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L’ESTATE DI CAMERINA, di Mauro Tomassoli

L' estate di CamerinaL’ESTATE DI CAMERINA, di Mauro Tomassoli
Avagliano Editore – pagine 120 – € 12.00 – Anno 2012

di Claudio Morandini

Alcuni elementi fortemente riconoscibili ricorrono nei bei racconti che Mauro Tomassoli ha riunito sotto il titolo “L’estate di Camerina” (Avagliano, 2012). Vi si assapora una scrittura lavorata, innanzitutto, dosata e precisa, un po’ fuori dal tempo (dal nostro tempo approssimativo e arrogante di sicuro) e legata invece a un’idea di prosa che oggi non usa più (e a certi modelli di scrittori che ancora tra i Cinquanta e i Sessanta hanno lavorato sul cesello della forma breve del racconto).
Vi si apprezza poi la pratica del racconto come narrazione di emozioni sottili, di impalpabili sensazioni, concentrate dentro a una situazione colta nel suo farsi, ma senza l’assillo (da scuola di scrittura) del rispetto di una struttura – soprattutto, senza l’ossessione della conclusione a sorpresa, del botto finale, qui sempre procrastinato, eliso. Mauro Tomassoli mi conferma quest’impressione, quando risponde così, con apprezzabile understatement, a una mia domanda su quali siano le virtù del racconto ideale: “Non so ben risponderti; ma mi pare sia fondamentale, che si tratti di un racconto breve o di un romanzo, fare di tutto per non annoiare il lettore, aderire il più possibile al nocciolo dell’idea, rischiare di lasciare al lettore piuttosto degli interrogativi insoluti, un vago senso di inappagamento, che un’eccessiva sazietà”.
Se poi il discorso si allarga alle qualità di una raccolta, Tomassoli confida: “L’unica cosa che mi viene da pensare (e da perseguire) è di privilegiare una scelta di racconti dalla stessa atmosfera, che formino un corpus coerente, che dialoghino tra loro”. E così continua, a proposito di maestri e modelli: “Sono sempre stato un lettore più di romanzi che di racconti. Come tanti altri, ho amato, da ragazzino, certi racconti del terrore (Poe, Lovecraft…). In anni più maturi, ho incontrato quelli di Cechov, che forse è il mio autore di racconti preferito. Kafka. E, per scendere nel contesto italiano, Buzzati, Flaiano, Savinio, la Ginzburg… E, per calarmi in quello ancora più circoscritto degli scrittori miei conterranei, De Roberto, Brancati, Borgese, Sciascia e naturalmente Pirandello”. Leggi tutto…