possibile immergersi nella febbrile attività drammaturgica del Capuana. A nudo ingranaggi e dinamiche del mondo dello spettacolo coevo, gli orientamenti di una società composita espressi da ‘penne’ di primo piano (Edoardo Boutet, Annibale Gabrielli, Stanislao Manca, Gaetano Miranda, Domenico Oliva, Giulio Piccini, Eugenio Torelli e molti altri nomi illustri celati da pseudonimi). Il meticoloso e sistematico spoglio di quotidiani e riviste a cavallo fra Otto e Novecento, condotto presso le emeroteche di Archivi e Biblioteche di svariate città italiane (fra le altre Bologna, Catania, Firenze, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino), unitamente al corpus di carteggi, i tanti documenti di prima mano reperiti, ci restituiscono il giudizio della critica, le reazioni del pubblico, il clima culturale dell’epoca. Si chiariscono e si completano finalmente le esigue e spesso contraddittorie indicazioni bibliografiche, le supposizioni e gli equivoci sulla fortuna scenica capuaniana reiterati sino ad oggi. Leggi tutto…