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Posts Tagged ‘marietti’

DONNE DI ALTRE DIMENSIONI di Radu Sergiu Ruba (recensione)

DONNE DI ALTRE DIMENSIONI di Radu Sergiu Ruba (Marietti)

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di Eva Luna Mascolino

È vero che i grandi gruppi editoriali hanno più possibilità di investire in nuovi talenti o in voci straniere ancora poco note in Italia, ma è altrettanto vero che a volte l’attenzione scrupolosa di una casa editrice indipendente è in grado di trovare un capolavoro non ancora scoperto tra i meandri della letteratura contemporanea e restituirlo in una traduzione a dir poco acrobatica al proprio pubblico. Esempio paradigmatico di questo secondo caso è stato costituito di recente dalla prima edizione italiana di Donne di altre dimensioni dello scrittore rumeno Radu Sergiu Ruba, pubblicato nell’ottobre 2019 da Marietti nella collana Le Lampare e a cura di Giuseppe Munarini.
Si tratta di un’opera letteralmente sconosciuta fino a oggi, composta da un intellettuale altrettanto poco noto nel Belpaese, e che tuttavia è famoso in patria, in Europa e oltreoceano per i suoi studi filologici, la sua docenza di letteratura rumena e francese, e la sua collaborazione con diverse riviste e redazioni radiofoniche in tutto il mondo. Leggi tutto…

IL PADRE D’INVERNO di Andre Dubus

Scrivere racconti non è impresa semplice

di Marco Ostoni

Essere padri senza essere mariti o da ex mariti. Intessere relazioni amorose senza le fatiche di spartire, con le gioie, anche, dolori, fastidi, noie e brutture della convivenza. Essere figli sognando genitori che si amano, ma accontentandosi – non avendoli – di ciò che una madre e un padre separati possono comunque dare, ciascuno con i suoi limiti e le sue qualità: una dose di affetto e una coperta di calore a sciogliere i geloni che si formano ai piedi lungo il cammino del diventare grandi.

Il male e i travagli del vivere Andre Dubus – tre matrimoni, sei figli, un omicidio alle spalle e una vita tormentata conclusa in carrozzella con una gamba amputata – li ha provati sulla propria pelle ma, soprattutto, li ha saputi narrare. Lo ha fatto in primo luogo nei racconti  (per cui ha ricevuto il plauso di autori come Stephen King, John Updike, Elmore Leonard o John Irving), usciti con successo negli States a partire dagli anni Sessanta e che l’editore Mattioli 1885 da qualche anno sta proponendo meritoriamente al pubblico italiano: prima (nel 2009) con Non abitiamo più qui, quindi con Le voci della luna (2011) e ora con questa straordinaria silloge intitolata Il padre d’inverno, uscita nelle scorse settimane per le cure e (l’ottima) traduzione di Nicola Manuppelli. Un libro da mandare a memoria, per potenza, profondità, incisività, qualità letteraria.

Scrivere racconti è impresa per pochi iniziati. La forma breve imbriglia la penna e l’arte del levare, in tempi di ridondanza in cui le pagine di troppi libri grondano aggettivi, perifrasi e incisi, è patrimonio raro. Anche i lettori, specie in Italia, non apprezzano granché il genere, benché l’ultima stagione abbia sfornato alcune raccolte di qualità e fortuna editoriale quali Il rumore dei baci a vuoto di Luciano Ligabue (rocker che pare aver bene imparato a trasferire tempi e ritmi delle sue canzoni nei ristretti confini delle short stories), Il momento è delicato di Niccolò Ammaniti e Baci scagliati altrove di Sandro Veronesi, due scrittori “maggiori” che già si erano fatti conoscere per la capacità di districarsi agevolmente nel racconto e che non a caso sono finalisti al Premio Chiara. Leggi tutto…