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IL SONNO DELLA RAGIONE di Mavie Carolina Parisi

IL SONNO DELLA RAGIONE di Mavie Carolina Parisi: incontro con l’autrice

Venerdì 15 febbraio 2019, alle h. 18, presso la biblioteca comunale “G. Calabrò” di Tremestieri Etneo, via Magna Grecia s.n., Canalicchio Mavie Carolina Parisi presenterà il suo nuovo romanzo “Il sonno della ragione” (L’Erudita). Dialogheranno con l’autrice: Rosa Maria Di Natale, giornalista; e Lucia Russo, giornalista e scrittrice

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Mavie Carolina Parisi vive a Catania dove si è laureata in Biologia.
Ha conseguito un master in biochimica presso l’NHI di Bethesda, Maryland.
Insegna matematica e scienze.
Appassionata da sempre di letteratura ha pubblicato numerosi racconti in varie antologie.
E’ del 2009 il suo primo romanzo “E sono creta che muta” .
Nel 2012 ha pubblicato il noir “Quando una donna” (secondo posto al premio Antonio Aniante, finalista al premio Nabokov) cui è seguito nel 2014 il romanzo “Dentro due valigie rosse” (primo classificato al premio di Calabria e Basilicata, finalista al premio Kafka) entrambi pubblicati da Giulio Perrone Editore.
Nel 2016 è uscita per Algra Editore, nella collana Fiori Blu, la raccolta di racconti “I caratteri dell’alfabeto”, (menzione al premio città di Cattolica).
Nel 2017 ha tenuto un corso di scrittura creativa presso la scuola di lingua italiana del Mills College di San Francisco.

Il nuovo romanzo di Mavie Parisi si intitola “Il sonno della ragione” (L’Erudita). Abbiamo chiesto all’autrice di parlarcene… Leggi tutto…

I CARATTERI DELL’ALFABETO: intervista a Mavie Parisi

I CARATTERI DELL’ALFABETO di Mavie Parisi (Algra): intervista all’autrice

di Massimo Maugeri

Mavie Parisi vive a Catania, dove insegna matematica e scienze. Ha pubblicato i romanzi: E sono creta che muta (edizioni PerroneLab), Quando una donna (Giulio Perrone Editore), Dentro due valigie rosse (Giulio Perrone Editore). Di recente, per i tipi dell’editore Algra – nell’ambito della collana di narrativa “Fiori blu”, diretta da Orazio Caruso e Maria Rita Pennisi – ha pubblicato la raccolta di racconti “I caratteri dell’alfabeto” (corredata dalle illustrazioni di Alessio Grillo).

Ne ho discusso con l’autrice…

– Cara Mavie, hai pubblicato tre romanzi e scritto racconti per alcune antologie collettanee. “I caratteri dell’alfabeto” è la tua prima raccolta di racconti personali. Ti chiederei, intanto, di raccontarci come vivi, da scrittrice, il diverso approccio narrativo che caratterizza la scrittura di un romanzo con quello che caratterizza la scrittura di un racconto… Quali sono, dal tuo punto di vista, le differenze, le difficoltà, i pro e i contro?
mavie-carolina-parisiCaro Massimo, ovviamente romanzi e racconti hanno un respiro completamente diverso. C’è chi afferma che scrivere un racconto sia più difficile perché nel breve volgere di poche pagine non è sempre agevole cogliere l’essenza di un messaggio, o la personalità e lo spessore dei personaggi, senza contare che nel racconto è necessario fotografare un determinato momento presupponendo e lasciando presupporre tutta la vita trascorsa fino a quel particolare istante. Ciononostante io trovo la scrittura dei racconti, se non più facile, più rilassante, per vari motivi.
Il racconto si tiene in punta di penna, è più semplice mantenerne le fila e ben vivo in ogni momento la memoria di tutto ciò che vi accade.
Inoltre, scrivere racconti permette di passare da una storia all’altra, da un tema all’altro senza dover fare la scelta più duratura e spesso dolorosa che un romanzo, gioco forza, impone.
Io amo scrivere racconti, ne scrivo quando finisco un romanzo e prima di imbarcarmi nell’avventura successiva o quando mi trovo nei momenti che io definisco di “fermo biologico” , cioè quei periodi in cui il romanzo sembra non voler andare avanti.

– Come nasce questa raccolta di racconti? E i vari racconti che la compongono sono stati scritti contestualmente o in periodi diversi? Leggi tutto…

MAVIE PARISI racconta DENTRO DUE VALIGIE ROSSE

MAVIE PARISI ci racconta il suo romanzo DENTRO DUE VALIGIE ROSSE (Perrone editore)

di Mavie Parisi

Come afferma Rosa Montero ne “La pazza di casa”, ogni storia nasce da un ovetto, una strana entità che è meno di un’idea.
Potrebbe paragonarsi a una scintilla, un barlume, la suggestione di un nanosecondo, un incanto che, una volta afferrato, deve essere schiuso con molta cura, come si farebbe con un bocciolo di papavero, ché sono fatti della stessa materia delicata e pronta a dissolversi.
Nel mio caso l’ovetto è stato la seduzione di una frase: IN BATTERE E IN LEVARE, che non è solo accento metrico  del solfeggio, ma è visione doppia, è la necessità che un movimento forte sia seguito da uno debole, che l’aria che si inspira venga poi espirata, che esistano due modi possibili.
Ed era questo il titolo prima che si chiamasse DENTRO DUE VALIGIE ROSSE, il perché di questo cambiamento è lungo da spiegare, ma intuibile.
L’idea, in verità, più che nascere, emerge, viene fuori dalle profondità dove è stata a lungo covata, più o meno consapevolmente.
Infatti, da molto volevo provare su un mio racconto il meccanismo dello sliding doors (prendo in prestito dall’omonimo film), dove però il punto di scambio non fosse il riuscire o il non riuscire a salire sul vagone di una metropolitana dando così vita a due vicende completamente opposte, volevo che il punto di scambio fosse la diversità di reazione a una situazione identica.
Ed ecco la storia: una famiglia che frana, un padre latitante, una madre rancorosa e due sorelle. Leggi tutto…

QUANDO UNA DONNA, di Mavie Parisi

QUANDO UNA DONNA, di Mavie Parisi
Giulio Perrone editore, 2012 – pagg. 254 – euro 15

di Massimo Maugeri

Zaira è una giovane aspirante chirurgo che si invaghisce del primario Sergio Macchiavelli. La storia parte da qui… dal desiderio di conquista di Zaira che cresce fino a diventare ossessivo. Si intitola “Quando una donna” il nuovo romanzo di Mavie Parisi, già autrice di “E sono creta che muta” (anche il primo è stato pubblicato da Perrone nella collana Lab). Come ha scritto Lia Levi nella nota al libro, si tratta di «una storia dove l’oscura forza passionale capace di portare al delitto, in un suo più profondo contesto, pare svuotarsi della potenza distruttiva per dare abilmente spazio all’eterno gioco dei sentimenti, aneliti, dubbi, speranze e frustrazioni, insomma agli imprescindibili archetipi del tortuoso cammino di una donna il cui unico desiderio è “vivere se stessa”».
Ne ho discusso con l’autrice…

– Sergio e Zaira, due persone che – in apparenza – avevano tutto per essere felici: il successo, l’intelligenza, un lavoro gratificante (sono medici stimati). Perché rimangono ingabbiati nel loro rapporto?
Rimangono ingabbiati nel loro rapporto perchè l’essere umano è inquieto. Mai soddisfatto. Non sempre presente a se stesso. Cito una frase di Bukowski: La sanità mentale è un’imperfezione.
Ma andrei ancora oltre: Cos’è la sanità mentale? E’ una condizione che si addice all’uomo? o l’uomo, in quanto tale è già un’imperfezione?

– Il noir non è “consolatorio” come il giallo, e infatti il tuo libro non offre una soluzione ma semmai apre la riflessione. Si chiude infatti con la stessa domanda con cui si apre: perché. Come mai questa scelta narrativa? Leggi tutto…