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Posts Tagged ‘Mario Baudino’

LEI NON SA CHI SONO IO di Mario Baudino

https://i2.wp.com/www.giunti.it/media/b08383-7SP78XIP.jpgLEI NON SA CHI SONO IO di Mario Baudino (Bompiani) – intervista all’autore

di Massimo Maugeri

È davvero delizioso il nuovo libro di Mario Baudino intitolato “Lei non sa chi sono io” (edito da Bompiani). Il sottotitolo coincide con una vera e propria dichiarazione di intenti: “Un’avventurosa ricognizione di cause e di conseguenze umane e letterarie del celarsi sotto uno pseudonimo”. La promessa insita in tale dichiarazione è più che mantenuta.
C’è da dire, peraltro, che – in un certo senso – il “Lei non sa chi sono io” ci riguarda tutti… poiché viviamo in un’epoca in cui l’identità è frammentata e molto spesso sostituita da un’identità altra: quella che proponiamo attraverso l’uso dei social network (e, in alcuni casi, quella dietro la quale ci si nasconde attraverso il ricorso ai nickname).

Mario Baudino (ne approfitto per segnalare la puntata radiofonica dedicata al suo romanzo “Lo sguardo della farfalla”) svolge da par suo un’indagine sulle motivazioni che hanno spinto autori noti a celarsi dietro un nome inventato. La casistia è piuttosto ampia. Qualcuno l’ha fatto per proteggersi, qualcun altro per una questione di snobismo, o per scaramanzia. Altri ancora per questioni legate al denaro o al marketing. O persino per amore.
I nomi che si avvicendano all’interno di “Lei non sa chi sono io” sono celeberrimi. Giusto per citarne qualcuno: Carlo Collodi, Alberto Moravia, Joseph Conrad, Pablo Neruda, Teofilo Folengo, Voltaire, Umberto Saba, Pessoa, Romain Gary. Quest’ultimo, nato Roman Kutcher, è colui con cui Mario Baudino apre il libro (con il capitolo intitolato “Fake era”). Stiamo parlando di un intellettuale francese molto noto che decise di togliersi la vita a Parigi il 2 dicembre 1980 (sei giorni prima dell’assassinio di John Lennon). La vicenda di Gary è molto particolare: nel 1956 vinse il premio Gouncourt, il piú importante premio letterario francese, con un’opera intitolata “Le radici nel cielo”; ma lo stesso stesso premio lo vinse una seconda volta (con il romanzo intitolato “La vita davanti a sé”, pubblicato nel 1975) nei panni di uno scrittore inesistente (un nowhere writer, mi verrebbe da scrivere “parafrasando” il titolo di un celebre brano di Lennon scritto all’epoca dei Beatles) che egli stesso inventò coniando un eteronimo. Poi, però, l’identità fu svelata…

– Caro Mario, partiamo dall’inizio. Come nasce questo libro? Cosa ti ha spinto a scriverlo?
Stavo lavorando sul caso Ferrante, mi chiesi se non ci fossero precedenti interessanti. Ho scoperto così che sono infiniti, ed anzi si può parlare di un vero e proprio “romanzo del nome” che attraversa la letteratura. E ci apre scenari interessanti: per esempio mostra nei fatti come l’autore, sia col proprio nome anagrafico sia con lo pseudonimo, nel momento in cui scrive sta già diventando un altro. A specchio, qualcosa del genere potremmo dire che succede al lettore. In entrambi i casi si esce da se stessi

– I motivi che hanno indotto gli scrittori e i poeti (protagonisti di “Lei non sa chi sono io”) a cambiare nome sono diversi, come ho accennato nell’introduzione a questa chiacchierata. Esiste, tuttavia, un elemento che in qualche modo li accomuna? E quali sono le motivazioni più ricorrenti? Leggi tutto…

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I 40 ANNI DI TUTTOLIBRI

Tuttolibri 40 anniI 40 ANNI DI TUTTOLIBRI

Letteratitudine augura buon compleanno a TUTTOLIBRI in occasione del quarantesimo anniversario della nascita.

Un traguardo importante per lo storico supplemento settimanale culturale del quotidiano La Stampa, nato il 1º novembre 1975 per iniziativa del direttore di allora Arrigo Levi e del suo vice Carlo Casalegno.

In primo piano gli auguri del Presidente Mattarella che sottolinea come Tuttolibri abbia “accompagnato e, per molti versi, segnato la vita culturale del nostro Paese in anni di grandi e impetuosi cambiamenti. Basterebbe citare il lungo elenco di personalità della letteratura, del giornalismo, della storiografia della politica, della filosofia ospitate nelle prestigiose pagine per comprenderne il rilievo e l’incidenza nella cultura italiana”.

Nel numero di Tuttolibri oggi in edicola sono stati ripubblicati l’editoriale di apertura di Arrigo Levi (uscito nel primo numero del supplemento) e la storica intervista che Pier Paolo Pasolini rilasciò (a Furio Colombo) poche ore prima della sua morte (pubblicata nel secondo numero del supplemento).

Nell’editoriale di apertura Arrigo Levi rivendicava l’affinità «a una certa idea della cultura, ma anche a una certa idea dell’Italia e di come una società si sviluppa: il libro è un momento essenziale di ogni crescita civile». Il primo fascicolo della rivista ospitava un’intervista a Eugenio Montale (sulla funzione della poesia nella società moderna) e una con Alberto Moravia sulla scrittura civile. Il numero d’esordio ottenne lusinghieri risultati di vendita: 130.000 esemplari in prima tiratura, seguiti da una seconda tiratura di 30.000 copie.

Sul secondo numero apparve una breve (storica) intervista di Pier Paolo Pasolini con Furio Colombo, che acquisì una vastissima risonanza in quanto il poeta friulano morì tragicamente la notte stessa dopo averla rilasciata. Sulla scia del clamore riscontrato dalla scomparsa del celebre intellettuale, il numero 2 di Tuttolibri uscì in 177.000 copie, presto esaurite, che rimasero il record assoluto del periodico.

Una novità che caratterizzò il settimanale fu la classifica dei libri (affidata alla Demoskopea, compiuta per la prima volta con criteri scientifici).

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L’ARTICOLO DI MARIO BAUDINO

di Mario Baudino Leggi tutto…