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MAZZARRONA di Veronica Tomassini (recensione)

MAZZARRONA di Veronica Tomassini (Miraggi edizioni)

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La bohème guasta e innocente di “Mazzarrona”, il romanzo di Veronica Tomassini

di Daniela Sessa

Non c’è l’arte che fu lo sfondo alla malattia dei quattro giovani pucciniani. Qui c’è l’eroina. Non c’è nemmeno il fascino del quartiere latino di Parigi. Qui c’è una teoria di palazzoni di cemento del quartiere Mazzarrona di Siracusa. Ma di quel mondo sognatore e ribelle, senza acuti e con tanta disillusione, pare arrivare l’eco tra le pagine bellissime di “Mazzarrona”, l’ultimo romanzo di Veronica Tomassini. Sì, bellissime. Così sarà immediatamente chiaro il senso delle righe che seguono. Che vogliono essere non tanto una recensione quanto lo sguardo ammirato davanti a una scrittura vertiginosa e luminosa prestata a una storia di disagio, di paure, di lotte, di amore, di morte. Raccontato da Veronica Tomassini, quel quartiere – che a Siracusa rappresenta la periferia umana prima che urbana – imprigiona le esistenze fatali di un gruppo di ragazzi e le traduce in un’elegia d’amore e di amicizia. La voce dentro campo è quella di un’adolescente, io narrante di febbricitante dolcezza, consapevole della propria disarmonia di testa, di corpo, di vita, di ambiente, desiderosa di affetti sbagliati che possano inspiegabilmente risarcire il rifiuto di quelli corretti (ma corretti per chi? sbagliati per chi?). La voce fuori campo è quella delle lamiere contorte, delle carcasse di automobili, dei pneumatici abbandonati, delle facciate erose dei falansteri (tributo continuo al Buzzati di “Un amore”) a metà tra cemento e mare: è la voce di Mazzarrona. L’adolescente scontrosa e la periferia violenta inscenano il dramma ecolalico dell’imperfezione. Imperfetta è la liceale perbene, dalla sensibilità scontenta e dall’amore disperato per Massimo il tossico. Imperfetta nella sua sospensione tra espiazione e trasgressione. Lei che sa espiare (forse) ma che non sa trasgredire (forse). Imperfetta, nel senso più vero, è quella periferia, “una geografia di assenti”. Leggi tutto…