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CLASSIFICA: dal 25 giugno all’1 luglio 2018 – segnaliamo “Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi” di Maurizio de Giovanni (Einaudi)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 25 giugno all’1 luglio 2018

Questa settimana segnaliamo: “Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi” di Maurizio de Giovanni (Einaudi)

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Si conferma al 1° posto il nuovo libro di Andrea Camilleri: “Il metodo Catalanotti” (Sellerio)

Mantiene la 2^ posizione, “Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te” di Me contro Te (Mondadori Electa)

Entra in top ten, al 3° posto, “Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi” di Maurizio de Giovanni (Einaudi)

Conquista la 4^ posizione, “Ogni respiro” di Nicholas Sparks (Sperling & Kupfer)

Entra in top ten, al 5° posto, “Il patto dell’abate nero. Secretum saga” di Marcello Simoni (Newton Compton)

In 6^ posizione (la settimana scorsa era al 3° posto) “La lettera d’amore” di Lucinda Riley (Giunti Editore)

Al 7° posto (la settimana scorsa era in 4^ posizione)  Joël Dicker con “La scomparsa di Stephanie Mailer” (La nave di Teseo)

All’8° posto troviamo “Il labirinto di fuoco. Le sfide di Apollo. Vol. 3” di Rick Riordan (Mondadori)

Al 9° posto: “Sulla tua parola. Messalino luglio-agosto 2018. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio” (Editrice Shalom)

Al 10° posto (la settimana scorsa era in 6^ posizione) “Origin” di Dan Brown (Mondadori) – edizione economica

 

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Questa settimana segnaliamo: “Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi” di Maurizio de Giovanni (Einaudi) – al 3° posto in classifica generale

La nuova indagine del commissario Ricciardi.

Perché qualcuno dovrebbe uccidere un angelo? Perché qualcuno dovrebbe sposare un dannato?

È maggio, e la città si risveglia per avviarsi verso la stagione più bella. Eppure il male non si concede pause. Su una lingua di tufo che si allunga nel mare di Posillipo viene trovato il cadavere di un anziano prete. Qualcuno lo ha barbaramente ucciso. È inspiegabile, perché padre Angelo, la vittima, era amato da tutti. Un santo, dicono. Un fine teologo, un uomo che nella vita ha donato conforto a tante persone. Un confessore. È maggio, e anche se il sole e la luna sono un incanto, Ricciardi è più inquieto che mai. Lui ed Enrica hanno cominciato a incontrarsi, ma il commissario non può continuare a nasconderle la propria natura, il segreto che a lungo lo ha tenuto lontano da lei. È maggio, e i rapinatori sembrano diventati così abili che il brigadiere Maione rischia di perdere la testa nel tentativo di catturarli. Forse perché sente profonda la mancanza di Luca, il figlio morto, e vorrebbe spiegarlo alla moglie. Ma non è bravo con le parole.
È maggio, è tempo di confessioni.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Il metodo Catalanotti Andrea Camilleri Sellerio Editore Palermo 14,00
2 Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te Me contro Te Mondadori Electa 15,90
3 Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi Maurizio De Giovanni Einaudi 19,00
4 Ogni respiro Nicholas Sparks Sperling & Kupfer 19,90
5 Il patto dell’abate nero. Secretum saga Marcello Simoni Newton Compton 9,90
6 La lettera d’amore Lucinda Riley Giunti Editore 16,90
7 La scomparsa di Stephanie Mailer Joël Dicker La nave di Teseo 22,00
8 Il labirinto di fuoco. Le sfide di Apollo. Vol. 3 Rick Riordan Mondadori 18,00
9 Sulla tua parola. Messalino luglio-agosto 2018. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio Editrice Shalom 4,00
10 Origin Dan Brown Mondadori 7,90 S

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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“PANE per i Bastardi di Pizzofalcone” di Maurizio de Giovanni (un estratto)

Risultati immagini per i bastardi di pizzofalcone raiPubblichiamo le prime pagine di “PANE per i Bastardi di Pizzofalcone” di Maurizio de Giovanni (Einaudi Stile Libero Big).

La prima puntata dell’omonima serie Tv tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni I Bastardi di Pizzofalcone andrà in onda lunedì 9 gennaio, h. 21:15,  su Rai1.

Nel cast: Alessandro Gassmann e Carolina Crescentini.

Regia: Carlo Carlei

 

Interpreti: Alessandro Gassmann, Carolina Crescentini, Antonio Folletto, Tosca d’Aquino, Massimiliano Gallo, Gianfelice Imparato, Simona Tabasco, Gennaro Silvestro, Gioia Spaziani, Francesco Guzzo

 

 

I.

Il Principe dell’Alba si mette in cammino venti minuti
prima delle quattro.
Non sono molti i gesti che deve compiere, e il Principe
li conosce a memoria; potrebbe eseguirli a occhi chiusi.
Ma quella è l’ora, e tutto va fatto come va fatto, senza
deroghe. Oggi, poi, sarà una di quelle giornate che ti invitano
a ringraziare Iddio di essere vivo. È vero che fino
a poco fa ha piovuto, e neppure poco, ma già si capisce
che verrà il sereno.
Oggi l’estate ha deciso di presentarsi, pensa il Principe
dell’Alba. Non c’è dubbio. Basta annusare la promessa
di calore, non la sentite? Be’, io sí. La sento forte e
chiara.
A frequentare l’alba fin da bambini se ne impara il linguaggio.
Sembra sempre uguale, l’alba, invece cambia ogni
volta. Non dura molto, badate. Può essere lunga un’ora,
ma anche piú breve, dieci o venti minuti. Ha confini incerti:
a ovest con la notte che allunga i suoi tentacoli di
solitudine e silenzio, a est con il giorno urlante e feroce,
ed è diversa sia dall’una sia dall’altro, che non si incontrano
mai, perché c’è lei a separarli.
Una volta il Principe ha sentito un poeta, un filosofo,
uno scrittore o chissà chi dire alla televisione che l’alba
è figlia della notte e del giorno. Fesserie. Quello, aveva
pensato, è uno che per l’alba ci è passato sbronzo dopo
qualche festa piena di coca e zoccole. L’alba è una cosa
a sé. Non c’entra niente col giorno e con la notte se non
perché ci sta in mezzo.
Al Principe dispiace doverla attraversare con la macchina.
C’è il rumore, e c’è la puzza di benzina. Ma almeno
oggi può tenere il finestrino aperto, e guidando piano
sentire il sussurro del vento sulla faccia. Riconoscerebbe
il momento anche bendato, senza confondere il riverbero
delle luci ancora accese con l’affacciarsi di un sole lontano.
A certi profumi ci si abitua come alle voci delle persone di
famiglia, che distingueresti in mezzo a un coro.
Il Principe sorride e ripensa a un’alba di giugno uguale
a quella, però di cinquant’anni prima. Mamma mia, mormora:
cinquant’anni. Mezzo secolo. Quanta vita, quante
vite. Quanto pane. Leggi tutto…

CRONACHE DALLA FINE DEL MONDO (la prefazione di Maurizio de Giovanni)

CRONACHE DALLA FINE DEL MONDO – AA.VV. (a cura di Laura Costantini)
Historica, 2012 – € 18

Post collegato a questo dibattito su LetteratitudineBlog

25 autori per 25 modi diversi di vivere e immaginare la fine del mondo

Il libro
Come te la immagini la fine del mondo? E’ stata questa la domanda alla base del progetto editoriale delle Cronache dalla fine del mondo. La fantasia dei 25 autori si è scatenata cercando di travalicare i confini sempre angusti del già visto e del già sentito. Se ci siano riusciti è verdetto che spetta ai lettori. Resta l’impegno e la voglia di confrontarsi con un tema che da sempre appassiona l’umanità intera. Troverete alieni in vena di bonifiche, astronavi pazze, amori disperati eppure pronti a ricostruire il mondo dopo ogni caduta, miti del passato e visioni del futuro. Ci piace pensare che leggendo questi racconti, a profezia dei Maya trascorsa e sconfessata, troverete in realtà un ritratto veritiero di quello che siamo, del mondo che viviamo, della società che abbiamo costruito e di quella che vorremmo.

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Prefazione a “Cronache dalla fine del mondo”

di Maurizio de Giovanni

Leopardi, alla fine del Canto notturno di un pastore errante per l’Asia, scrive: E’ funesto a chi nasce il dì natale.
Frase terribile: significa che il giorno in cui si nasce è quello mortale. Che alla morte, cioè alla fine, non si sfugge.
Nulla di nuovo, si potrebbe dire. L’unica cosa certa, ahimè, è quella ed è l’unico destino che non si può cambiare. Ma dirlo così, in endecasillabi, fa scattare un orribile tic tac, un conto alla rovescia che nasconde l’abisso del nulla sotto la gioia del primo vagito.
La morte, nel suo ripetersi cadenzato, nella danza che compie eternamente abbracciata alla vita, l’abbiamo accettata, alla fine. Ci fa compagnia per tutta l’esistenza, entra nei detti, nei proverbi, nei luoghi comuni; fa parte delle canzoni, delle storie, di quasi tutti i romanzi e i racconti. Sta fuori la porta che ci aspetta, non la possiamo scacciare. E, man mano che il tic tac leopardiano procede, ci rode sempre di più il fatto che ci toccherà allontanarci dal mondo prima di tutti gli altri, gettando un ultimo sguardo invidioso a chi succhierà ancora l’aria e il suo profumo mentre a noi questo immenso piacere sarà negato.
Ben diverso è il concetto della fine collettiva. Ben diverso l’atteggiamento che abbiamo nei confronti della fine del mondo. Leggi tutto…

Il premio Scerbanenco va a “Il metodo del coccodrillo” di Maurizio de Giovanni

La Giuria del Premio Giorgio Scerbanenco – La Stampa composta da: Cecilia Scerbanenco (Presidente), Valerio Calzolaio, Luca Crovi, Loredana Lipperini, Cesare Martinetti, Sergio Pent, Sebastiano Triulzi, John Vignola e Lia Volpatti ha assegnato il Premio dell’edizione 2012 a Il metodo del coccodrillo di Maurizio De Giovanni (Mondadori), con la seguente motivazione: «Per aver saputo coniugare il senso di appartenenza al romanzo nero napoletano con la creazione di personaggi complessi pur nella loro riconoscibile quotidianità. La conferma di una brillante voce letteraria».

La Giuria ha inoltre deciso di assegnare una Menzione Speciale a Il male quotidiano di Massimo Gardella (edito da Guanda) con la seguente motivazione: «Per aver rappresentato con efficacia un mondo disperato e criminale in cui l’Italia si incrocia con l’Europa di oggi, attraverso lo sguardo già disilluso di un poliziotto figlio di migranti».

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Il metodo del coccodrilloIl metodo del coccodrillo di Maurizio De Giovanni
Mondadori, 2012 – pagg. 247 – euro 17

Napoli, così, non l’avevamo vista mai. Una città borghese, inospitale e caotica, cupa e distratta, dove ognuno sembra preso dai propri affari e pronto a defilarsi. È esattamente questo che permette a un killer freddo e metodico di agire indisturbato, di mischiarsi alla folla come fosse invisibile. “Il Coccodrillo” lo chiamano i giornali: perché, come il coccodrillo quando divora i propri figli, piange. E del resto, come il coccodrillo, è una perfetta macchina di morte: si apposta, osserva, aspetta. E quando la preda è a tiro, colpisce. Tre giovani, di età e provenienza sociale diverse, vengono trovati morti in tre differenti quartieri, freddati dal colpo di un’unica pistola. L’ispettore Giuseppe Lojacono è l’unico che non si ferma alle apparenze, sorretto dal suo fiuto e dalla sua stessa storia triste. È appena stato trasferito a Napoli dalla Sicilia. Un collaboratore di giustizia lo ha accusato di passare informazioni alla mafia e lui, stimato segugio della squadra mobile di Agrigento, ha perso tutto, a cominciare dall’affetto della moglie e della figlia. È il giovane sostituto procuratore incaricato delle indagini, la bella e scontrosa Laura Piras, a decidere di dargli un’occasione, colpita dal suo spirito di osservazione. E così Lojacono, a dispetto di gerarchie e punizioni, l’aiuterà a trovare il collegamento, apparentemente inesistente, tra i delitti. A scorgere il filo rosso che conduce a un dolore bruciante, a una colpa non redimibile, a un amore assoluto e struggente. Leggi tutto…