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Posts Tagged ‘Nicoletta Bortolotti’

E QUALCOSA RIMANE di Nicoletta Bortolotti (recensione)

“E qualcosa rimane” di Nicoletta Bortolotti (Besa muci)

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di Virginio Colmegna

Ho letto con piacere questo libro, la storia di Viola e Margherita, il loro legame stretto da sorelle cresciute nella Milano degli anni 70, la storia della loro crescita, di come le esperienze della vita le abbiano segnate in maniera diversa e allontanate e del loro ritrovarsi poi da adulte.
Si legge tutta di un fiato la storia di questa famiglia dove si affacciano quattro generazioni: dai nonni, ai genitori, alle due sorelle ora adulte fino ai bimbi di Margherita;  ma leggendolo si ritrova  anche un pezzo della storia dell’Italia degli ultimi 60 anni con le fatiche dei nonni nell’Italia del dopoguerra, con la spinta verso il cambiamento dei genitori di Viola e Margherita, negli anni particolari dell’esplosione del ’68 e con le due ragazze che crescono nel boom degli anni 80.
Una frase mi ha colpito e segna l’intensità di questo momento storico:  “noi siamo nate sulla riga del tempo, nel punto esatto in cui c’era la fantasia al potere e le porte chiuse si aprivano: carceri, manicomi, scuoleLeggi tutto…

DISEGNAVO PAPPAGALLI VERDI ALLA FERMATA DEL METRÒ di Nicoletta Bortolotti (Giunti)

“Disegnavo pappagalli verdi alla fermata del metrò. La storia di Ahmed Malis” di Nicoletta Bortolotti (Giunti)

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di Massimo Maugeri

Questa è una storia di riscatto, solidarietà e tenacia.
Lui si chiama Ahmed Malis. È un ragazzo di origine egiziana che viene dai palazzi popolari del Giambellino, a Milano, ed è un prodigio della matita.  Lei è Nicoletta Bortolotti, redattrice Mondadori, autrice per ragazzi e per adulti con diversi libri all’attivo.
Il loro incontro è suggellato in un volume edito da Giunti e intitolato “Disegnavo pappagalli verdi alla fermata del metrò. La storia di Ahmed Malis” scritto da Nicoletta Bortolotti.
Di che si tratta?
Ho avuto modo di parlarne con Nicoletta e con Ahmed nell’ambito di questa intervista…

– Cara Nicoletta, partiamo dall’inizio (come sono solito fare). Come nasce questo libro? Da quale idea, spunto, esigenza o fonte di ispirazione?
L’idea di scrivere mi è nata qualche anno fa quando lessi un articolo sul “Corriere della Sera” a firma di Elisabetta Andreis, che narrava l’incredibile vicenda di Ahmed Malis, un ragazzo di origine egiziana, figlio di genitori immigrati a Milano negli anni Ottanta, con una sorella maggiore Amina e un fratello minore Islam. Ahmed possiede uno spiccato talento per il disegno iperrealistico ma, cresciuto nei palazzi popolari di Milano Giambellino, non aveva i mezzi per iscriversi all’Accademia… Grazie a quell’articolo e al Cde Creta, il centro di aggregazione giovanile frequentato da lui e dai suoi fratelli, Milano si è mobilitata, ritrovando un volto solidale, e il giovane artista ha potuto frequentare per tre anni la Naba con una borsa di studio gratuita. Fino a laurearsi pochi giorni fa con 110 e lode! Come se fosse stata la vita a scrivere l’epilogo del nostro libro… Leggi tutto…

Nicoletta Bortolotti

Nicoletta Bortolotti nasce in Svizzera, ma vive in Italia. Laureata in pedagogia, redattrice Mondadori, autrice per ragazzi e per adulti, incontra studenti nelle scuole di tutta Italia e della Svizzera. Ha pubblicato per Sperling & Kupfer Il filo di Cloe ed E qualcosa rimane (premio Carver e Leonforte); per Mondadori Sulle onde della libertà; per Einaudi ragazzi In piedi nella neve (premio Gigante delle Langhe e premio Cento), Oskar Schindler Il Giusto e La bugia che salvò il mondo. Per Harper & Collins Chiamami sottovoce (premio Alvaro Bigiaretti e Giuditta), grazie al quale è stato realizzato un docufilm per Rai 3. A settembre è in uscita il romanzo young adult Disegnavo pappagalli verdi alla fermata del metrò per Giunti.

PREMIO ALVARO BIGIARETTI 2019: vince Nicoletta Bortolotti

NICOLETTA BORTOLOTTI con il romanzo Chiamami sottovoce (HarperCollins) vince
il PREMIO LETTERARIO ALVARO-BIGIARETTI 2019 

Nicoletta Bortolotti ci ha raccontato del suo libro nell’ambito della rubrica incontro con l’autore

Menzione speciale della Giuria Scientifica a LEONARDO COLOMBATI per il romanzo Estate (Mondadori)

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Il Comitato Direttivo del Premio letterario Corrado Alvaro e Libero Bigiaretti presieduto da Giorgio Nisini, ricevuti i voti della Giuria Scientifica e della Giuria Popolare, si è riunito nella casa di campagna dei due scrittori e ha decretato che il romanzo vincitore della quinta edizione è Chiamami sottovoce di Nicoletta Bortolotti (HarperCollins)Leonardo Colombati, con il romanzo Estate (Mondadori), ha ricevuto la maggioranza dei voti della Giuria Scientifica, ottenendo la menzione speciale di quest’ultima, come previsto dal bando.

La premiazione si svolgerà sabato 25 maggio 2019 a Vallerano (VT) ore 11.00. Leggi tutto…

CHIAMAMI SOTTOVOCE di Nicoletta Bortolotti: incontro con l’autrice

CHIAMAMI SOTTOVOCE di Nicoletta Bortolotti (Harper Collins): incontro con l’autrice

Romanzo finalista al Premio Letterario Corrado Alvaro – Libero Bigiaretti 2019

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Nicoletta Bortolotti,  nata in Svizzera, vive a Milano e collabora da diversi anni come redattrice, copy editor e autrice presso Mondadori. Incontra studenti nelle scuole di tutta Italia. Ha pubblicato, fra gli altri, i libri per ragazzi Sulle onde della libertà (Mondadori), finalista al premio Bancarellino e vincitore del premio Comoinrosa, In piedi nella neve (Einaudi Ragazzi), finalista al premio Bancarellino, vincitore del premio Il Gigante delle Langhe e del premio Letteratura Ragazzi Cassa di Cento, Oskar Schindler Il Giusto (Einaudi Ragazzi), vincitore del premio Città di Cattolica, e La bugia che salvò il mondo (Einaudi ragazzi). Per adulti ha pubblicato Neomamme allo stato brado (Baldini & Castoldi Dalai), Il filo di Cloe (Sperling & Kupfer) ed E qualcosa rimane (Sperling & Kupfer), vincitore del premio Leonforte (Università di Catania) e del premio Carver.
Di recente per Harper Collins Italia ha pubblicato “Chiamami sottovoce“. Abbiamo incontrato l’autrice per chiederle di raccontarci qualcosa su questo suo nuovo romanzo…

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«Nata a Lugano da madre svizzera, sono sempre vissuta a Milano. Mi ritengo creatura di doppie radici», ha detto Nicoletta Bortolotti a Letteratitudine, «contesa da luoghi appaiati da una gemella ansietà di altezza, le vette alpine e le guglie metropolitane, e forse per questo una storia di confine, come quella dei bambini nascosti, doveva tentare la via della parola attraverso un narratore di confine. Leggi tutto…