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Posts Tagged ‘Natalie Portman’

Natalie Portman protagonista del film tratto da “I giorni dell’abbandono” della Ferrante

Natalie Portman sarà la protagonista del film tratto dall’omonimo romanzo di Elena Ferrante “I giorni dell’abbandono” (pubblicato in Italia dalle Edizioni E/O)

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Natalie Portman (qui accanto, nella foto di Gage Skidmore) sarà protagonista e produttore esecutivo di Days of abandonment, tratto dall’omonimo romanzo I giorni dell’abbandono di Elena Ferrante, che sarà coinvolta in qualità di produttrice esecutiva. Il film sarà una produzione MAVEN/HBO e FANDANGO, in collaborazione con MEDUSA, regia, sceneggiatura e produzione esecutiva di Maggie Bets. Il film è attualmente in preproduzione.

I giorni dell’abbandono è uscito in Italia per Edizioni E/O nel 2002, e negli USA per Europa Editions nel 2005. Già nel 2005 ne è stato tratto un film per la regia di Roberto Faenza. Leggi tutto…

JACKIE

Il mito di JACKIE approda al cinema e in libreria

Dal film di Pablo Larrain con Natalie Portman, al libro di Elfriede Jelinek pubblicato da “La nave di Teseo”

di Massimo Maugeri

Risultati immagini per Jackie locandinaIl mito di Jacqueline Kennedy, detta Jackie, (Southampton, 28 luglio 1929 – New York, 19 maggio 1994) risplende più che mai.
Il 23 febbraio uscirà in Italia, al cinema, il film a lei dedicato: Jackie” di Pablo Larrain, con un cast d’eccezione che vede nei panni di Jackie una splendida Natalie Portman (candidata agli Oscar 2017 come miglior attrice protagonista) attorniata da attori del calibro di Peter Sarsgaard, Greta Gerwig e John Hurt.
Ne aveva parlato così, su “Letteratitudine Cinema“, la critica cinematografica Ornella Sgroi (nell’ambito della 73esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia): “Pablo e Natalie. Multipli e molteplici. Con classe, maestria e immaginazione. Rispettivamente, regista e attrice protagonista di un ritratto di donna che fugge tutti i rischi del biopic e mette a segno un Larrain “doc”, senza mai ripetersi. Sempre nuovo, sempre diverso, sempre lui. Maneggiando una materia incandescente come incandescente può essere la ricostruzione di ciò che accadde nel cuore, nella mente e nella vita di Jacqueline Kennedy nei tre giorni immediatamente successivi l’assassinio di suo marito, l’amato e compianto presidente degli Stati Uniti JFK, ucciso a Dallas il 22 novembre 1963. (…) Un film rigoroso e solenne, con uno sguardo dinamico e originale che passa attraverso il punto di vista di una donna diventata icona contro ogni sua aspettativa”.

Ma “Jackie” è anche il titolo di un libro uscito in questi giorni per i tipi de La nave di Teseo. Si tratta di un monologo scritto nel 2002 dal Premio Nobel per la Letteratura 2004 Elfriede Jelinek. Come scrive Luigi Reitani nella prefazione del libro: “il monologo Jackie, pur avendo una forte autonomia estetica e concettuale, è la quarta parte di una pentalogia dedicata a miti e figure femminili, raccolta in volume nel 2003 con l’allusivo titolo La morte e la fanciulla I-V. Drammi di principesse (di prossima pubblicazione per La nave di Teseo).
Jacqueline Kennedy si rivolge al lettore situata in un altrove che non è la vita, dalla quale si è già congedata, e nemmeno un tradizionale aldilà trascendente, ma piuttosto l’indistinto immaginario in cui questa figura continua a esistere nell’epoca della comunicazione di massa. Nel dramma non troviamo infatti un personaggio colto in un momento centrale della sua esistenza, e nemmeno la coerente narrazione retrospettiva, svolta in prima persona, di una vita giunta al suo termine. Leggi tutto…