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MELISSA, LA DONNA CHE CAMBIÒ LA STORIA – intervista a Valter Binaghi

MELISSA, LA DONNA CHE CAMBIÒ LA STORIA – intervista a Valter Binaghi
[Newton Compton, 2012 – pagg. 315 – euro 9,90]

Leggi lo stralcio del libro su Letteratitudine

di Massimo Maugeri

Il nuovo romanzo di Valter Binaghi è ambientato a Crotone, nel 509 a. C.
Protagonista del libro è Melissa, figura femminile e letteraria potentissima. Ne discutiamo con l’autore.

Caro Valter, anche per te la mia tipica domanda di “apertura”. Come nasce questo tuo nuovo romanzo? Da quale idea o esigenza?
Ci sono sempre molte cose che concorrono a fornire i “materiali” di una storia, eppure nessuna di esse è l’essenziale, perchè ciò che dà forma ed energia al tutto è piuttosto una “visione”. Qui c’è la mia passione per la storia antica, specialmente nelle sue pieghe più ignorate (in questo caso l’Italia pre-romana), il mio interesse professionale (insegno Filosofia e Storia in un Liceo) per il pensiero classico e in particolar modo per il pitagorismo, la mia scoperta recente di una filosofia del femminile (il cosiddetto “pensiero della differenza”, a partire da Luce Irigary). Ma la “visione” è quella di una donna, Melissa, spuntata improvvisamente dalle soglie della mia fantasia, una donna di cui avrei potuto innamorarmi in un momento qualsiasi della mia vita.

Cos’è che ti ha colpito di più del personaggio di Melissa, al punto da spingerti ad occupartene in forma narrativa?
Ho “costruito” Melissa a partire da quello che, nell’elenco dei filosofi pitagorici tramandato dagli antichi frammenti, è solo un nome. Pitagora fu il primo, in una società misogina come quella greca, ad aprire il suo cenacolo filosofico alle donne. Nello stesso tempo mi sono reso conto che, ciò che mi ha sempre maggiormente attratto del pitagorismo, vale a dire la mistica dell’armonia, la musica come espressione cosmica e medicina dell’anima, sono valori che sento come profondamente femminili, al contrario di quel razionalismo legislatore e produttivista che pure emerge dal pensiero greco e stende la sua ombra lunga sulla storia dell’Occidente.

Qual è il contesto storico/sociale in cui Melissa si muove?
Scampata alla strage (il primo cenacolo pitagorico, a Crotone, fu attaccato e distrutto per motivi politici) Melissa finisce venduta come schiava ad un capo sannita. La sua saggezza e il suo talento nell’arte della guarigione la porteranno all’emancipazione, ma anche ad incontri proficui con le altre popolazioni dell’Italia antica: un chirurgo etrusco, un druido celta, sono personaggi non del tutto secondari del libro. La sua è una vita molto avventurosa: guerriera, guaritrice, moglie e madre, infine guida della sua comunità, fino agli ultimi anni spesi in una solitaria ricerca della Luce.

Quali sono i pregi e i difetti di “Melissa / personaggio letterario” che vive tra le pagine del tuo romanzo? Leggi tutto…

MELISSA, LA DONNA CHE CAMBIÒ LA STORIA – di Valter Binaghi (uno stralcio del libro)

In esclusiva per Letteratitudine, un brano tratto da MELISSA, LA DONNA CHE CAMBIÒ LA STORIA – di Valter Binaghi
Newton Compton, 2012 – pagg. 315 – euro 9,90

[ Su tutto si staglia la figura epica di Melissa, in un testo che, senza scadere nella didascalia né in facili suggestioni commerciali, non si fa mancare l’avventura, il fascino dei luoghi, incursioni nella mistica pura con frequenti dialoghi filosofici, e si guadagna, non sappiamo con quanto gradimento dell’autore, la qualifica di “romanzo femminista” ]
Dalla recensione di Mauro Baldrati su Carmillaonline

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Il libro
Crotone, 509 a. C. Melissa, giovane allieva della scuola di Pitagora, si salva dall’eccidio dei pitagorici grazie a Liseo, appartenente al gruppo dei congiurati ma da sempre innamorato di lei. La ragazza però, di fronte al giovane che le dichiara il suo amore e la chiede in sposa, rifiuta di concedersi e solo con la violenza Liseo otterrà quel che vuole. Dopo quella violenza viene venduta come schiava a Cluvio, vecchio capo dei Sanniti. Al villaggio sannita, Cluvio le affida l’educazione dei figli e delle donne di casa. Melissa saprà dimostrarsi utile, conquistando in breve tempo la fiducia delle sue allieve. La sua presenza si rivelerà presto indispensabile: con la sola conoscenza dei numeri e della musica, Melissa guarirà Aris, il figlio di Cluvio, da un’intossicazione. Amata e rispettata dai Sanniti, otterrà la libertà e sposerà Aris, da cui avrà due figli. Il futuro avrà in serbo per lei molte avventure ma la metterà di fronte anche a tanti ostacoli. Melissa saprà affrontarli imponendosi sempre con la sua forte personalità in un mondo governato dagli uomini, e mostrando ­ alla sua epoca, ma anche alla nostra ­ come si possa vivere e progredire nella pacifica ricerca della sapienza.

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Estratto da: Melissa, la donna che cambiò la storia

di Valter Binaghi

© Newton Compton Editori

978-88-541-4314-2Due settimane, ecco quanto durò quella pace siglata così sbrigativamente. Giusto il tempo per i Sanniti di tirar su le capanne e i recinti per gli animali, oltre a seminare quel poco grano che avevano, sperando in un decente raccolto autunnale perché ora, da come si erano messe le cose, di commerciare coi Dauni non se ne parlava proprio.
La ricostruzione dell’accaduto non fu facile, perché mancava uno dei testimoni fondamentali. Comunque pare che uno dei Sanniti, Zoser, inseguendo una capra avesse oltrepassato il confine assegnato ai nuovi arrivati e che, proprio in quel boschetto di noccioli, fosse venuto a lite con un guardiano di porci, che vi pascolava le sue bestie. I due probabilmente se le diedero di santa ragione perché anche Zoser tornò al villaggio piuttosto malmesso, ma il porcaio ebbe sicuramente la peggio perché si prese una tale randellata in testa da rimanere scimunito a vita. Da quel giorno sorrideva a tutti, indistintamente, non pronunciò mai più una frase di senso compiuto e in qualsiasi situazione si trovasse si comportava come un bambino di tre anni. La moglie, inviperita, pretese un risarcimento che però sembrò ai Sanniti sproporzionato: trenta capi di bestiame, tra pecore e capre. Aris in persona scese al villaggio Daunio con dieci animali tra i migliori del gregge. I Dauni si tennero le bestie ma Ezer, il capo, disse che da quel momento in poi il patto d’amicizia era rotto e restituì la cintura avuta in dono. Leggi tutto…