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Posts Tagged ‘Mucchi editore’

IANCURA di Paolo Casuscelli

Pubblichiamo un racconto del volume “Iancura. Brevi racconti dall’isola di Salina” di Paolo Casuscelli (Mucchi editore)

§ 12. Violino

A Santa Marina vive un uomo che tutti chiamano Violino. Non ho mai saputo il perché del soprannome strano. So che è nero, è sporco, e raramente qualcuno lo avvicina. Vive da solo, vagando per le strade. Cammina, ogni tanto si ferma e punta il suo bastone contro il sole. «Violino, Violino», gli gridano i ragazzi, gli ridono addosso, ma restano alla larga. Bofonchia, bestemmia, ma poi torna a fregarsene. Continua a camminare, così abbandona tutti. Dorme per terra, sulla montagna, chi dice ai bordi della strada, chi dentro al riparo di una grotta, sopra un giaciglio di carboni accesi. È come i santi, dolore non ne sente: carboni per dormirci e cucinare. Coi soldi di una piccola pensione, ci compra il vino, oppure li regala. A volte li arrotola a una pietra e la lancia come un dono in mezzo al mare. Leggi tutto…

GRAMSCIANA, di Angelo d’Orsi (un estratto del libro)

Pubblichiamo uno stralcio dell’introduzione del volume “GRAMSCIANA. Saggi su Antonio Gramsci” di Angelo d’Orsi (Mucchi editore)

Il libro
Dagli scritti qui raccolti esce un ritratto complessivo di Antonio Gramsci, del suo pensiero, e delle sue pratiche politiche, tra il periodo giovanile, la maturità, e gli anni del carcere. Si presta anche attenzione alla “fortuna”, e agli usi e abusi, fino alle polemiche più recenti. Emerge l’originalità della posizione di Gramsci tanto nella storia della cultura e della politica italiana, quanto nel panorama della teoria marxista e dello stesso mondo del comunismo internazionale. La spiegazione, in sintesi, del perché Gramsci sia forse il solo pensatore “marxista” e comunista sopravvissuto al crollo del Muro; anzi del perché proprio la fine del “socialismo reale”, ne abbia rilanciato il nome su scala mondiale, fino a fare di lui l’autore italiano più studiato e tradotto nel mondo.

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Uno stralcio dell’Introduzione di GRAMSCIANA. Saggi su Antonio Gramsci” di Angelo d’Orsi (Mucchi editore)

La Gramsci Reinassance

Antonio Gramsci moriva a Roma, in una casa di cura, nel 1937, a
46 anni, dopo aver trascorso tra carcere, confino di polizia e cliniche, in
stato di detenzione o semidetenzione, oltre 10 anni, dopo che un tribunale
speciale del fascismo lo aveva condannato a venti anni (20 anni, 4
mesi, 5 giorni) di reclusione.
Ma la “fortuna” di Gramsci comincia prima della morte, dopo pochi
mesi dall’arresto; e ne fu promotore colui che aveva preso il suo posto
alla testa del Partito Comunista d’Italia, ossia Palmiro Togliatti, con
il quale Gramsci aveva rotto ogni rapporto poco prima dell’arresto, a seguito
dell’aspro dissenso scoppiato tra di loro sul giudizio relativo all’operato
della maggioranza del Pcb di Stalin e Bucharin contro il fronte delle
minoranze di sinistra di Trockij, Kamenev e Zinov’ev. Gramsci, segretario
del PcdI aveva scritto una lettera nella quale, pure con la comprensibile
prudenza connessa al proprio ruolo, esprimeva una critica di fondo
alla linea staliniana, e richiamava i “compagni russi” alle loro responsabilità
davanti al movimento comunista internazionale. La lettera, come
sappiamo, non fu consegnata da Togliatti (con l’accordo di Bucharin),
suscitando l’aspra reazione di Gramsci. Eppure, a dispetto di quell’episodio,
che segnò la rottura fra i due, anche sul piano personale, Togliatti
si propose e si impose, con abilità, quale prosecutore, interprete fedele
e quasi fratello minore di Gramsci; dall’altra si impegnò da subito a valorizzare
la figura di quel combattente caduto nella rete del nemico. Potremmo
dire che, in nuce, nel dissenso dell’ottobre 1926 risiede l’essenza
della fortuna di Gramsci, alla quale assistiamo sulla scena internazionale
ormai da un quarto di secolo. Leggi tutto…