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Posts Tagged ‘Navarra’

TRE MONOLOGHI di Adelaide Spallino (un estratto)

tre monologhi copertina 300 webPubblichiamo un estratto del testo teatrale TRE MONOLOGHI di Adelaide Spallino (Navarra editore)

Un testo teatrale coinvolgente in cui i tre protagonisti si mettono a nudo attraverso tre monologhi, svelando al pubblico le proprie storie personali. Un senzatetto beffardo che vive la vita con sospetto, uno scrittore dimenticato che ignora se stesso vivendo in maniera dimessa, una madre sola che ha abdicato a sé stessa per crescere il figlio avuto dal suo primo amore, sono i protagonisti che, grazie al loro casuale incontro, tentano di reagire a un destino che sembrava già scritto. Un invito a riflettere su temi intramontabili, quali la vita da molti vissuta con distacco, l’inconsistenza del successo, la solitudine e il valore contrastante della maternità.

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Sergej: la vita in fuorigioco

Sergej entra in scena tenendo in una mano un sacchetto di plastica da supermercato con dentro degli stracci che poggia per terra. Indossa un vecchio impermeabile. Avanza verso il centro della scena cosparsa di foglie secche. Alla sua destra, una panchina, alla sua sinistra, un lampione. In sottofondo la Danza ungherese di Brahms suonata lentamente con una fisarmonica a bottoni.

 

Sergej – Vi dispiace se non vi saluto? Detesto i convenevoli. Voi no?

Comunque ve li risparmio.

Sono arrivato qui in maniera del tutto casuale. Qui, non davanti a voi. Qui, dico, in questa vita.

Uno stronzo un giorno mette incinta una ragazza e lei decide di farmi da sola in casa e di tenermi con sé. Eppure ricordo che aveva un buon profumo quella bestia. Madre (Sergej si ferma e con sguardo intenso e beffardo guarda la platea). Fondamentalmente sono qui per irritarvi.

Non qui in questa vita; qui, dico, davanti a voi. Leggi tutto…

LA DURA MEMORIA DELLA SHOAH (un estratto) – Giorno della Memoria 2017

la-dura-memoria-della-shoahPubblichiamo un estratto del volume LA DURA MEMORIA DELLA SHOAH (Navarra editore)
a cura di Carmelo Botta e Francesca Lo Nigro
Contributi di Rosa Cuccia e Michelangelo Ingrassia

In occasione del Giorno della Memoria, 27 gennaio, un testo pensato per parlare della Shoah in modo diverso, anche nelle scuole

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Elvia, eri una ragazzina quando i nazifascisti vennero ad arrestarti.

Sì, avevo appena diciassette anni quando quella mattina arrivarono i nazifascisti, con il mitra e con una mia foto, per arrestarmi.

Dove ti trovavi?

Nella fabbrica di munizioni dove lavoravo, a San Giovanni al Natisone, in Friuli.

Perché ti hanno arrestata?

Perché ero colpevole, senza saperlo, di essere una “staffetta” partigiana.

Perché “senza saperlo”?

Perché non avevo l’esatta consapevolezza di quello che facevo: ricevevo lettere da parte dei partigiani e le recapitavo all’interno del posto di lavoro. Il gruppo dei partigiani che agiva all’esterno era interessato a sabotare la produzione di munizioni della fabbrica e a dirottarne una parte verso di loro.

Dove ti portarono?

Fui portata a Cormons, in una caserma militare, scortata con un mitra davanti e uno dietro. Lì ho trovato altre otto persone del mio paese, arrestate prima.

Come mai avevano tue notizie e addirittura una tua foto? Leggi tutto…

CAMICETTE BIANCHE. Oltre l’8 marzo (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del volume “CAMICETTE BIANCHE. Oltre l’8 marzo” di Ester Rizzo (Navarra editore)

Il libro

Il 25 Marzo 1911 bruciò la Triangle Waist Company a New York City, una fabbrica di camicette alla moda. Nell’incendio morirono 146 persone di cui 126 donne, e ben 38 italiane. Il rogo è tra i tragici avvenimenti che si commemorano per la giornata internazionale della donna.

Un libro racconta, per la prima volta in Italia, tutte le vittime dell’incendio e ricostruisce il contesto storico.

Furono 146 le vite spezzate nell’incendio della Triangle Waist, tra cui 126 giovani lavoratrici morte in una fabbrica in cui mancavano le norme minime di sicurezza sul lavoro. Vite che per decine e decine di anni sono rimaste nell’oblio, alcune addirittura non identificate e riunite in un unico monumento funebre: un bassorilievo raffigurante una donna inginocchiata con il capo chino. Con uno stile a metà tra saggio e narrazione e una cifra emozionale, Camicette bianche. Oltre l’8 marzo vuole ridare dignità a quelle morti, dando a ciascuna vittima un nome, un cognome e un storia da raccontare. Un lavoro di recupero della memoria – che l’autrice ha portavo avanti per la prima volta in Italia attraverso ricerche negli archivi e interviste ai discendenti delle vittime – per far conoscere un’immane tragedia che viene, in maniera talvolta erronea, legata a doppio filo con la giornata internazionale delle donne, l’8 marzo. Un testo che ci pone davanti allo scottante quanto mai attuale problema della sicurezza sul posto di lavoro e dei diritti dei lavoratori, nonché ci porta a riflettere sulla migrazione di ieri e di oggi. A partire dal libro è stata lanciata con il “Gruppo di Toponomastica Femminile” una petizione pubblica che chiede ai comuni italiani che diedero i natali alle vittime, di dedicare loro una piazza o una strada per onorarne la memoria.

Un testo per riflettere su diritti dei lavoratori, donne, migrazioni, memoria. Un invito a recuperare il vero spirito della giornata internazionale della donna e andare oltre l’8 marzo.

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Prefazione
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ULTIME NOTIZIE: FINE DEL MONDO

In collegamento con il dibattito su Letteratitudine intitolato “Arriva la fine del mondo“…

Il volume ULTIME NOTIZIE: FINE DEL MONDO (Navarra editore) sarà presentato a Catania martedì 26 febbraio, h. 17,30 presso la libreria Cavallotto di C.so Sicilia. Introdurrà Massimo Maugeri

Come trascorreremo l’ultimo giorno sulla terra?
Cosa accadrà all’alba del giorno dopo?
Ultime notizie: fine del mondo raccoglie sentimenti e paure di un’umanità che si interroga sull’apocalisse.

La data del 21 dicembre 2012 è ormai entrata nell’immaginario collettivo e porta con sé l’attesa di un evento straordinario. Ma invita anche alla riflessione su concetti paralleli, quali la rottura radicale con il passato, lo stravolgimento delle leggi della Natura, una nuova era spirituale, una rivelazione che potrebbe cambiare le nostre coordinate di riferimento.
Ultime notizie: fine del mondo raccoglie i racconti vincitori della quarta edizione del concorso nazionale
letterario Giri di parole.
All’interno si alternano scenari apocalittici e cambiamenti più intimi e personali, che non riguardano il destino dell’intera umanità ma di singoli individui.
I protagonisti dei racconti affrontano il peso di questa data con differenti atteggiamenti.
C’è chi confida nella veridicità della profezia e sceglie il 21 dicembre 2012 come data di un matrimonio non voluto, chi le affida le sorti di un’avventura con un nuovo amante, o chi spera di potersi liberare da una moglie traditrice; chi, immerso nella propria routine, si perde l’appuntamento con la fine e chi, di quella fine sarà l’artefice, perché chiamato a pigiare il bottone che metterà fine a tutto.
Dieci ipotesi sull’eventualità più temuta e, nello stesso tempo, più affascinante della storia.

In quale dei racconti è contenuta la verità sul nostro futuro? Leggi tutto…

ELEGIA DELLE DONNE MORTE di Beatrice Monroy

Elegia delle donne morte” di Beatrice Monroy (Navarra Editore, 2011)

di Massimo Maugeri

elegia copertinaUn fuoco devasta le montagne attorno alla città, qualcuno ne approfitta per dare fuoco al grande Archivio, memoria di una città senza nome, una città fantasma e clone di Palermo. Chi ha dato fuoco all’Archivio? E perché? Uno sparuto gruppo di donne si ritrova davanti al portone, la perpetua apre e le fa accomodare, le anziane hanno il velo in testa, le giovani no, tutte hanno lo sguardo impaurito e una gran fretta di confessarsi. A una a una si avvicinano al confessionale dove le attende il prete, nervoso anche lui, non gli hanno dato neanche il tempo di prendere il caffè. Parlano, parlano, si alzano e vanno a pregare davanti al Cristo appeso sull’altare con le carni sanguinanti. Sono donne che non ce l’hanno fatta, donne perdenti che, trovandosi a un bivio cruciale della loro vita, si sono ritratte affogando nel silenzio. Attraverso le confessioni si dipanano le storie di donne contemporanee di varie età, appartenenti a mondi diversi, tenute insieme dal ricordo di un incendio in un’estate di scirocco e narrate in un umido inverno d’abbandono.

– Beatrice, chi sono le donne di questo tuo libro?
Sono donne che in qualche modo si sono trovate in un bivio doloroso del loro cammino e invece di andare avanti, hanno preferito tornare indietro e salvare “le apparenze”, affogando la loro vita nel silenzi.

– Come nasce l’idea del “confessionale”?
Il confessionale è un luogo dove è possibile sussurrare la verità e nello stesso tempo avere l’impressione di non averla detta. E’ un luogo segreto così come segrete sono e rimangono le loro vite.

– Che rapporto c’è, a tuo avviso, tra “silenzio” e “senso di colpa”?
Purtroppo noi donne veniamo cresciute nell’idea che se ci capitano eventi violenti, in qualche modo siamo colpevoli e quindi ci ritraiamo. Il silenzio è spesso il frutto di tutto questo

– Ritengo che l’idea dell’incendio abbia un forte valore metaforico (così come quello delle confessioni). È così? Cosa rappresenta l’incendio?
Sì, certo, l’incendio è la fine di un mondo, o meglio la fine del tentativo di salvare la memoria. Uno smacco totale perché non si salva niente.

– Secondo te, in generale… fino a che punto, nella letteratura odierna, la metafora può ancora esprimere il suo potenziale evocativo?
La metafora è molto pericolosa, io credo che sia meglio parlare con la verità, bisogna usarla con grande attenzione perché anch’essa spesso è utilizzata per non dire come stanno veramente le cose.

– Le donne di questo tuo libro sono “perdenti”. Quale potrebbe essere, a tuo avviso, l’identikit della donna “vincente” del nuovo millennio?
Colei che si prende la responsabilità delle proprie azioni e che guarda il mondo dal suo angolo di donna…

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