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Posts Tagged ‘Morellini editore’

TRA UOMINI E DEI, autori vari (recensione)

TRA UOMINI E DEI. Storie di rinascita e riscatto attraverso lo sport (Morellini editore)

Antologia di racconti curata da Elena Mearini con prefazione di Bruno Pizzul. Racconti di: Silvia Andreoli, Matteo Belli, Andrea Bocconi, Alessandro Bonan, Mauro Colombo, Stefano D’Andrea, Anna Di Cagno, Patrick Fogli, Marcello Fois, Massimo Laganà, Carlo Lucarelli, Massimo Maugeri, Elena Mearini, Giorgio Nisini, Bruno Pizzul, Furio Ravera, Vito Ribaudo, Michele Sancisi, Emiliano Scandi, Massimo Torre, Nicoletta Vallorani

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di Eva Luna Mascolino

«La letteratura è l’arte di scoprire qualcosa di straordinario nella gente comune, e di dire con parole ordinarie qualcosa di straordinario», affermava nel secolo scorso il grande scrittore russo Boris Pasternak. Un intento che la raccolta di racconti Tra uomini e dèi, appena uscita per Morellini Editore, si prefigge con accoramento grazie ai multiformi contributi di Silvia Andreoli, Matteo Belli, Andrea Bocconi, Alessandro Bonan, Mauro Colombo, Stefano D’Andrea, Anna Di Cagno, Patrick Fogli, Marcello Fois, Massimo Laganà, Carlo Lucarelli, Elena Mearini, Massimo Maugeri, Giorgio Nisini, Furio Ravera, Michele Sancisi, Vito Ribaudo, Emiliano Scandi, Massimo Torre e Nicoletta Vallorani.

Tale e tanta diversità potrebbe suggerire una frammentarietà eccessiva del volume, uno sguardo troppo schizofrenico su un mondo a propria volta impossibile da categorizzare, quale è quello dello sport. Eppure, come fa notare Bruno Pizzul nella sua coinvolgente prefazione, questa pubblicazione ha il merito di trovare nella straordinarietà dell’esistenza il suo filo conduttore. Poco importa che a parlare sia in prima persona un campione olimpionico o il fan napoletano più sfegatato di Maradona, un portiere perennemente in panchina o l’ammiratrice di una ginnasta ceca: tra di loro serpeggia sempre l’ambizione al successo e l’incubo dell’infelicità, il bisogno di un qualche rapporto interpersonale e un dialogo interiore mai davvero messo a tacere, la semplicità dei gesti quotidiani e la dimensione epica che segue una mirabile vittoria. Leggi tutto…

LE COCCINELLE NON HANNO PAURA di Stefano Corbetta (recensione)

LE COCCINELLE NON HANNO PAURA di Stefano Corbetta (Morellini editore)

di Francesca G. Marone

“L’atto di fare una foto ha qualcosa di predatorio (…) equivale a violarla, vedendola come essa non può mai vedersi, avendone una conoscenza che essa non può mai avere. (…)” S. Sontag
Teo è essenzialmente un fotografo, un uomo che sembra aver fermato la sua stessa vita ad un fotogramma nel momento in cui la terribile malattia ha invaso la sua testa, Teo ha un cancro al cervello. Questo particolare non da poco l’autore ce lo consegna subito, nelle prime pagine del libro, noi lo sappiamo e procediamo seguendo la storia di Teo e della sua malattia, qualche volta facendo finta di dimenticare, sperando in un miracolo, credendo che tutto sia possibile fin quando siamo qui in carne e sangue, qualche volta la testa ci duole insieme a Teo perché il peso della paura di svanire e di non essere più ci appartiene senza differenze. E noi tutti viviamo per dimenticarla. Eppure la malattia non prende mai totalmente la scena.
Teo sembra aver sospeso tutto, le emozioni, le relazioni, la voglia di scoprire. Fino a quando non incontra una fotografia, un’immagine di due sconosciuti in cui scorge una storia appena accennata che lo porterà altrove, che porterà anche il lettore altrove. Ma l’altrove non è mai così distante dal qui e ora. E da quel momento una storia si lega ad un’altra storia in una struttura ad incastro che impone un rallentamento al ritmo della narrazione. Prendiamo tempo anche noi con Teo, e con la donna che senza chiedere permesso lo accompagna, Arianna, mettendo luce e colore fra le sue magliette nere, e camminiamo con l’amico che sostiene Teo, non senza lottare dentro di sé, amico che lo abbraccia senza stringere troppo, come l’autentica amicizia sa fare. Il passo è lento, molto introspettivo ma anche puntuale nella visione, qualche volta lascia un senso di sospensione, di parentesi aperta come una musica che non termina o non inizia secondo canoni prestabiliti. Un disorientamento che è pari a quello di chi, essendo a digiuno di free jazz, non afferra tutto il senso di questo genere musicale, la musica è l’altra protagonista della storia e anche della vita dell’autore. Leggi tutto…

ELENA MEARINI racconta A TESTA IN GIÙ

Elena MeariniELENA MEARINI ci racconta il suo romanzo A TESTA IN GIÙ (Morellini editore). Un estratto del libro è disponibile qui.

di Elena Mearini

“A testa in giù” è la storia di un giovane ragazzo “speciale”, un’anziana donna “bizzarra” e un Maggiolone giallo, un po’ matto per rispetto alla tradizione.
E’ la storia di un viaggio reale ma anche immaginario, condiviso da sguardi diversi ma affini, lontani per generazione ma vicini e quasi sovrapposti per attitudine e verso di rotazione.
Gli occhi di Gioele, così come quelli di Maria, amano girare attorno alle cose, esplorarle da destra a sinistra, da sotto a sopra nell’intento di scoprirne tutte le differenti facce ed espressioni.
In fondo, loro sono due anime curiose, appassionate dall’unicità di ogni manifestazione di vita. E l’unicità è proprio una tra le parole-chiave che mi hanno spinto a raccontare questa storia. Insomma, ognuno di noi è unico e perciò diverso, e tanto più la diversità si propone in maniera libera e spontanea, tanto più l’unicità ne guadagna in fatto di irripetibilità.
Pensiamo a quanto fascino e a quanta ricchezza possiamo trovare nel “ non ripetibile”, in qualcosa che esiste e accade una sola volta, in un solo tempo, qualcosa nato da un ignoto miscuglio tra più componenti, da una sorta di magica formula che niente e nessuno potrà più riproporre.
Ecco, il non ripetibile è l’unico e il diverso, è quella magia che ognuno di noi ha in sé. Una magia che forse in Gioele appare un poco più marcata, con quei bordi spessi e quei contorni netti che spaventano gli altri, gli altri che lo ritengono inaccessibile, come stregato da un incantesimo, gli altri che lo considerano unico oltre la misura consentita, portatore di una diversità non calcolabile e perciò pericolosa. Perché sfuggire ai parametri conosciuti significa toccare l’oltre della fantasia, l’aldilà dell’immaginazione, il nuovo che evolve, lo stupore che si rivela, il cuore che sperimenta altri battiti, gli occhi che scoprono altre luci, altre ombre, il sottopelle di un mondo che si dichiara vivo per presenza di carne e sangue. Leggi tutto…

A TESTA IN GIÙ, di Elena Mearini (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo A TESTA IN GIÙ di Elena Mearini (Morellini editore), preceduto dalla bella prefazione di Elisabetta Bucciarelli.

Gioele è un ragazzo che vive in un mondo alternativo, fatto di fantasie e interlocutori immaginari. La sua vita scorre in un Istituto che cura disagi psichici, ma la malattia di Gioele non può trovare cura tra camici bianchi e medicine.
Quando Gioele intraprenderà una fuga a bordo di un Maggiolone giallo, incontrerà Maria, un’anziana donna assieme alla quale percorre le strade della Lombardia e della memoria.
Le loro vite, legate da un mistero che si svelerà strada facendo, si risolveranno in un incontro di insolita salvezza.

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di Elisabetta Bucciarelli

Ogni volta che apro un libro, da sempre, vado alla ricerca di uno stupore. Una storia immaginifica, un personaggio capace di guardare il mondo dal suo particolare punto di vista, la voce di un autore che abbia parole proprie, diverse dalle mie, speciali. Cerco un mondo altro, colori, suoni, corpi, linguaggi. Cerco spaesamento e riconoscimento, dubbi e certezze, sorrisi e commozione.
Mai come in questo nostro stralunato periodo storico, in un libro vorrei trovare qualcosa da trattenere anche dopo averlo chiuso. Sottolineature, scritture ai margini, punti esclamativi. Pensieri che mi possano accompagnare, da trascrivere sui miei quaderni, da leggere ad alta voce a un altro essere umano, da riutilizzare, se dovessero servire, nelle quotidiane emergenze, durante una conversazione o una nuova scrittura. Cerco sempre e comunque il nome migliore per chiamare ogni sentimento, ciascuna emozione.
Compro un libro come se fosse una misura di stati d’animo. Una pietanza buona. Una bevanda dissetante. Lo compro perché mi serve, perché mi deve essere utile. Non per forza necessario, ma utile sì.
Lo sono sempre le poesie di Elena Mearini, che leggo da tempo e che possiedono ritmo e intensità, lo sono le pagine di A testa in giù, questo suo nuovo romanzo. Leggi tutto…