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Posts Tagged ‘Nutrimenti’

IL TERZO MATRIMONIO di Tom Lanoye (recensione)

IL TERZO MATRIMONIO di Tom Lanoye (Nutrimenti, traduz. di Franco Paris)

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di Eva Luna Mascolino

Può una tragicommedia moderna essere ambientata nella civilissima Olanda degli anni 2010 senza apparire artificiosa? Il nuovo romanzo di Tom Lanoye, edito in Italia da Nutrimenti nella traduzione di Franco Paris a settembre 2019, sembrerebbe confermarci di sì. Il terzo matrimonio è, infatti, un’opera sorprendentemente leggera, che cela dietro il suo tono moderno e canzonatorio le più radicate contraddizioni del nostro tempo.
La vicenda è presto detta, dal momento che il personaggio principale inizia la sua narrazione in prima persona in medias res: un certo Vandessel lo ha rintracciato attraverso alcune pubblicazioni in riviste e tramite i social network e ha voluto incontrarlo per proporgli un affare. Non figurano giri di droga né di denaro sporco in ballo, ma qualcosa di illegale comunque c’è: al signor Maarten Seebregs viene chiesto di simulare un matrimonio di sei mesi con una giovane ragazza africana, che otterrebbe così la cittadinanza belga per poi proseguire la sua vita dopo il divorzio come se i due non si fossero mai conosciuti. Leggi tutto…

ECLISSI di Ezio Sinigaglia (un estratto)

Ezio SinigagliaPubblichiamo un estratto del romanzo ECLISSI di Ezio Sinigaglia (Nutrimenti)

(Dalla scheda del libro) Eugenio Akron, architetto triestino, arriva su una sperduta isola nordica per assistere all’eclissi totale di Sole, attesa per il giorno dell’equinozio di primavera. È quello che considera il suo ultimo viaggio, un regalo di compleanno anticipato per i suoi settant’anni, un’estrema emozione strappata alla quotidianità. Ad accoglierlo è la natura ruvida di un popolo abituato a convivere con la scura solennità delle rocce e la vastità dell’oceano: una donna austera gli affitta una camera, un arcigno pescatore gli offre la sua barca per osservare l’eclissi dal mare.
Tuttavia, tra i forestieri accorsi per l’evento, Akron s’imbatte in un’eccentrica vedova americana, Mrs Clara Wilson, che gli impone, con garbata energia, la sua presenza. L’inattesa complicità che si instaura fra i due fa riaffiorare nella memoria dell’uomo un ricordo del passato, un nodo irrisolto che troverà soluzione soltanto fra le tenebre dell’eclissi.
A trent’anni dal suo esordio – Il Pantarèi, metaromanzo sul romanzo del Novecento, uscì per una piccola casa editrice dopo aver collezionato molti rifiuti ma anche l’elogio di lettori come Vittorio Sereni, Giovanna Bemporad e Giuliano Gramigna – Ezio Sinigaglia torna alla narrativa con un racconto potente e suggestivo, caratterizzato da una scrittura magnetica, ironica, di rara perfezione formale. 

 

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Da ECLISSI di Ezio Sinigaglia (Nutrimenti) – un brano del capitolo 7: tre-quattro pagine a partire dall’inizio Leggi tutto…

VERTIGINE di Julien Green

Julien GreenVERTIGINE di Julien Green (Nutrimenti)

A cura di Giuseppe Girimonti Greco e Ezio Sinigaglia.

Traduzione di Lorenza Di Lella, Giuseppe Girimonti Greco, Francesca Scala, Ezio Sinigaglia, Filippo Tuena

[Il 10 dicembre, a Roma, h. 16, nell’ambito di “Più libri, più liberi” Giuseppe Girimonti Greco e Ezio Sinigaglia parteciperanno a questo evento legato al Premio Vittorio Bodini. Un premio sulla traduzione a Lecce e a Roma]

Pubblichiamo un estratto del racconto “L’apprendista psichiatra” e la versione integrale – note escluse – del commento al testo.

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Julien Green (1900-1998), nato a Parigi da famiglia di origini americane, accademico di Francia, ha condotto ai massimi vertici espressivi l’indagine introspettiva sull’uomo. Nella sua immensa produzione, oltre agli straordinari racconti e ai numerosi romanzi, tra cui Adrienne Mesurat (1927), Il visionario (1934), Moïra (1950), emergono, tra gli altri, quattro scritti autobiografici, sedici volumi di diari e un apprezzato studio sui poeti britannici Donne e Coleridge.

Di recente, per i tipi di Nutrimenti, è uscito Vertigine (a cura di Giuseppe Girimonti Greco e Ezio Sinigaglia – Traduzione di Lorenza Di Lella, Giuseppe Girimonti Greco, Francesca Scala, Ezio Sinigaglia, Filippo Tuena).

Stiamo parlando di venti racconti di Julien Green, tutti inediti in Italia, che esplorano strade differenti e sperimentano vari modi di mettere in scena il mistero, il fantastico e il perturbante. Prose che attraversano tutto il periodo d’oro dello scrittore francese, composte tra il 1920 e il 1956 e raccolte in volume nel 1984. Tra di esse anche la prima prova letteraria di Green, il racconto L’apprendista psichiatra, scritto in inglese a vent’anni, quando frequentava l’Università della Virginia, e poi tradotto in francese.
Molte di queste storie hanno in comune, come suggerisce il titolo della raccolta, quell’istante di vertigine capace di scuotere una vita e cambiare un destino: un improvviso turbine di follia, che può manifestarsi sotto forma di audacia o ritrosia, di fuga in avanti o di fuga tout court. Serpeggia per i racconti una sessualità disorientata e febbrile che, agita o repressa, fa quasi immancabilmente il male di chi ne è portatore (o, altrimenti, dell’essere indifeso che la subisce).
In questa edizione si ripete l’esperienza di traduzione collettiva inaugurata con Viaggiatore in terra. A interpretare la scrittura di Julien Green sono cinque voci diverse, tre esperti traduttori (Giuseppe Girimonti Greco, Lorenza Di Lella e Francesca Scala) affiancati da due narratori colti e raffinati come Ezio Sinigaglia e Filippo Tuena.

Di seguito, per gentile concessione dell’editore, pubblichiamo un estratto del racconto L’apprendista psichiatra e la versione integrale – note escluse – del commento al testo. Leggi tutto…

IL BAMBINO PROMESSO di Massimo Bavastro

IL BAMBINO PROMESSO di Massimo Bavastro (Nutrimenti)

Un memoir pudico e spietatamente sincero, un manuale di autoaiuto per chi s’imbarca in un’adozione internazionale e, più in generale, un gesto d’incoraggiamento rivolto a tutti i genitori: perché, alla fine, la fragilità di quattro persone che si cercano diventa la forza di una famiglia.

Ne discutiamo con l’autore e pubblichiamo un estratto del libro

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Massimo Bavastro è autore di testi teatrali che hanno ottenuto riconoscimenti prestigiosi (Cecchini, premiato al Festival di Riccione, Naufragi di Don Chisciotte, finalista al Premio Ubu e Premio della Critica) e di serie televisive di successo, tra cui Ultimo 3 – L’infiltrato, 48 ore, Caccia al re – La narcotici. Per il cinema ha scritto, con Benvenuti-De Bernardi, L’ultima stazione (regia di Bogdan Dreyer) e, con Marco S. Puccioni, Quello che cerchi (Premio miglior film al Los Angeles Italian Film Awards). Il bambino promesso è il suo primo. Ne discutiamo con lui…

<<Sei anni fa, io, mia moglie e il nostro bambino di tre anni, Leone, ci siamo trasferiti a Nairobi per adottare Thomas>>, racconta Massimo Bavastro a Letteratitudine.
<<Siamo restati lì nove mesi, perché la legge keniana prevede che i genitori adottivi rimangano per tutta la durata del procedimento legale.
Durante quel periodo, niente o quasi niente è andato come ci aspettavamo: a partire dal momento in cui, nell’istituto dove Thomas era nato, una donna con il camice bianco mi ha offerto quel bambino dicendo “è tuo figlio”, e io ho pensato “no”.
Sapevo che se non fossi riuscito a riconoscerlo e ad amarlo sarebbe andato tutto all’aria: tradire quel progetto avrebbe significato perdere mia moglie, sfasciare ogni cosa. Tanto più che lei e Leone avevano accolto Thomas subito e in maniera naturale.
D’altra parte, c’erano tante cose da fare laggiù, e questo mi permetteva di allontanarmi da quel rovello, o addirittura di rimuoverlo per lunghi momenti. Abbiamo comprato una macchina e ci siamo messi a viaggiare. Dopo un paio di mesi la macchina ha cominciato a rompersi, quasi sempre nei posti sbagliati: per esempio nel bel mezzo della savana, proprio di fronte a un branco di elefanti che procedevano verso di noi. E quando non si spaccava la fermavano i poliziotti ai posti di blocco, e ci si infilavano dentro con i loro Kalashnikov per farci paura e per spillarci pochi centesimi. Leggi tutto…

LA SCELTA di Giovanni Dozzini (un estratto) – Giorno della Memoria 2017

Pubblichiamo un estratto del romanzo LA SCELTA di Giovanni Dozzini (Nutrimenti)

In occasione del Giorno della Memoria

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Da “La scelta” di Giovanni Dozzini (Nutrimenti)

“E adesso?”.
La mezza luna che faceva luce tra gli ulivi era limpida e pulita dal vento. Due ragazzi, stesi sul prato uno di fianco all’altra, si tenevano per mano guardando in alto, il braccio libero a fare da cuscino sotto la nuca.
“Gli uomini sono dal prete”, disse lui. “Qualcosa decideranno”.
Lei gli spostò gli occhi addosso per qualche istante, poi tornò a fissare i rami e le stelle sopra di loro.
“Sì, ma Don cosa potrà mai fare? Dicono che gli inglesi sono quasi a Magione”.
“Chi lo dice?”.
“Tutti lo dicono. Sandro Bozzi lo dice. E anche mio padre”.
“Eh, va bene. Ma questo con noi alla fine cosa c’entra? Meglio così, anzi. Se arrivano gli inglesi i tedeschi se la pigliano con loro e a noi ci lasciano stare”.
“Come no”, disse lei. La notte non era silenziosa. Il poggio, ancora umido dal temporale, era tutto un movimento di grilli e di uccelli, in qualche modo fin lassù sembrava arrivare anche l’eco dell’acqua che sbatteva contro la riva. “Mio padre dice che coi tedeschi non si può stare mai tranquilli. Hai visto cosa hanno fatto oggi, con quei polli. Sono pazzi, Enrico. È gente pazza”.
“È gente stronza”, rise il ragazzo. “Comunque non lo so. Quelli del Castello, poi, oggi sono rimasti tutti dentro. Potevano spiegarci di stanotte, e invece devono aver sentito gli spari”.
“Poveretti”, disse lei.
“Poveretti, poveretti. Quelli hanno tutti un sacco di soldi, altro che poveretti. E invece di mandarli alla malora come si racconta, li hanno mandati in villeggiatura nella reggia del signor marchese”.
“Oh, senti un po’, i soldi. Ti sembrano felici, di fare questa villeggiatura?”.
“Lavorare non lavorano, mangiare mangiano a sbafo. Non gli manca niente”.
“Enrico”, esclamò, stizzita. “Tu dici cose che non sai”. Leggi tutto…

GIOVANNI COCCO racconta LA PROMESSA

GIOVANNI COCCO racconta il suo romanzo LA PROMESSA (Nutrimenti)

La promessa, il nuovo romanzo di Giovanni Cocco, seguito ideale de La Caduta (Nutrimenti, 2013), è uscito da qualche settimana per l’editore Nutrimenti. L’autore ci racconta il suo libro.

di Giovanni Cocco

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La promessa rappresenta un unicum all’interno della mia esperienza di scrittura: nessun disegno prestabilito, nessun progetto a tavolino, ma un romanzo scritto quasi di getto e l’urgenza di raccontare una storia che mi aveva particolarmente coinvolto.
Un romanzo che parte da un fatto di cronaca (il disastro aereo sulle Alpi francesi dello scorso marzo che ha coinvolto il volo 4U9525 della Germanwings, causato dalla volontà suicida del copilota Andreas Lubitz) per arrivare a raccontare esperienze universali.
Si tratta di un libro scritto “in presa diretta”, in cui fatti pubblici e accadimenti privati del protagonista vanno di pari passo.
Come ha scritto qualcuno di recente, La promessa è il mio romanzo “acustico”. Se La Caduta era un romanzo con le chitarre elettriche sguainate (per usare una terminologia springsteeniana), certamente La promessa è il mio Nebraska, un romanzo più intimista, scritto senza orpelli, che va dritto al sodo.
Ecco l’attacco. Leggi tutto…