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Posts Tagged ‘Nicola Lagioia’

SALONE DEL LIBRO DI TORINO: le riflessioni conclusive del direttore Nicola Lagioia

32° Salone Internazionale del Libro di Torino. Finita l’edizione dei record. Le riflessioni del direttore editoriale, Nicola Lagioia

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di Nicola Lagioia

La XXXII edizione del Salone del Libro di Torino si è chiusa con 148.000 visitatori unici nel Lingotto, cui vanno aggiunti i 27.000 che hanno preso parte al Salone off. Sono numeri impressionanti e difficilmente eguagliabili, e pur non essendo un fanatico del dato quantitativo comincio da qui per rendere conto delle proporzioni di questo che non è tanto un pubblico, ma una Comunità.

Giovedì mattina la Comunità del Salone (piaccia o no, un pezzo importante del paese) si è presentata davanti ai cancelli del Lingotto e ha invaso i suoi spazi travolgendo ogni cosa con un affetto e una partecipazione che possono aver destabilizzato qualcuno ma non noi. Noi con questa Comunità ci confrontiamo di continuo, la conosciamo, ci parliamo, la incontriamo tutto l’anno nelle strade, nelle scuole, nelle carceri, negli ospediali, nelle librerie, nelle biblioteche. Sono loro, i membri di questa Comunità, ad affidarci idealmente il compito di organizzare il Salone. Leggi tutto…

30° Salone Internazionale del Libro di Torino: il discorso finale di Nicola Lagioia

Si conclude con questo bel discorso del direttore Nicola Lagioia la 30° edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino

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di Nicola Lagioia

Mentre il Salone sta vivendo le ultime ore di questa edizione, e la gente sta tornando a casa, e i binari delle stazioni di Porta Nuova e Porta Susa sono pieni di persone che si abbracciano tra loro, e i social traboccano oggi non di messaggi d’odio ma di veri squillanti sinceri dichiarati messaggi di amore, pace, e solidarietà (che, come abbiamo detto sin dalle prime conferenze stampa, sono state le stelle polari che non abbiamo avuto paura di seguire in questi mesi di lavoro), mentre siamo in mezzo a tutto questo, ci stiamo rendendo conto che qui a Torino, in questi cinque giorni, è successo qualcosa che nessuno avrebbe previsto, anche se ognuno di noi l’aveva desiderato a lungo, in un tempo e in un mondo in cui ti dicono che le cose che davvero desideri hanno poca speranza di realizzarsi. Invece ogni tanto accadono, e io mi auguro che sia accaduto, o meglio che stia accadendo una volta per tutte.

Risultati immagini per nicola lagioia salone del libroNon mi riferisco al successo del Salone del Libro di Torino. Che sia stato un enorme successo è talmente evidente a tutti che non c’è bisogno di spiegarlo.

Io credo che al Salone, e a Torino, in questi cinque giorni, e in queste cinque notti, sia accaduto qualcosa di molto più grosso, e di più profondo. Il Godot che per tanti anni avevamo aspettato che comparisse sulla scena, si è finalmente mostrato. È successo qualcosa che riguarda l’idea di comunità, l’idea del ritrovarsi insieme, l’idea di partecipare in maniera finalmente sensata, umana, viva, fraterna, alla vita pubblica di questo paese, l’idea di tornare a fare davvero esperienza attraverso la cultura e i libri, l’idea di poter vivere insieme in modo solidale, pacifico ed emotivamente profondo, l’idea di dare a centinaia di grandi autori ed editori provenienti da ogni angolo del mondo la prova che in Italia succedono cose che possono diventare un modello per l’estero, non è vero sempre e soltanto il contrario. Leggi tutto…

SALONE TORINO 2017: la conferenza finale

SALONE TORINO 2017: il video della conferenza finale

Si è chiusa la 30ª edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino con vendite in crescita per quasi tutti gli editori che hanno partecipato alla manifestazione. Al successo negli stand del Lingotto Fiere, si è aggiunto quello del Salone Off, con 20mila partecipanti agli oltre 500 eventi. L’edizione 2018 si svolgerà dal 10 al 14 maggio.

Il Salone internazionale del libro di Torino è organizzato dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, sotto la presidenza di Massimo Bray, la vice presidenza di Mario Montalcini e la direzione editoriale di Nicola Lagioia. Leggi tutto…

OLTRE IL CONFINE: l’intervento del Direttore Editoriale Nicola Lagioia

OLTRE IL CONFINE: l’intervento del Direttore Editoriale Nicola Lagioia

Presentazione Tema XXX Salone Internazionale del Libro

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di Nicola Lagioia

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L’adesione degli editori

Oggi, finalmente, dopo tre mesi e mezzo di lavoro molto intenso, possiamo davvero intravvedere il Salone che verrà.

Mancano ancora tre mesi all’inizio del Salone, ma più del 95% degli editori che erano presenti l’anno scorso ha già preso uno stand al Lingotto.

Questo vuol dire che, da una parte, non ci saranno quest’anno a Torino gli stessi editori che c’erano l’anno scorso. La cosa che invece nessuno avrebbe potuto prevedere, è che probabilmente ce ne saranno di più.

Questa adesione così convinta e massiccia non vuol dire soltanto che i padiglioni del Lingotto saranno festosamente pieni dei loro stand. Significa, soprattutto, che il Salone Internazionale del Libro di Torino è la manifestazione in cui la maggior parte degli editori italiani si trova rappresentata nella stessa unità di luogo e di tempo.

La bibliodiversità è una ricchezza, il pluralismo (non solo in campo editoriale) è una ricchezza, la molteplicità di voci rappresenta una ricchezza.

Anzi, è una delle garanzie della democrazia. Dare spazio a molte voci è meglio che ascoltare un monologo. Chi crede a una certa idea di cultura, dal 18 al 22 maggio, a Torino, troverà qui concentrata la più grande ricchezza culturale legata al mondo del libro di questo Paese.

 

 

La vocazione internazionale Leggi tutto…

IL SALONE DEL LIBRO DI TORINO 2017: il discorso integrale di NICOLA LAGIOIA

Pubblichiamo il discorso integrale di NICOLA LAGIOIA (Direttore Editoriale Salone Internazionale del Libro) nell’ambito della presentazione ufficiale della XXX edizione del SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO

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di Nicola Lagioia

Direttore Editoriale Salone Internazionale del Libro

«Un’idea luminosa, con un pizzico di follia». Sono le parole che il grande poeta, premio Nobel, Iosif Brodskij pronunciò alla cerimonia inaugurale del primo Salone del Libro di Torino al Teatro Regio il 18 maggio del 1988. Il 18 maggio del 2017, quando la nuova edizione aprirà le porte, saranno trent’anni da allora.

Brodskij era nato a Leningrado ed era stato praticamente costretto ad abbandonare l’Unione Sovietica all’inizio degli anni Settanta. Mentre qui a Torino pronunciava quelle parole, il Muro di Berlino era ancora in piedi, ma lo sarebbe stato solo per poco.

Nel 1988 vengono pubblicate le Lezioni americane di Italo Calvino e I versetti satanici di Salman Rushdie. Gesualdo Bufalino vince il Premio Strega. Patty Smith cavalca l’onda lunga della new wave e i Public Enemy hanno già capito che, a più di 30 anni dall’impresa di Rosa Parks, razzismo e xenofobia sono cattive piante che il mondo non è ancora riuscito a estirpare da se stesso.

Nel 1988 c’era la prima edizione del Salone del Libro di Torino. Un anno dopo sarebbe praticamente finito il Novecento. Saremmo entrati nel cosiddetto sciopero degli eventi, quel lungo periodo (gli anni Novanta) durante il quale ci si illuse che, crollato il mondo diviso in due blocchi, la Storia fosse finita, e una lunga fase di pace, prosperità e fratellanza avrebbe attraversato il mondo.

Eppure, a Torino, al Salone del Libro, nel 1992 e 1996 arrivò per esempio lo scrittore Predrag Matvejevic, nato a Mostar, una città che testimoniava come anche negli anni Novanta, nel cuore dell’Europa, il lato più brutale della Storia continuava a fare la sua parte.

Il XXI secolo non è iniziato come ci aspettavamo avrebbe fatto. Viviamo una nuova età dell’ansia, che al proprio interno, da qualche parte, nasconde forse una nuova età della speranza.

Di questo per esempio, l’anno scorso, qui a Torino, al Salone del Libro, vennero a parlare due donne e pensatrici eccezionali, come il Premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi e la scrittrice Premio Pulitzer Marilynne Robinson.

Non solo sembra passato molto tempo da quel lontano 1988, ma molte cose sono cambiate nel mondo persino rispetto all’anno scorso. Non c’è bisogno di un meterologo per sapere da che parte tira il vento», cantava Dylan in un pezzo di Bringing it All Back Home. «Ah, se l’amore per la disciplina facesse nascere il passo del soldato che non vince ma si ritira senza colpo ferire», potremmo idealmente rispondergli citando i versi di una delle più belle poesie di Amelia Rosselli.

Il Salone del Libro di Torino, dal 18 al 22 maggio 2017 proverà a farci capire – attraverso il mondo del libro – in che mondo, anzi in che mondi viviamo.

Sarà il Salone dei lettori e degli editori, italiani e stranieri. Leggi tutto…

ELENA FERRANTE: LA SCRITTURA E LA SUPERBIA

Su "La Domenica" di Repubblica Lagioia intervista Elena FerranteELENA FERRANTE: LA SCRITTURA E LA SUPERBIA

Su “La domenica” del quotidiano la Repubblica del 2 aprile 2016 Elena Ferrante ha rilasciato un’ampia intervista a Nicola Lagioia (che sarà inserita in una versione aggiornata de “Le Frantumaglie” – in uscita a settembre in Australia, Gran Bretagna e Stati Uniti e in novembre in Italia per la casa editrice E/O). Si tratta di un’intervista che verte fondamentalmente sulla saga de “L’amica geniale“. Nell’ambito dell’ultima domanda postagli, la Ferrante risponde su cosa sia l’atto dello scrivere. Riportiamo qui di seguito la risposta in questione.

Scrivere è un atto di superbia. L’ho sempre saputo e perciò ho nascosto a lungo che scrivevo, soprattutto alle persone a cui volevo bene. Temevo di svelarmi ed essere disapprovata. Jane Austen si era organizzata in modo da occultare subito i suoi fogli, se qualcuno entrava nella stanza in cui si era rifugiata. È una reazione che conosco, ci si vergogna della propria presunzione, perché non c’è niente che riesca a giustificarla, nemmeno il successo.
Comunque io la metta, resta sempre il fatto che  mi sono arrogata il diritto di imprigionare gli altri dentro ciò che a me pare di vedere, sentire, pensare, immaginare, sapere. E’ un compito? E’ una missione? È una vocazione? Chi mi ha chiamato, chi mi ha assegnato quel compito e quella missione ? Un dio? Un popolo?  Una classe sociale? Un partito? L’industria culturale? Gli ultimi, i diseredati, le loro cause perse? L’intero genere umano? Quel soggetto imprevisto che sono le donne? Mia madre, le mie amiche?  No, oggi tutto è diventato più spoglio ed è lampante che solo io stessa ho autorizzato me stessa. Io mi sono assegnata, per motivi oscuri anche a me, il compito di raccontare ciò che so del mio tempo, vale a dire,  ridotto all’osso,  ciò che mi è capitato sotto il naso, vale a dire la vita i sogni le fantasie i linguaggi di un ristretto gruppo di persone e di fatti dentro uno spazio ridotto, dentro una lingua di poco rilievo resa ancor più di poco rilievo dall’uso che ne faccio.
Si tende a dire: non esageriamo, è solo un lavoro. Può darsi che ormai sia così. Leggi tutto…

È NICOLA LAGIOIA IL VINCITORE DEL PREMIO STREGA 2015

È NICOLA LAGIOIA IL VINCITORE DEL PREMIO STREGA 2015

La trasmissione andata in onda ieri su Rai3 è disponibile online cliccando qui

Roma, 2 luglio 2015. Come da tradizione al Ninfeo di Villa Giulia a Roma, dopo la mezzanotte del 2 luglio, è stato proclamato il vincitore del sessantanovesimo Premio Strega. Al termine dello scrutinio dei 368 voti espressi (pari all’80,21% degli aventi diritto al voto; 276 voti online e 92 cartacei e 1 scheda nulla) il Presidente di seggio Francesco Piccolo, vincitore del Premio Strega 2014, e Tullio De Mauro, presidente della Fondazione Bellonci, hanno proclamato vincitore:

Premio Strega Nicola LagioiaLa ferocia (Einaudi) di Nicola Lagioia, con voti 145

L’autore ha ricevuto da Giuseppe D’Avino, amministratore delegato di Strega Alberti Benevento, il premio di 5.000 euro e la classica bottiglia formato magnum di Liquore Strega. Gli altri libri finalisti hanno totalizzato i seguenti voti:

La sposa (Bompiani) di Mauro Covacich, voti 89

Storia della bambina perduta (e/o) di Elena Ferrante, voti 59

Chi manda le onde (Mondadori) di Fabio Genovesi, voti 37

Come donna innamorata (Guanda) di Marco Santagata, voti 37

L’esito della votazione è emerso dalle preferenze espresse degli Amici della Domenica, il corpo votante storico del premio, ai quali si aggiungono 60 lettori forti selezionati ogni anno da librerie indipendenti italiane associate all’ALI e 15 voti collettivi espressi da scuole, università e Istituti Italiani di Cultura all’estero, per un totale di 460 aventi diritto.

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Le preferenze dei voti collettivi sono state così espresse:

–        le 44 scuole italiane e straniere del Premio Strega Giovani hanno espresso la loro preferenza perFabio Genovesi;

–        i comitati italiani e stranieri della Società Dante Alighieri (Benevento, Reggio Emilia, Roma, Praga e Tirana) hanno votato per Elena Ferrante;

–        la Karl Franzens-Universität di Graz ha votato per Elena Ferrante;

–        gli Istituti Italiani di Cultura hanno votato: Fabio Genovesi (Amburgo); Marco Santagata (Atene); Elena Ferrante (Edimburgo), Fabio Genovesi (Helsinki); Nicola Lagioia (Los Angeles); Elena Ferrante (Montréal); Fabio Genovesi (San Paolo), Mauro Covacich (Tokyo); Marco Santagata (Stoccolma); Mauro Covacich (Strasburgo); Elena Ferrante (Vilnius);  Mauro Covacich (Zagabria);

–     La Casa Circondariale di Porto Azzurro ha votato per:  Fabio Genovesi

Nel corso della serata, il vincitore della seconda edizione del Premio Strega Giovani Fabio Genovesi è stato premiato da Giuseppe Gori, vice presidente di Unindustria, con un assegno di 3.000 euro. Leggi tutto…